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Lacco Ameno, all’IC “Vincenzo Mennella “ si celebrano i 70 anni della Dichiarazione Universale dei diritti umani

Gianluca Castagna | Lacco Ameno –Settanta anni fa, il 10 dicembre 1948, a Parigi l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: 30 articoli che ancora oggi rappresentano il cammino dell’umanità attraverso secoli di sofferenze e di discussioni filosofiche, persecuzioni e lotte. Una Carta che è al tempo stesso punto d’arrivo di un tragitto lungo e faticoso ma anche indicazione di un percorso da seguire negli anni futuri.
Un elenco che, senza voler ricorrere al lapidario presentimento di John P. Humphrey (“È il più elaborato cestino di carta straccia mai inventato”), non sole soffre di scarsa applicazione, ma diventa sempre più insufficiente: lo spazio per nuovi e necessari diritti si fa sempre più ampio, dal campo dell’ambiente e del clima a quello delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale.

Se da un lato è innegabile che la Carta dei diritti dell’uomo abbia ispirato i legislatori di mezzo mondo, dall’altro è altrettanto evidente che l’elenco dei diritti umani violati è ancora molto, troppo lungo. E per essere in grado di difendere questi diritti, naturalmente, bisogna innanzitutto conoscerli. Oggi si (ri)comincia dai ragazzi, dalle nuove generazioni, per favorire la loro presa di coscienza come individui, esplorando insieme il ruolo dei diritti nella vita di tutte le persone,  quelle vicine e quelle più lontane da noi. Per poi impegnarsi concretamente nella loro difesa.
La scuola come principale luogo pubblico che vive nella tensione tra ciò che c’è e ciò che si deve ancora realizzare è stata in questi mesi un laboratorio dove tanti insegnanti hanno messo al centro della didattica il tema dei diritti universali. Perché anche questa è oggi una riflessione inevitabile: i diritti umani o sono universali, o si chiamano privilegi.
All’IC “V. Mennella” di Lacco Ameno gli studenti hanno voluto essere protagonisti quasi assoluti di questa Giornata che ricorda l’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Hanno letto la carta, l’hanno studiata, approfondito le questioni più urgenti e le violazioni più frequenti in giro per il mondo, pensando a una manifestazione collettiva in occasione della ricorrenza. Manifestazione che hanno proposto (alla dirigenza e ai docenti), organizzato e perfino presentato.

Nella palestra comunale “Valentino Aceti” di Lacco Ameno, a venirmi incontro sono infatti tre giovani studentesse dell’Istituto: Tessa Manzi, Serena Verde, Asia Spignese. Scaletta alla mano e tanta concentrazione, emozione ed entusiasmo per raccontare, alla loro maniera, questo testo fondamentale codificato 70 anni fa e violato, a più riprese e a troppe latitudini, con decine di storie di abusi di ogni genere. Schiavitù, tortura, odio, intolleranza, maltrattamento sui minori, guerra, razzismo, violenza di genere, inquinamento delle risorse ambientali. Impossibile, anche per i più giovani, chiudere gli occhi di fronte alle sofferenze di profughi, esuli perseguitati, bimbe date in spose a uomini adulti, prigionieri politici o semplici persone in cerca di migliori condizioni di vita. Ignorarli non migliorerà il nostro presente e probabilmente comprometterà il nostro futuro, alimentando altra discriminazione e odio sociale.
«La giornata di oggi è il punto conclusivo di una preparazione lunga settimane» ci spiega la studentessa Tessa Manzi. «Ci tenevamo molto a costruire questa giornata portando le nostre idee sui diritti umani. Nel nostro istituto ci sono molti studenti originari di altri paesi. Ecco perché abbiamo pensato di leggere gli articoli della Carta dei diritti anche in altre lingue. La violazione di questi diritti non conosce barriere geografiche e riguarda uomini e donne di tutto il mondo.»
Per Serena Verde, ultimo anno di scuola media,«questo evento è stata l’occasione per approfondire il valore degli articoli contenuti nella Dichiarazione. Li abbiamo compresi meglio, per questo abbiamo chiesto ai professori di poter organizzare noi stessi la manifestazione». «Pensoche conoscere questi diritti sia importante pertutti» aggiunge infine Asia Spignese, «ognuno dovrebbe seguirli perché oggi certediscriminazioni non hanno più senso. Non sono giuste. Le persone, pure nelle differenze, devono avere tuttegli stessi diritti, senza distinzione di età, colore della pelle, sesso, nazionalità, religione. Tutti hanno diritto a essere rispettati come esseri umani. E noi siamo qui a ricordarlo.»

«Abbiamo approfittato del 70esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani per rileggere la Carta e stimolare gli studenti a riflessioni su quanto di quei diritto vanga oggi garantito» ha commentato il Prof. Antonio Cuomo, docente di Lettere, Storia e Geografia.
«La risposta degli allievi è stata molto positiva, si sono mostrati curiosi e interessati ad approfondire le tematiche che più riguardano il mondo dell’infanzia. Le migrazioni del nostro tempo, la schiavitù sul lavoro, il diritto alla casa, i cambiamenti climatici che devastano intere aree del pianeta spingendo interi popoli a fuggire. Sono tematiche nuove e trasversali, ma oggi è anacronistico pensare a delle barriere.»
«E’ vero» osserva la preside Prof.ssa Assunta Barbieri, «dopo 70 anni da quel 10 dicembre del ’48 assistiamo a una deriva preoccupante in materia di diritti umani: l’uguaglianza, il rispetto, la tolleranza, l’accoglienza, sono sempre meno praticati. Gli animali, al confronto, sembrano più accoglienti. Il riconoscimento di diritti universali è una conquista della cultura umana, una conquista che non può essere data per scontata, ma difesa quotidianamente in ogni momento della nostra vita. La scuola, pertanto, non può rimanere in silenzio, ma deve giocare un ruolo informativo e formativo importante. Sono contentissima che gli studenti abbiamo voluto fortemente organizzare qualcosa per questa giornata, si sono ben preparati, è tutto frutto del lavoro, della loro curiosità di conoscere storie e vite così lontane, nelle quali i diritti umani sembrano non esistere. Questi ragazzini sono già cittadini di oggi: l’idea di questi diritti e il valore della solidarietà vanno messe in pratica adesso».
Dalla schiavitù moderna in paesi come l’India al caso Regeni, dalla questione dei Rohingya all’assassinio di Daphne Caruana Galizia. Sono tante le storie raccontate a voce o illustrate nei cartelloni che hanno preparato gli studenti del “Mennella”. E ancora canti (recuperati dagli stessi ragazzi), performance di ginnastica artistica e la lettura della Carta dei diritti della bambina, il documento che l’associazione FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) ha recepito e diffuso in Italia e nel mondo. Sul pianeta 65 milioni di bambine ogni giorno sono vittime di ogni forma di violenza e di discriminazione e ciò impedisce loro di poter uscire dal circolo vizioso della povertà. Ma questa triste situazione si riflette anche in Italia su donne e bambine, figlie di immigrati; un esempio è la pratica delle mutilazioni genitali femminili, che fino a pochi anni fa era un triste appannaggio dei Paesi dell’Africa subsahariana, dell’Africa mediterranea e dell’Asia, ora si insinua clandestinamente nelle pieghe del nostro tessuto sociale.
«Siamo entusiaste di entrare nelle scuole e portare il nostro messaggio» dichiara Maria Francesca Ferrandino, presidente Fidapa Sezione di Ischia. «Lacco Ameno è stato il primo comune isolano ad adottare la Carta, e la prima sindaca dell’isola è stata Tuta Irace, una nostra socia, quindi oggi non potevo certo mancare a questa bellissima iniziativa del V. Telese. Proseguiremo anche con il comune e le scuole di Barano, con un progetto di diffusione proprio tra i più giovani. L’adozione della Carta è importante, sono principi fondamentali della vita di ogni bambina. Purtroppo sono stati dimenticati e non se ne parla più. Per questo, come Fidapa, stiamo portando avanti a livello nazionale una diffusa campagna di sensibilizzazione».

In rappresentanza delle istituzioni l’avv. Cecilia Prota, assessore alle Politiche sociali. «Grazie alla legge sulFondo Povertà, a cui hanno partecipato anche le Regioni, sono state individuate una serie di attività approvate nell’ambito 13, di cui fanno parte Ischia e Procida. Misure concrete che vanno a rafforzare i servizi sociali (un assistente ogni 5000 abitanti, tirocini lavorativi, assistenza alle famiglia, individuazione di situazioni familiari che presentano difficoltà o disagi), contrastando nei fatti quelle condizioni di disuguaglianza, così avversate da un punto di vista formale, e poco nella realtà». Maria d’Ascia, del presidio ischitano di LIBERA – Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, ha ricordato invece quanto gli Stati stessi, quotidianamente, stracciano senzaproblemi i diritti elencati nella Dichiarazione.Basti pensare al decreto legge 113/2018 quando, legando provocatoriamente sicurezza e immigrazione, l’Italia calpesta il diritto “di lasciare il proprio paese” (articolo 13 della Dichiarazione), “il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni” (articolo 14) e “il diritto di mutare cittadinanza” e “di avere una cittadinanza” (articolo 15).Insomma, la strada per applicare in concreto principi di etica universale come quelli codificati ben 70 anni fa, è ancora lunga e accidentata.

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La giornata è terminata con la finale di pallavolo tra le squadre del Torneo di Natale del “Mennella”, un incontro/scontro sportivo tra studenti e docenti, e infine le premiazioni.

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