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Lacco Ameno, cala il sipario: adesso silenzio e parola alle urne

I comizi di ieri sera hanno chiuso una campagna elettorale forse irripetibile, caratterizzata fra l’altro dall’inedito doppio turno. Vi raccontiamo le vicende di un mese culminate nell’incredibile scrutinio che farà discutere ancora a lungo

Alzi la mano chi avrebbe mai scommesso su un ballottaggio come strumento per decidere le elezioni a Lacco Ameno. Un pareggio perfetto tra i due pretendenti alla poltrona di sindaco che nessuno avrebbe ipotizzato il 20 agosto, quando la campagna elettorale prese lentamente avvio, fino alla presentazione ufficiale dei candidati e dei programmi, a inizio settembre, quando la lista “Il Faro” aprì le danze col comizio in Piazza Santa Restituta a cui fece immediato seguito “Sempre per Lacco Ameno” a Villa Arbusto il giorno successivo. Che la campagna sarebbe stata tutt’altro che tranquilla lo si era però capito già nei giorni precedenti, quando a seguito di un post sui social da parte di Pascale arrivò la reazione del nipote del senatore De Siano.

Da quel momento la campagna assunse subito toni forti, con attacchi reciproci su giornali, televisioni e social, senza dimenticare i video diffusi a ogni ora del giorno (e della notte) per rispondere alle accuse dell’altra formazione. Un clima subito acceso, a cui hanno poi fatto seguito i comizi di piazza, durante i quali le temperature se possibile sono continuate a salire senza sosta, visti gli attacchi rivolti con tanto di nomi e cognomi, un’attitudine a cui ben pochi candidati si sono sottratti. A ben vedere le due fasi, quella precedente alle presentazioni pubbliche e quella successiva, si sono dipanate con lo stesso canovaccio: dapprima invettive, polemiche, attacchi, poi un parziale raffreddamento e una virata verso l’illustrazione dei rispettivi programmi da realizzare una volta eletti. È stato così anche dopo l’inizio dei comizi: una settimana dedicata prevalentemente a rintuzzare gli attacchi reciproci, e poi gli ultimi sette giorni a parlare soprattutto dei progetti, dalla ricostruzione al porto, dal traffico agli scavi archeologici. Tuttavia le polemiche e le accuse lanciate in quei giorni, sembrano oggi un pallido ricordo, una serie di tranquille ed educate schermaglie, se pensiamo a quello che è accaduto al seggio elettorale della Fundera il 22 settembre scorso. Una data che rimarrà in ogni caso storica per Lacco Ameno e per l’intera isola. I fatti sono noti: dopo le votazioni avvenute domenica 20 e lunedì 21, lo spoglio per le comunali era stato fissato per la mattina del martedì. Gli addetti ai lavori, compresi i vari giornalisti riunitisi nei pressi del seggio elettorale, erano certi: sarebbe bastata meno di un’ora per conoscere il nuovo consiglio comunale di Lacco Ameno. E invece nessuno aveva idea di quello a cui si sarebbe andati incontro: lo spoglio delle schede nelle prime due sezioni filava spedito, con un risultato per certi versi imprevisto, dal momento che nessuna delle due liste riusciva a fare il vuoto, ma anzi la differenza numerica si manteneva minima, con i complessivi trentun voti a favore di “Sempre per Lacco Ameno”. Anche la quarta sezione giungeva alla conclusione, con un risultato che inizialmente era di perfetta parità, e con le famose cinque schede rimaste inassegnate visti i dubbi circa i possibili segni di riconoscimento delle cancellature ed errori di varia natura nell’attribuire il voto alla lista e finanche nello scrivere i nomi per le preferenze, ma che comunque sarebbero tutte a favore di De Siano e della sua lista. A quel punto tutta l’attenzione si era spostata sulla terza sezione, la più popolosa, dove il presidente aveva deciso di procedere a fine spoglio all’analisi di venticinque schede contestate. In tal modo, involontariamente, lo scrutinio di quelle schede residuali è stato immortalato anche dalle riprese video, fino a diventare il simbolo dell’elezione più incredibile della storia isolana: il computo finale dava infatti 34 schede totali di differenza (435 a 401) a favore di Pascale. Sottratte le 31 a favore di De Siano nelle prime due sezioni, e vista la parità della quarta sezione, i conti erano fatti: per soli tre voti il “barone” tornava ad essere sindaco di Lacco Ameno.

Mentre la folla assiepata all’esterno esplodeva nel giubilo, festeggiando lo stesso Pascale e il sindaco di Forio Francesco Del Deo, qualcosa tuttavia accadeva e, in maniera del tutto imprevedibile e tuttora incomprensibile, cambiava incredibilmente l’esito della consultazione: la proclamazione tardava a essere celebrata, il presidente della terza sezione fu infatti convocato al Municipio, dove poi sarebbero stati chiamati anche gli altri presidenti. Mentre le perplessità crescevano, arrivava la prima sorpresa: nella quarta sezione un riconteggio delle preferenze faceva venir meno due voti a favore di Pascale. Difficile, se non impossibile, risalire alle modalità della vicenda, fatto sta che il vantaggio del barone si era di colpo ridotto a un solo voto. I colpi di scena erano solo all’inizio, perché dopo la convocazione al Municipio anche quel voto di differenza veniva meno, in quanto alla terza sezione i voti per la lista “Il Faro” scendevano da 435 a 434. Ma la situazione non era affatto chiara, in quanto gli esponenti della lista “Sempre per Lacco Ameno” in quei concitati momenti addirittura accusavano la formazione avversaria di aver usufruito di una manipolazione dei voti totali a favore di Pascale, grazie alla connivenza di funzionari comunali. L’unica certezza, tuttavia, era che i voti di vantaggio del “Barone” si erano progressivamente volatilizzati: un brutto colpo che portò poi Pascale a recriminare, a sera inoltrata, davanti al seggio, dove al termine di una adunata-fiume il presidente della prima sezione comunicava la parità tra le liste e il prossimo ballottaggio. Una giornata folle, al termine della quale Lacco Ameno non aveva un sindaco eletto. Quello che è accaduto nei giorni successivi è ancora cronaca: mentre sono continuate le accuse incrociate, con video e dossieraggi incrociati per colpire i vari candidati, sono finite sotto la lente di ingrandimento le operazioni di scrutinio, con probabili errori e qualche leggerezza che hanno favorito il caotico esito. Si pensi alla percentuale ufficiale comunicata dal Ministero circa i votanti effettivi sul totale degli aventi diritto (4006), percentuale che dal lunedì al martedì era stranamente passata, a votazioni già concluse, dal 78,56% al 78,51%, e che dunque farebbe misteriosamente diminuire il totale di lacchesi recatisi al seggio da 3147 a 3145. Due votanti e due voti in meno, uno alla terza sezione e uno alla quarta, fra i quali Pascale tuttora individua quel voto sottrattogli nel tardo pomeriggio del 22 settembre. Ieri sera, intanto, si sono svolti i comizi di chiusura di questa campagna elettorale “supplementare”. E che il ballottaggio di domenica prossima non rappresenterà la fine delle controversie è praticamente certo: comunque andrà lo spoglio, gli avvocati delle due parti sono già pronti ad adire le vie legali per contestare l’esito di quell’incredibile scrutinio della Fundera.

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