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Lacco Ameno, il Comune contro il Banco di Napoli

Come avevamo anticipato un paio di settimane fa, la Giunta municipale guidata dal sindaco Giacomo Pascale ha dato mandato a un legale per intentare un’azione contro il Tesoriere dell’ente. Il motivo sta in alcune azioni esecutive che taluni creditori avevano promosso sul patrimonio del Comune e che non avrebbero dovuto essere soddisfatte: tali debitorie afferivano infatti alla massa del dissesto. Come si ricorderà, il Comune del Fungo affronta da qualche anno il dissesto finanziario, deliberato formalmente nel gennaio 2015, con l’insediamento del Commissario liquidatore la cui competenza si estende ai fatti e atti di gestione verificatisi entro il 31 dicembre 2013. Eppure, nonostante il fatto che l’agenzia di Lacco Ameno del Banco di Napoli S.p.a., che riveste il ruolo di Tesoriere del Comune, fosse a conoscenza dello stato finanziario dell’ente, dalla documentazione presente agli atti risulta che nella fase successiva alla dichiarazione di dissesto sono state effettuate delle esecuzioni presso lo stesso Tesoriere. Circostanza che fa  a pugni col fatto che la dichiarazione di dissesto produce, a norma di legge, il blocco delle azioni esecutive individuali da parte dei creditori dell’ente, in virtù del ben noto principio della “par condicio creditorum”. Proprio in base a tale principio, il Tesoriere era tenuto a rispondere negativamente a ogni azione esecutiva, o comunque a non liquidare somme del Comune in favore di creditori individuali. Fra l’altro, la quasi totalità dei debiti in questione erano riconducibili ad atti e fatti precedenti al 31 dicembre 2013, e quindi sicuramente facenti parte della massa del dissesto. Di qui la mossa del Comune, che ha ritenuto opportuno nominare un professionista esperto in materia di dissesto degli enti locali e delle procedure esecutive promosse in danno di enti dissestati, allo scopo di proporre un’azione di recupero delle somme e di risarcimento dei danni nei suoi confronti e, dove ci sono i presupposti, anche nei confronti dei terzi che hanno incassato le somme. L’incarico è stato conferito all’avvocato Aniello Cirillo, con studio a Boscotrecase, con una spesa per l’ente pari a duemila euro oltre Iva e Cpa, per le relative competenze professionali.

 

 

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