POLITICAPRIMO PIANO

Lacco Ameno e quella “formula cantiere” che lascia qualche ombra

La formazione politica varata sabato scorso nel Comune del Fungo ha prodotto alcune sorprese e generato dubbi circa la tenuta stessa della piattaforma che sancisce la nuova intesa tra il Senatore De Siano e Carmine Monti

Il senatore Domenico De Siano di fatto ha dato il via alla campagna elettorale. Si è detto disposto ad accettare la candidatura a sindaco di Lacco Ameno, ove tale convergenza emergesse in maniera concorde dal “cantiere aperto” inaugurato sabato scorso al ristorante Terra Madre, dove è stata varata la piattaforma politica che ha segnato il ricongiungimento ufficiale dell’esponente di Forza Italia con Carmine Monti, dopo oltre un lustro trascorso su fronti contrapposti.

SORPRESE

Ma quello che ha sorpreso molti osservatori è stata la scelta di Aniello Silvio e di Vincenzo Morgera, due personaggi di rilievo sullo scacchiere elettorale lacchese, che hanno optato per l’appoggio al progetto di work in progress varato da De Siano e Monti. Nel caso di Morgera, presidente della Pro loco, la sua appartenenza al Movimento 5 Stelle ha provocato la reazione del Meetup locale, che ha subito preso le distanze dall’iniziativa, definendola come “personale”, ma anche di taluni cittadini, sorpresi da questa mossa, perché fino a qualche mese fa ben pochi avrebbero scommesso su un’intesa con De Siano. La scelta di Aniello Silvio conferisce una certa forza dal punto di vista elettorale a un gruppo che già dovrebbe contare su numeri importanti e potenzialmente vincenti, ma anche in questo caso c’è che prevede uno spostamento di voti, da parte di coloro che hanno sempre appoggiato Silvio in funzione anti-De Siano, e che forse potrebbero rimanere delusi dalla convergenza Pd-FI in salsa lacchese.

SALTO IN AVANTI?

Nelle ore immediatamente successive alla conferenza c’è persino chi ha avanzato dubbi sulla tenuta della “piattaforma” fino alle elezioni. Motivo: è vero che il senatore ha parlato di una sua candidatura solo nel caso in cui i componenti del gruppo trovassero un accordo in tale direzione, ma tale annuncio era forse atteso più avanti nel tempo, non da subito. Un “salto in avanti” che potrebbe incrinare la scorrevolezza delle operazioni nel “cantiere”.

DUBBI SOCIAL

Intanto, la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa ha subito messo in moto un certo dibattito, nel paese, nel resto dell’isola e di conseguenza anche sui vari canali social, dove ai sostenitori del progetto si sono opposti alcuni che hanno espresso perplessità verso la prospettiva pluridecennale di rilancio, per Lacco e per l’isola d’Ischia, delineata dal Senatore De Siano: un arco di tempo che pare troppo ampio a chi è convinto che i vari problemi vadano affrontati e possibilmente risolti a breve. Altri ancora criticano una possibile formazione comprendente colui che, prima da sindaco e poi da principale sostenitore “dall’alto” delle varie compagini di maggioranza, ha sostanzialmente dominato e caratterizzato da oltre un ventennio la politica e l’amministrazione della cosa pubblica nel paese del Fungo. In sostanza, scrivono alcuni cittadini, se il paese è finito nel dissesto e poi è divenuto fanalino di coda sull’isola, la responsabilità politica andrebbe ricercata in gran parte proprio nell’azione amministrativa di esecutivi che sono stati espressione ed emanazione del gruppo che fa capo all’attuale coordinatore regionale di Forza Italia.

Il senatore De Siano e Carmine Monti intendono rispondere a queste critiche varando un programma “partecipato”, cioè pronto ad accogliere le istanze di quanti, cittadini e addetti ai lavori, vogliono proporre idee e progetti da esaminare e includere in tale programma. Un approccio in cui Carmine Monti sembra credere molto, e che dovrebbe concretizzarsi con nuovi incontri, almeno due al mese, in modo tale da mostrare alla cittadinanza l’evoluzione progressiva dell’elaborazione dei punti su cui si baserà l’azione amministrativa in caso di affermazione elettorale a maggio. E bisognerà lavorarci, se si vuole convincere la parte scettica dell’elettorato lacchese, ormai cloroformizzata da decenni di rimescolamenti politici che vedono spesso e volentieri sempre gli stessi nomi alla ribalta, nonostante le dichiarazioni di volontà di ringiovanimento dei volti sulla scena.

PASCALE RESTA IN ATTESA

Dall’altra parte, Giacomo Pascale sta allestendo la sua formazione investendo in un futuro politico che non sarà più sotto le insegne di Forza Italia, come lui stesso ha fatto intendere in una intervista a Il Golfo: un cambio di passo che sembra mettere il sigillo a un “divorzio” quasi storico, per quel sodalizio tra il Barone e il Senatore che, a livello umano e politico, durava dal 1982. Sarà corsa a due? Chissà, anche perché è da verificare l’entità e la forza di un eventuale terzo polo che possa varare una ulteriore lista: e c’è già chi, rievocando le usanze della Prima Repubblica (ma anche delle successive..), pensa a liste-civetta allestite per portare in Consiglio comunale un’opposizione posticcia. Ipotesi forse troppo ottimistica, anche se la formazione varata sabato sembra avere completa fiducia in una vittoria senza discussioni, soprattutto dal punto di vista numerico. Resta da capire l’effettiva portata delle ambizioni del gruppo di Pascale, che al suo attivo rivendica i risultati, contabili, amministrativi, ma anche dal punto di vista delle opere pubbliche, ottenuti in questi anni, e gli apprezzamenti riscossi da parte di esponenti di numerosi enti sovra comunali. Per il momento, Pascale non sembra aver fretta di rispondere, a livello mediatico, alla conferenza-stampa di sabato con un’iniziativa analoga. Probabilmente, si punta prima ad ultimare la formazione, e poi a un’eventuale presentazione.

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Un commento

  1. Buongiorno direttore,
    Questa e la fotogofrafia del paese tutti ai piedi del padrone. Ora comincierá la campagna del posto di lavoro aseegnato per un voto, persone che fino a ieri si lanciavano denunce oggi tutti insieme appasionatamente. Non credo piú alla politica, non credo piú a queste persone che per noi non hanno fatto mai niente ma solo abbelito il proprio orticello, giovani che vanno via colpa di un sistema che non funziona. Vuoi il lavoro? Aspettiamo le elezioni qualcosa esce… e il mio diploma, le mie esperienze? No quelli non servono. Io fossi nella mia popolazione non andrei a votare farei capire a queste persone che i tempi sono cambiati, che non sopportiamo piu questa politica se cosí la vogliamo chiamare… ma la popolazione andrá alle urne e voterá quel partito per quel favore e poi il giorno dopo ci lamenteremo mentre il padrone e i suoi cuccioli saranno in qualche ristorante a festeggiare, addiritura uno di loro ha detto che stanno tutti insieme perché non ci sono nuove leve a far politica. Ma io Le chiedo direttore questa e politica? I giovani sono scappati dalla propria isola, dai loro affetti proprio perché hanno pensato ai propri interessi. Io dico Lacco Ameno non andare al voto…
    Non amo piú quest’isola che mi ha dato vita ma ha infranto i miei sogni…

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