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Lacco Ameno e terremoto, due negozi “chiusi” dopo quasi due anni!

Le attività commerciali Ischia Tessile e Pi.Ba. rientravano tra gli immobili oggetto di ordinanza di sgombero, ma nessuno se ne era mai accorto. Ora arrivano le ordinanze firmate da Raffaele Monti

Due ordinanze praticamente identiche, cambia di fatto solo il destinatario. Ma sulle quali davvero ci sono non poche perplessità. Perché, per quanto possa sembrare incredibile, siamo davanti a due provvedimenti adottati a carico di altrettante attività commerciali, che sono una diretta conseguenza del sisma che sconvolse Casamicciola e in parte Lacco Ameno il 21 agosto 2017.

Insomma, sono passati quasi due anni e adesso il responsabile dell’Ufficio Attività Produttive, il comandante della polizia municipale Raffaele Monti (che all’epoca del terremoto, va rimarcato, non ricopriva questo incarico) ha di fatto emesso ordinanze cautelari di sospensione e chiusura degli esercizi commerciali Ischia Tessile e Piba, ubicati in via Roma nel Comune del Fungo. Il provvedimento è stato consegnato ai due legali rappresentanti delle attività, rispettivamente Antonia Pisani e Maurizio De Vivo. Ad entrambi è stato ordinato “di provvedere alla sospensione immediata con contestuale chiusura dell’attività commerciale fino a quando non sono state ripristinate le condizioni di agibilità dei locali adibiti ad attività commerciale. Si dà atto che l’inottemperanza al presente provvedimento costituisce reato punito ai sensi dell’art. 650 codice penale e che i provvedimenti eventualmente necessari per l’esecuzione d’ufficio saranno adottati con le modalità previste dall’art. 5 del testo unico degli enti locali”.

Ma quello che sorprende maggiormente sono le motivazioni, contenute all’inizio dell’ordinanza firmata da Monti. Il quale rileva in premessa che “in conseguenza dell’evento calamitoso che in data 21 agosto 2017 ha compito i Comuni di Lacco Ameno e Casamicciola Terme si è determinata una situazione di pericolo a causa della lesione di fabbricati situati sul territorio comunale”. Nella circostanza con una serie di ordinanze sindacali venne ordinato lo sgombero ai proprietari e a chi a qualunque titolo occupava tutti gli alloggi di un fabbricato ubicato a Lacco Ameno proprio in via Roma. Di fatto mentre diverse abitazioni furono sgomberate, i due esercizi commerciali in questione continuarono incredibilmente a rimanere aperti e ad esercitare la propria attività.

Una situazione che è andata dunque avanti per quasi due anni fino a quando lo scorso 23 maggio la responsabile del II Settore (Affari Generali) ha invitato l’ufficio diretto da Raffaele Monti a verificare se le ordinanze con tingibili e urgenti n. 68 del 4 ottobre 2017, n. 88 del 10 ottobre 2017 e n. 389 del 28 dicembre 2018, adottate dal sindaco Giacomo Pascale, si riferissero eventualmente anche ad unità immobiliari adibite ad esercizi commerciali. I successivi accertamenti compiuti dall’ufficio tecnico a seguito di apposita richiesta ha messo in condizione di appurare che i negozi con insegna Pi.Ba. e Ischia Tessile risultavano include nelle predette ordinanze di sgombero. Da qui la necessità di dover attuare in via cautelare la chiusura immediata degli esercizi commerciali, un provvedimento che, come scrive nelle due ordinanze Raffaele Monti, “si rende necessario al fine di evitare pericolo per la pubblica e privata incolumità”. Resta un mistero come abbia fatto un “dettaglio” del genere a sfuggire a chi di competenza per questo lungo arco di tempo. I gestori dei negozi, ovviamente, potranno appellarsi al Tar entro sessanta giorni o al presidente della Repubblica entro centoventi.

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