Lacco Ameno, verso le urne con mille incognite
Giacomo Pascale e Domenico De Siano proseguono la marcia di avvicinamento alle elezioni ma la composizione delle liste (tra caselle da riempire ma anche pezzi da novanta eccellenti da poter escludere) si sta rivelando un vero e proprio terreno minato. E se alla fine spuntasse il terzo incomodo?

A poche settimane dal voto amministrativo di maggio, il quadro politico di Lacco Ameno appare tutt’altro che definito. Ufficialmente le liste sono “in costruzione”, i programmi in fase di elaborazione e il confronto ancora nei binari della dialettica democratica. Ma dietro le quinte, secondo indiscrezioni che circolano con insistenza negli ambienti politici ed economici locali, si starebbe consumando una partita molto più complessa, dove alleanze fragili, veti incrociati e interessi strategici rischiano di pesare più delle proposte per il territorio. L’ipotesi del cosiddetto “terzo incomodo” non sembra ormai definitivamente archiviata. La sfida, salvo sorprese, sarà a tre o se i cerchi non dovessero quadrare, tra compagini espressione della maggioranza e della minoranza uscente, si rischia addirittura il colpo di scena. Non è escluso, infatti, che possa profilarsi la candidatira di un volto nuovo espressione di un vecchio grande elettore che sbaragli tutti. Cosi, se il perimetro appare chiaro, il contenuto resta incerto. Perché sia nello schieramento del sindaco uscente Giacomo Pascale sia in quello guidato da Domenico De Siano, la costruzione delle liste si sta rivelando un terreno minato. Questo darebbe spazio ad altre realtà figlie di questa incertezza.
LISTE IN BILICO E NERVI SCOPERTI
In casa Pascale il lavoro procede sotto traccia. La perdita lungo il cammino di due pedine come Giacinto Calise e Piero Monti ha imposto una revisione degli equilibri interni. Il rischio, secondo alcuni osservatori, è quello di arrivare a ridosso della presentazione delle liste con qualche casella ancora scoperta. Da qui la necessità di serrare i ranghi, ringiovanire ulteriormente la rosa e, soprattutto, disinnescare tensioni e rivalità che nulla hanno a che fare con la politica ma molto con dinamiche familiari e personali. Pascale intenderebe riconfermare tutta la rosa vincente con qualche innesto d’eccellenza giovane e imprenditore e una parte tra quota insegnati e professionisti made in Lacco Ameno. Sul fronte opposto, anche De Siano non può dirsi al riparo da grattacapi. L’ex senatore sarebbe impegnato in una complessa opera di “cucitura” di una lista che rispecchi un modello fortemente fidelizzato, capace di garantire compattezza e fedeltà nel tempo. Una strategia che comporta inevitabilmente scelte dolorose e possibili esclusioni eccellenti. Non tutti, infatti, sarebbero considerati pienamente affidabili o compatibili con l’impianto politico che si intende costruire. Ma sembrerebbe che anche per il senatore ci sia poco da scegliere: anche le poche quote rosa in previste in lista dalla terra dei terremotati al Fango, potrebbe declinare per dedicarsi a sfide più importanti.
IL PORTO COME BARICENTRO POLITICO?
Al centro di molte manovre, inutile girarci intorno, resta il porto turistico. L’attuale amministrazione rivendica con forza la riacquisizione della gestione come uno dei risultati simbolo del mandato e si prepara a farne il perno della campagna elettorale. Dall’altra parte, però, non viene esclusa l’ipotesi che, in caso di vittoria, si possa tornare a ragionare su forme di privatizzazione o gestione mista. Una differenza di visione che, secondo i bene informati, nasconderebbe anche valutazioni più profonde sugli assetti futuri dell’area portuale. Si parla – sempre a livello di rumors – di progetti di riorganizzazione complessiva, destinati a incidere su concessioni, durata degli affidamenti e accesso agli spazi a mare. Ipotesi mai ufficializzate, ma che alimentano sospetti e preoccupazioni in una comunità dove il rapporto tra politica, demanio e attività economiche è da sempre delicato.
CANDIDATURE, VETI E PASSI INDIETRO
Sul piano dei nomi, le voci si rincorrono. Nello schieramento di De Siano continua a circolare il nome dell’ex sindaco Carmine Monti, candidatura che non dispiacerebbe al leader ma che incontrerebbe resistenze interne. Negli ultimi giorni, anzi, l’ago della bilancia sembrerebbe orientarsi verso una possibile esclusione, decisione che – se confermata – potrebbe ridisegnare più di uno scenario. Anche l’architetto Regine fin qui data della partita come nelle scorse elezioni comunali potrebbe dover declinare. Altre indiscrezioni parlano di un possibile passo indietro di Aurelio De Luise a favore di Giovanni Monti, indicato come una delle novità della lista. Ipotesi simili avevano coinvolto anche altri nomi, poi rientrate, a conferma di una fase estremamente fluida in cui nulla può dirsi definitivo. Tipo l’investitura di un “Perepipè” (soprannome attribuito a una nota famiglia di pescatori lacchesi, anche grandi elettori) in via diretta che in luogo del sostegno alla Pacchiana Antonio Monti han deciso di scendere direttamente in campo. Balletto di candidature persino tra Piero Monti e William Vespoli. Monti si sarebbe detto pronto a sostenere Vespoli dop che in una prima ipotesi era apparso dovesse accdere il contrario. In bilico anche l’investitura ed il sostegno a Mattia Buonocore che dovrebbe andare a sotituire Carmine Monti, ma con i voti del candidato sindaco Domenico De Siano, idema con il dottore Giacinto Calise che a fronte del pregio della sua candidatura cerca chi gli ceda il pacchetto voti. L’unico certo di un piosto in prima fila sempbrerebbe Aniello Silvio anche perché in casa Polito piuttosto che fare i gregari ad una lista aziendale del senatore, o meglio, continuare a farlo, preferirebbero una volata da protagonisti. Intlligenti pauca!
In casa Pascale, oltre alla necessità di sostituire i fuoriusciti, fermo restante la conferma di tutti, restano aperti alcuni nodi. L’eventuale passo indietro del presidente del consiglio comunale Dante De Luise, ipotizzato in passato, non sembra trovare riscontri concreti. Anzi, attorno a lui si starebbe consolidando un gruppo di giovani che potrebbe esprimere anche un altro candidato, con il nome di Michele Alvi che circola con insistenza, seppur con tutte le cautele del caso. Molti soloni della materia locale sotengono invece che Pascale candiderebbe o l’uno ( De Luise) o l’altro. In realtà questo è più un desiderio, una spinta nella spertanza che anche la coalizione Pascale possa sgretolarsi. Se tanto ci da tanto a breve potremmo assistere all’incredibile: la nascita di un nuovo soggetto, la summa degli eletti, di entrambi gli schieramenti, delusi in un modo o nell’altro dai propri ex riferimenti, in grado di far eleggere un nome relativamente nuovo con dietro il più noto dei grandi elettori.
OLTRE I PROGRAMMI ECCO LA VERA POSTA IN GIOCO
Ufficialmente la campagna elettorale parlerà di sviluppo, rilancio del territorio e interesse pubblico. Ma sotto la superficie, a Lacco Ameno, si avverte la sensazione che la vera partita si giochi altrove. Le liste non sarebbero soltanto uno strumento elettorale, ma il primo terreno di scontro per il controllo di snodi strategici destinati a incidere sul futuro del comune. Con l’avvicinarsi del voto, le manovre si intensificano e il clima si fa più teso. Molte decisioni cruciali, secondo quanto filtra, verrebbero prese ben prima dell’apertura delle urne, lontano dai riflettori e dai manifesti elettorali. E se per qualcuno tutto questo rappresenta il normale gioco della politica, per altri è il segnale di un intreccio mai del tutto risolto tra potere, territorio e interessi.






