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Lacco Ameno, giornata folle. Pascale sindaco, anzi no: è ballottaggio

Incredibile epilogo dello scrutinio all’ombra del Fungo: tra il senatore e il “barone” finisce con 1.541 voti a testa e così servirà l’inedito spareggio previsto dalle normative. Ma alle 14 Giacomo aveva festeggiato a arringato la folla. E non mancano veleni, sospetti e denunce

E’ successo di tutto, che a raccontarlo probabilmente occorrerebbe un romanzo piuttosto che un giornale. Alla fine a Lacco Ameno sarà celebrato il ballottaggio tra Domenico De Siano e Giacomo Pascale, candidati alla carica di sindaco di Lacco Ameno. La fumata bianca è arrivata nella serata di ieri quando finalmente sono stati chiusi i verbali che hanno decretato 1.541 voti di preferenza per i due sfidanti alla poltrona più ambita del palazzo municipale di Piazza Santa Restituta. Tira un sospiro di sollievo il senatore, si morde le mani invece il “barone” che aveva brindato nel senso letterale del termine intorno alle 14. Pascale aveva chiuso con tre voti di vantaggio, ma nel primo pomeriggio venivano sottratti nella sezione 4 due voti di preferenza a Giacomino. Il quale, a questo punto, rimaneva in vantaggio per un solo voto. Di lì a poco, però, un po’ a sorpresa, il portale Eligendo del Ministero dell’Interno parlava di parità tra i due contendenti, dunque a Pascale era stato evidentemente scalato un altro voto nella sezione 3 per un errore di trascrizione o qualcosa che ci andava vicino. Non è tutto, perché a un certo punto si è rischiato addirittura il ribaltone dal momento che i rappresentanti della lista di De Siano lamentavano l’annullamento ritenuto ingiusto di alcune schede. Nel mezzo, dicevamo, un continuo via vai tra Comune e Fundera (inusuale a dir poco), una denuncia con tanto di video a supporto della lista “Sempre per Lacco Ameno” che lamenta la manomissione di un verbale, la polizia che starebbe indagando per vederci chiaro. E tra tanti dubbi una certezza, l’appuntamento per domenica 4 ottobre a meno di ulteriori colpi di scena che a questo punto nessuno di sente di escludere.

Una cosa è certa, quella vissuta ieri è una giornata destinata a rimanere nella storia di Lacco Ameno, dell’isola d’Ischia, della politica di casa nostra. Eppure la mattinata era cominciata in un clima apparentemente disteso. Certo, erano tanti i curiosi all’esterno del plesso scolastico della Fundera, complice anche il fatto che tutte le quattro sezioni fossero sistemate in un’unica struttura. Tra chi come Pascale aveva preferito attendere l’evoluzione degli eventi lontano dai riflettori e chi come De Siano aveva optato per una colazione al bar in Piazza Santa Restituta (prima di rinchiudersi nel covo-quartier generale del Reginella), le ostilità sono cominciate con circa trenta minuti di ritardo rispetto all’orario prestabilito. E onestamente c’è voluto molto poco per capire che la questione certo non sarebbe stata sbrigata in un batter d’occhio, sebbene i candidati a sindaco fossero appena due e gli elettori poco più di tremila. Pronti via e il senatore piazza subito la prima zampata, facendo registrare complessivamente una quarantina di voti di vantaggio. Tutto questo col dieci per cento di schede scrutinate ma chi immagina una forbice destinata ad allargarsi percentualmente resterà profondamente deluso. Giacomo Pascale tiene botta e il vantaggio per Mimì non cresce mai. E così, quando si arriva alla metà delle schede scrutinate, l’impressione è che la mattinata ce la si godrà fino in fondo, insomma che si arriverà spalla a spalla.

Nonostante tutto, fino a tre quarti dell’opera, quando chiudono le prime tre sezioni il quadro resta ancora incerto. Domenico De Siano, tra l’altro, a sorpresa si impone nella sezione 4, quella per intenderci della zona alta di Lacco Ameno, ferita seriamente dal sisma del 21 agosto 2017. Un risultato secondo molti giunto a sorpresa, vista il modo in cui Giacomo Pascale si era “speso” nel corso della sua attività sindacale proprio sulla delicata tematica. Alla fine, dunque, tutte le attenzioni e tutte le pressioni si concentrano sulla sezione 3, ma nel frattempo il “Barone” rosicchia pian piano lo scarno vantaggio al suo avversario. Da 25 si scende a 20, poi a 15 ed all’improvviso quasi senza accorgersene ci si ritrova zero a zero e coi tempi supplementari da affrontare. A quel punto non si capisce più nulla, rappresentanti di lista e giornalisti si trasformano in docenti di matematica e sono costretti a fare conti su conti perché il distacco tra i due è praticamente irrisorio e cambia continuamente. Quando lo spoglio termina Pascale è in vantaggio di una manciata di voti, ma ovviamente come in ogni film di Dario Argento non può mancare il finale che si rispetti. Che poi, guardando a posteriori, non sarebbe stato nemmeno il finale. Già, perché giusto per non farci mancare niente il presidente della terza sezione tira fuori anche venticinque schede “border line” che si era riservato di esaminare al termine del regolare scrutinio. Nemmeno lui poteva immaginare che quelle schede sarebbero state più infuocate di carboni ardenti e che avrebbero scatenato l’inferno. Alla fine i giochi si chiudono e il conteggio segna un saldo positivo di tre preferenze per Pascale. Non si fa nemmeno in tempo a lasciare la stanza che già – non è dato sapere come – la notizia si sparge all’esterno ed i supporters di Pascale assiepati (diciamocelo pure, in barba alle norme che disciplinano il distanziamento) all’esterno iniziano ad esultare come se il Napoli avesse segnato al Real Madrid in finale di Champions, giusto per intenderci. E’ l’inizio del delirio: la gente si abbraccia, urla, applaude, partono cori, addirittura parte anche una batteria di fuochi d’artificio che qualche ottimista aveva debitamente preparato in barba alla scaramanzia.

Da quel momento in poi, come si dice in gergo, saltano gli schemi: di lì a poco arriva anche Giacomo Pascale, che viene letteralmente preso d’assalto dai suoi sostenitori. Arriva anche lo spumante e Giovanni Zavota ci rimette una camicia e deve correre sotto la doccia, perché rimane inzuppato. Il “Barone”, ovviamente, figuratevi se perde l’occasione di arringare la folla e così si esibisce nel primo comizio. Di lì a poco, con un sorriso a 32 denti meritevole di uno spot pubblicitario della Colgate, arriva anche il suo primo sostenitore extra comunale, ossia il sindaco foriano Francesco Del Deo, che fin dal momento della defenestrazione si era schierato a favore di Pascale ricordandolo in tutte le occasioni pubbliche, istituzionali e non. Che la festa abbia inizio, verrebbe voglia di dire, ma poi succede che la proclamazione non arriva, e poi non arriva ancora. E passano i minuti, e poi pure un’ora e si capisce che il destino aveva riservato a questa giornata un finale diverso. E molto più avvincente di quanto non fosse già stato. Arrivederci al ballottaggio, la storia continua.

Foto Franco Trani

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