CRONACAPRIMO PIANO

Lacco Ameno, il Puc mette faccia a faccia i “nemici” Pascale e Monti

Il primo rivendica i risultati dell’accordo con il Dipartimento di Architettura della Federico II, recepiti nel documento. Il secondo imputa all’amministrazione del Barone il ritardo nell’approvazione dello strumento urbanistico. Entrambi concordano sull’opportunità di una proroga per lasciare al prossimo Consiglio comunale il definitivo via libera

Si sono trovati di nuovo insieme, sia pure per un colloquio di natura tecnica. Ieri mattina al Municipio di Lacco Ameno, il Commissario prefettizio Simonetta Calcaterra ha incontrato il sindaco uscente Giacomo Pascale e il suo predecessore Carmine Monti. I due si sono quindi ritrovati alla Torre dell’Orologio tre mesi dopo la caduta dell’amministrazione capitanata dal “barone”: una caduta materializzatasi quando, ai quattro consiglieri d’opposizione guidati da Carmine Monti, si sono uniti cinque consiglieri dell’originaria maggioranza, che hanno fatto mancare l’appoggio a Pascale.

Il Commissario ha così inaugurato la fase “pubblica” di discussione in relazione al Piano urbanistico comunale, il cui Preliminare è stato approvato la settimana scorsa dalla dottoressa Calcaterra. Entrambi gli interlocutori, Pascale e Monti, si sono detti molto soddisfatti dell’approccio adottato dal Commissario nei confronti della delicata materia, scegliendo di iniziare l’iter mediante il dialogo con le forze politiche presenti nell’ultimo Consiglio comunale.

Nel colloquio è emerso l’auspicio unanime secondo cui la Regione possa concedere un’ulteriore proroga per la definitiva approvazione del Puc, ed evitare che essa avvenga in regime di commissariamento. In sostanza, per il paese sarebbe molto più opportuno se l’adozione del Piano urbanistico avvenisse per mano del nuovo Consiglio comunale che scaturirà dalle urne nelle elezioni di primavera.

Non sono mancate tuttavia le schermaglie incrociate. Secondo Carmine Monti, la responsabilità del ritardo nell’approvazione del Piano e il rischio che esso debba essere approvato in tre mesi senza la necessaria attenzione circa il coordinamento con la fase di ricostruzione, è da ascriversi alla passata amministrazione guidata da Pascale. Quest’ultimo naturalmente non ci sta, e rivendica la collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II da cui è scaturita la documentazione che ha fatto da solida base al preliminare appena approvato. Alla riunione era presente anche il tecnico dello studio Oliviero che ha redatto il documento, recependo gli elaborati in questione.

I due hanno opinioni diverse anche in merito alla eventuale proroga del termine del 20 aprile: piuttosto possibilista Monti, un po’ meno Pascale, visto che già un anno fa i Comuni avevano ottenuto una prima proroga, anche se, come detto, c’è parere concorde sull’opportunità di un nuovo differimento. Si vedrà: in ogni caso il Commissario Calcaterra continuerà a convocare associazioni e categorie per recepire osservazioni utili in vista della stesura definitiva. Il senatore Domenico De Siano, anch’egli invitato all’incontro, non ha partecipato a causa di concomitanti impegni istituzionali.

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