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Lacco Ameno, la Regione, Berlusconi: tutte le verità di Domenico De Siano

Il senatore lacchese e coordinatore regionale di Forza Italia ci parla delle elezioni che lo vedranno impegnato su due fronti. E così si passa dalla corsa per la poltrona di sindaco alla candidatura di Caldoro, passando per la Di Scala e la rinuncia di Cesaro. E c’è spazio anche per Giosi Ferrandino…

Partiamo dalle elezioni, che a breve ti verranno impegnato su due fronti. Iniziamo da quelle regionali, la scelta di Caldoro è quella giusta?

«Maria Grazia Di Scala in tandem con Berlusconi? Se il cavaliere si candiderà, cosa che allo stato non mi risulta. Ma in ogni caso farà la sua campagna elettorale. E’ stata cinque anni all’opposizione dimostrando competenza, coerenza e attaccamento al partito: avrà il giusto riconoscimento per il lavoro che ha svolto, I fatti la promuovono pienamente »

«Rispondo senza esitazioni e lo faccio ribadendo che in questo momento storico per la coalizione di centrodestra il miglior candidato è Stefano Caldoro. Non lo dico adesso, lo sosteniamo dall’anno scorso e abbiamo anche spiegato le ragioni. Tra l’altro lo stesso insieme ad altri è stato oggetto di sondaggi teso a verificarne l’indice di gradimento da parte dell’elettorato ed ha sempre ottenuto risultati lusinghieri. E anche vero che forse una candidatura diversa da quella di Caldoro poteva esserci…».

Quale?

«Mi riferisco a Mara Carfagna, e di questo è stato sempre profondamente convinto anche lo stesso Caldoro. Ma la Carfagna, pur pungolata e sollecitata più volte anche dal sottoscritto e dal presidente Silvio Berlusconi, ha sempre detto di non essere disponibile ad un’esperienza del genere. In ogni caso, voglio aggiungere che a mio avviso la candidatura di Caldoro nel centrodestra è arrivata un attimino in ritardo, per quelle che sono state le condizioni che la Lega ha posto sul tavolo nazionale. Tutto questo ovviamente non ha favorito la nostra coalizione e Forza Italia. Detto ciò, sto lavorando con il personale politico per mettere su in tutte le province delle liste che possano essere quanto più qualitative e dunque competitive possibile, tenendo conto di quelle che sono difficoltà oggettive. Mi riferisco, nello specifico, anche a consiglieri regionali o soggetti che stanno lasciando il centrodestra e si stanno imbarcando con De Luca, perché attratti dalla prospettiva del governo più sicuro».

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Alcuni rumors riferiscono che il feeling con Forza Italia non sia più quello dei tempi migliori.

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«Il feeling con Forza Italia resta immutato perché io credo che in politica esista un valore che si chiama coerenza. Ho detto già altre volte che se sono riuscito a fare una carriera politica di un certo livello e ho ricoperto determinati incarichi, lo devo a Forza Italia e al presidente Silvio Berlusconi. Credo che chi naviga su una barca deve saperci andare anche quando il mare è agitato, mi rendo conto che quando è calmo è tutto più semplice ma ci sono anche momenti di burrasca. In questo momento la situazione è difficile, e io resto al mio posto».

«Giosi Ferrandino conosce a menadito l’isola e i suoi problemi, visti anche i suoi trascorsi da amministratore, su determinate tematiche abbiamo sempre trovato convergenza e mai litigato. Tra l’altro sono convinto che in autunno ci sarà uno stravolgimento anche negli equilibri di governo, magari ci ritroveremo pure dalla stessa parte…»

Maria Grazia Di Scala viaggerà in tandem con Berlusconi?

«Sarà così nel momento in cui Berlusconi dovesse essere candidato, cosa che allo stato dell’arte non mi risulta».

Altrimenti?

«Altrimenti Maria Grazia, come sempre, farà la sua campagna elettorale. E’ stata cinque anni all’opposizione dimostrando competenza, coerenza, attaccamento al partito, è sempre stata presente, credo che avrà il giusto riconoscimento per il lavoro che ha svolto quotidianamente in questa consiliatura. I fatti la promuovono pienamente».

Dispiaciuto dalla mancata candidatura di Armando Cesaro?

«Mi dispiace perché la decisione arriva per motivazioni che di politico non hanno nulla: parliamo di un soggetto incensurato e non sottoposto ad alcuna indagine. Ma la verità è che viviamo in un paese dove purtroppo il garantismo è andato a farsi benedire, in questo momento storico purtroppo prevalgono altri ragionamenti. Sono rammaricato perché parliamo di un giovane che ha lavorato quotidianamente per il partito, ha scelto di mettersi da parte e continuare a farlo da esterno e a noi non resta che rispettare la sua scelta».

A distanza di anni riemergono i “fantasmi” sulla condanna definitiva a Silvio Berlusconi che ne sancì la decadenza da senatore. Che idea ha maturato?

«Ho ricoperto e ricopro diverse cariche, ma sono pronto a fare il sindaco di Lacco Ameno più che ad essere parlamentare. Amo la mia terra, voglio portare il mio contributo. Io non sono presuntuoso, ma so che tirerò Lacco Ameno fuori dalle secche: presto, molto presto, questo paese farà parlare nuovamente di sè»

«Abbiamo sempre sostenuto, e una parte del paese era d’accordo, che Berlusconi negli ultimi vent’anni sia stato sottoposto a un inaudito accanimento giudiziario. I fatti recenti ne sono la dimostrazione provata, tutto quanto si ipotizzava corrisponde al vero. Ma alla vicenda Berlusconi va aggiunta quella legata a Palamara: siamo davanti a una vicenda che il mondo politico e giudiziario tendono a far cadere nell’oblio e mettere in secondo piano, ma io credo siano fatti gravissimi. Un paese che si definisce democratico, come il nostro, deve assolutamente curare un “male” come quello della giustizia. Che soffre, questo non va taciuto ma messo in evidenza: siamo davanti a una tendenza che va invertita».

Passiamo alle altre elezioni, quelle di Lacco Ameno. Il tuo avversario Giacomo Pascale ha detto che tornerà sindaco.

«Quindi?»

Volevo conoscere la tua opinione a riguardo.

«Beh, se dice così… buon per lui».

Vabbè, ho capito. Come ci si approccia alle amministrative?

«Per un qualsiasi cittadino le elezioni più importanti sono quelle del proprio Comune, perché da questo appuntamento viene fuori il futuro prossimo di un territorio. Su queste cose bisogna essere seri. Stiamo lavorando, abbiamo creato una squadra competitiva che rappresenta il paese, le sue categorie, le fasce anagrafiche e generazioni. Ho fatto il sindaco per tanti anni, ho la giusta esperienza ma soprattutto mi pongo un obiettivo ambizioso: non sono più giovanissimo, ma devo – insieme alla mia squadra – creare le condizioni perché prossimamente ci sia una classe dirigente nuova, giovane, in grado di affrontare le sfide che si pareranno di fronte per il prossimo ventennio. Bisogna programmare, oggi le cose non vanno: non amo fare polemiche, guardo avanti, voglio proporre ai miei concittadini un patto che serva a uscire dal pantano nel quale ci troviamo. E’ difficile, certo, ma le sfide vanno accettate. I veri marinai, l’ho detto già prima, si vedono col mare in tempesta. Poi le elezioni sono elezioni, mi affido al cittadino che deciderà quale sarà l’epilogo. In ogni caso vorrei sottolineare una cosa»

Prego.

«Abbiamo sempre sostenuto che Berlusconi negli ultimi vent’anni sia stato sottoposto a un accanimento giudiziario. A questo va aggiunta la vicenda Palamara, che si tende a far cadere nell’oblio anche se siamo davanti a fatti gravissimi. Un paese che si definisce democratico deve assolutamente curare un “male” come quello della giustizia»

«Ho ricoperto e ricopro diverse cariche, ma se mi chiedessero se è davvero indispensabile fare il sindaco di un Comune di quattromila abitanti risponderei “sì” senza alcuna esitazione. Amo la mia terra, voglio portare il mio contributo. In questo momento se dovessi scegliere di fare il sindaco o il parlamentare opterei per la prima ipotesi, e non credo serva aggiungere altro. Io non sono presuntuoso, ma so che tirerò Lacco Ameno fuori dalle secche: presto, molto presto, questo paese farà parlare nuovamente di sè».

Ecco, quindi vuol dire che sei convinto di essere il prossimo sindaco.

«Siamo in competizione, se dovessi essere sconfitto l’accetterei tranquillamente. Ma ti dico che avrò la responsabilità, insieme alla mia squadra, di risolvere i problemi di questo paese».

Si parla sempre di flirt e ritorni di fiamma con Giosi Ferrandino. Oggi politicamente siete agli antipodi o vi strizzate nuovamente l’occhiolino?

«E’ fuor di dubbio che Giosi Ferrandino sia una persona che conosce a menadito l’isola, anche per il suo trascorso da amministratore. Ha una mentalità giusta per affrontare certi problemi, su molte cose la pensiamo allo stesso modo: e due persone che su certe tematiche hanno questa sintonia, credo rappresenti già un importante passo avanti. Abbiamo sempre dimostrato con i fatti sintonia sui problemi dell’isola, lavorando per risolverli e non pensando a litigare. Poi, vai a capire quello che succederà…».

In che senso?

«Credo che dopo le elezioni regionali in Italia, anche in considerazione delle difficoltà in cui versa il paese e del Governo che è chiamato ad affrontarle, ci sarà uno sconvolgimento totale. Non posso sapere cosa accadrà, ma prevedo cambiamenti a trecentosessanta gradi. C’è un dato, il paese versa in una situazione drammatica: tutti gli indicatori ci dicono che sarà un autunno non “caldo” ma di più, e non mi riferisco purtroppo all’aspetto climatico. Mi pongo allora un paio di domande: questo governo è in grado di sopportare determinate responsabilità? E poi, ci sono forze politiche pronte ad assumersi l’onere di affrontare questa tempesta in Parlamento? Ecco, bisogna andare a vedere, perciò ti dico che è in atto un processo di trasformazione. Non solo, può darsi anche che io e Giosi ci ritroveremo dalla stessa parte, chi può dirlo…».

Intanto l’anno scorso una campagna elettorale l’hai vinta a Casamicciola. E’ possibile chiederti un giudizio sui nuovi assetti nella cittadina termale e magari come giudichi l’operato di Enzo Ferrandino a Ischia?

«Bisogna fare un distinguo tra un giudizio che uno volesse tracciare prima della pandemia e invece durante e dopo quando è diventata tutta un’altra storia. E’ cambiato il mondo così come l’isola. Oggi ci troviamo al San Montano che ieri produceva dieci e oggi uno, massimo uno e mezzo. C’è stato uno stravolgimento inaudito, ecco perché se oggi mi chiedi un giudizio su un’amministrazione o su un singolo faccio fatica a esprimere un giudizio che comunque deve tener conto delle difficoltà oggettive. Dobbiamo fare i conti con un mondo del turismo che è completamente al tappeto, quello del commercio che sta ancora peggio, è un susseguirsi di emergenze quotidiane e anche chi amministra deve fare i conti con delle congiunture negative impossibili da mettere in preventivo».

Dovesse diventare sindaco di Lacco Ameno, qual è la prima cosa che farà De Siano quando si accomoderà nella sua stanza in municipio?

«Insieme a tutti coloro i quali saranno chiamati a governare il paese (perché ricordo che a vincere è la squadra e mai il singolo) faremo una fotografia di quello che è lo stato del paese rispetto a numeri e problemi. Poi li tradurremo in una sorta di atto, un’istantanea, il cittadino di Lacco Ameno deve conoscere tutto, compreso i numeri: perché domattina, dinanzi alla realtà, ognuno dovrà fare un’assunzione di responsabilità. La trasparenza sarà un qualcosa di fondamentale».

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