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Lacco Ameno, l’ora della verità

Di Francesco Ferrandino

LACCO AMENO. Terminato definitivamente il periodo natalizio e le annesse giornate di festa, ricominciano le attività lavorative. E dovrebbero ricominciare anche i lavori a Lacco Ameno per portare finalmente a compimento la ristrutturazione della rete fognaria che da tre mesi interessa le principali strade del paese del Fungo. Nonostante il sospiro di sollievo di diverse Amministrazioni comunali all’arrivo della “lettera” di De Luca, che impegna la Regione a garantire la conclusione di molte opere pubbliche non ultimate entro i termini perentori stabiliti dalle normative europee, e nonostante l’ulteriore buona notizia della “proroga” (tecnicamente però sarebbe una diffida) concessa dalla Prefettura affinché possa essere approvato il bilancio riequilibrato 2014 secondo le indicazioni del Ministero, nel Comune del Fungo l’atmosfera è comunque “sospesa”. La ristrutturazione della rete fognaria, che ha messo a durissima prova la quotidianità del piccolo Comune, dovrebbe essere portata a conclusione nelle prossime settimane. Eppure, già prima del periodo natalizio, si è notato che la ditta lavorava in “formazione ridotta”, cioè con un esiguo numero di operai rispetto allo spiegamento di forze teoricamente necessario e che all’apertura del cantiere era stato assicurato. Una circostanza che fa il paio col fatto che la Regione tarda a inviare la prima parte del finanziamento per l’opera pubblica, su cui il Comune contava per cominciare a saldare i pagamenti alla società che sta eseguendo i lavori. Forse, l’anticipazione di tesoreria deliberata in Giunta a fine anno, potrebbe essere stata predisposta anche per far fronte a evenienze del genere. Fra l’altro, tutti gli altri comuni isolani hanno già iniziato a ricevere i fondi regionali, a differenza dell’ente di Piazza Santa Restituta. È auspicabile che le varianti apportate ai lavori (in sostanza, l’estensione alla via provinciale Lacco-Fango) non abbiano comportato ostacoli di carattere burocratico, vista la mancata previsione di tali modifiche nel progetto originario, grazie al quale fu approvato il finanziamento: se di quest’ultimo venisse bloccata l’erogazione da parte della Regione, saremmo di fronte a uno scenario dagli esiti imprevedibili, visto anche lo stato di dissesto in cui versano le casse comunali da un anno e mezzo. Interrogativi che comunque potrebbero essere sciolti già in queste ore, se sul conto dell’ente venisse versata la prima tranche del finanziamento. Resta il fatto che la situazione resta molto “liquida” (e non ci riferiamo al materiale che transiterà nelle tubazioni fognarie), con un consiglio comunale alle porte che dovrà approvare un documento contabile (relativo, come detto, al bilancio 2014) oggetto negli ultimi mesi di diverse contrarietà e che in ogni caso dovrà poi passare nuovamente al vaglio del Ministero: in caso di ulteriore parere negativo si aprirebbero inevitabilmente le porte a un nuovo scioglimento del consiglio. Ulteriori ciambelle di salvataggio, infatti, non ve ne sono. Inoltre resta da valutare l’effettiva portata, al di là del dato meramente politico, della missiva del Governatore De Luca che assicura le varie amministrazioni circa il completamento delle opere che al 31 dicembre scorso risultano ancora non ultimate: termine che per le normative europee è perentorio, e non prevede proroghe in caso di mancato rispetto. Si vedrà. Nel frattempo l’opposizione ha continuamente contestato l’opportunità di effettuare in questo periodo tali opere, che penalizzano  la viabilità e quindi l’economia del paese. Polemiche che si sono accentuate nel periodo natalizio, dapprima a causa della ridotta illuminazione festiva decisa dall’amministrazione visto lo stato delle strade interessate dai cantieri, a fronte delle proteste della minoranza per un paese ridotto a fanalino di coda dell’isola, e poi per alcuni disservizi nella gestione della raccolta dei rifiuti, che in certi giorni ha provocato l’accumulo di spazzatura in zone nevralgiche del paese. Polemiche a cui si sono aggiunti, nei giorni scorsi, i rinvenimenti di scarichi abusivi nell’alveo fognario, alcuni dei quali potenzialmente dannosi perché ad alte temperature, caratteristica che potrebbe rovinare rapidamente le tubazioni in via di realizzazione. Al di là degli interrogativi di natura finanziaria e tecnica, e prescindendo dalle polemiche politiche, in ogni caso le prime settimane del 2016 si annunciano quanto mai decisive per le sorti di Lacco Ameno e della compagine amministrativa guidata dal sindaco Pascale.

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