IL COMMENTO Lacco Ameno, tra memoria e futuro: il tempo della responsabilità

Il 24 e 25 maggio Lacco Ameno tornerà alle urne per scegliere una nuova amministrazione e un nuovo sindaco. Il paese è già in fermento: lo si percepisce nei sorrisi più larghi del solito, nelle strette di mano che durano un attimo in più, negli occhi che si socchiudono come a suggellare intese non dette. Le liste non sono ancora ufficiali: si parla di due, forse tre. Ma, come spesso accade, prima ancora dei nomi è l’atmosfera a raccontare molto. Eppure, per comprendere davvero, bisogna conoscere e partire da lontano. Lacco Ameno affonda le sue radici nella storia più antica del Mediterraneo: dal greco lakkos, “cisterna”, a cui si è aggiunto “ameno”, bello, piacevole. Non è solo un nome, ma una vocazione. Qui i Greci scelsero di fondare la più antica colonia in Italia, Pithecusa, crocevia di commerci e culture con tutti i popoli del Mediterraneo in dialogo con Fenici ed Egizi. Nel Museo Archeologico di Pithecusae si conserva la celebre Coppa di Nestore, primo esempio di scrittura in Occidente: un segno tangibile di quanto questo piccolo lembo di terra sia stato, sin dall’inizio, ponte tra mondi. Poi vennero i Romani. La leggenda di Santa Restituta, venuta “dal mare”, racconta di approdi, persecuzioni e speranza. Nella Baia di San Montano, ogni maggio, la baia si veste di magia per rievocare lo sbarco della martire africana, in un intreccio di fede e tradizione. Sotto il santuario a lei dedicato, la basilica paleocristiana costituisce una testimonianza tangibile della presenza romana e cristiana. Qui furono custodite le sue spoglie fino all’anno Mille; in seguito, per sottrarle alle incursioni dei Saraceni, vennero trasferite nel Duomo di Napoli, dove ancora oggi riposano in una cappella a lei dedicata.
E poi la modernità. Nel Novecento, Angelo Rizzoli seppe vedere ciò che altri non vedevano: trasformare Ischia in una destinazione internazionale senza tradirne l’anima. Con l’amico Piero Malcovati scoprì l’isola e ne intuì il potenziale. Acquistò Villa Arbusto, oggi sede museale, e diede vita al mito dell’ Albergo Regina Isabella, tra gli alberghi più prestigiosi al mondo. Non si limitò a costruire: immaginò. Rilanciò le terme, studiate già nel 1918 da Marie Curie, e promosse uno sviluppo urbanistico che, a differenza di altre realtà, seppe evitare lo scempio del cemento. Investì nella sanità, costruendo l’ospedale dedicato alla moglie Anna.Tutto questo per dire una cosa semplice: Lacco Ameno non è un comune qualunque. È un luogo che ha sempre saputo attrarre, accogliere, e allora la domanda è inevitabile: cosa merita oggi questo paese? Non merita divisioni sterili, rancori personali, contrapposizioni che negli ultimi anni hanno logorato il tessuto sociale. Non merita una politica fatta solo di slogan o promesse “tra mari e monti”. Gli eventi recenti dal terremoto al Covid hanno già messo a dura prova la comunità. Non c’è più spazio per le improvvisazioni. Serve una visione. Serve il coraggio delle scelte, anche quelle difficili. Amministrare significa decidere per tutti, non inseguire il consenso immediato. Il cuore è importante, ma da solo non basta: servono competenza, responsabilità, capacità di guardare lontano.
Nel frattempo, tra vicoli e piazze, continuano a circolare mormorii, echi, sussurri. Si osserva, si valuta, si pesa. Perché se è vero che il “vecchio” avanza, è altrettanto vero che il “nuovo” non è più una promessa leggera: ha già il suo peso determinante sull’ago della bilancia. E forse è proprio qui la sfida più grande: non scegliere tra passato e futuro, ma trovare una sintesi credibile tra memoria e cambiamento. Il 24 e 25 maggio non si voterà soltanto per un sindaco. Si voterà per l’idea di paese che si vuole costruire.






DALLE VISCERE DI MADRE TERRA
BOLLENTI, ACRI SENTORI MI SOMMERGONO
E, LACRIME SALMASTRE
RICOPRONO LA MIA EPIDERMIDE;
TANTO RECUPERO RIDIVENTA POSSIBILE, E
MENO ARDUA M’ APPARE OGNI RIPRESA
PER UN’IDENTITA’ RICONOSCIBILE …
NELL’ANTRO ROVENTE DI PIETRA
O TRA CASCATE BOLLENTI…
MENTRE UN ORIENTALE MASSAGGIATORE
RICOSTITUISCE LA MIA ANIMA
CON SAPIENTI RITORNI SUI MERIDIANI…