POLITICAPRIMO PIANO

Partita a scacchi

Vi portiamo dentro la sfida elettorale di Lacco Ameno tra Giacomo Pascale e Domenico De Siano tra strategie comunicative e non, alleanze più o meno consolidate, rapporti di forza, composizione delle liste e anche un occhio alla possibile affluenza alle urne. Ma anche ai programmi con i quali i due aspiranti sindaci vogliono strappare il consenso ai loro concittadini

Nel segno della continuità, è vero, ma sia pure con tutti i distinguo del caso. Perché se la campagna elettorale in corso a Lacco Ameno per le elezioni amministrative del prossimo 24 e 25 maggio vede contrapporsi gli stessi candidati dell’epica battaglia dell’autunno 2020 (conclusasi con un altrettanto epico e statisticamente irripetibile pareggio che portò al ballottaggio), ossia Giacomo Pascale e Domenico De Siano, non c’è dubbio che ne sia passata di acqua sotto i ponti. Partiamo, cercando di essere sintetici e di non scadere in teorie freudiane o cose complicate, da quello che è l’atteggiamento dei due candidati alla carica di sindaco. Che rispetto a cinque anni e mezzo orsono è decisamente mutato. Pascale, all’epoca, fece leva e non poco sul sentimento di rivalsa di una comunità che doveva liberarsi del “monarca” De Siano colpevole di averlo mandato a casa e di voler monopolizzare il paese. Il “Barone” puntò tutto su questo aspetto prima ancora che su quanto aveva prodotto mentre si trovava sullo scranno più ambito del palazzo municipale di Piazza Santa Restituta. Quel grido “libertà, libertà” ebbe l’effetto di diffondersi più velocemente della peste bubbonica ai tempi andati. E la campagna elettorale – bisogna riconoscerla, autentico prodigio sotto tutti i punti di vista, al punto che alcune clip restano tuttora memorabili – fu incentrata proprio su questa falsariga. Adesso, però, gli scenari sono mutati, il sindaco e i suoi hanno guidato il paese e dunque è anche giusto cambiare rotta. Certo, lo slogan rimane “Non torniamo indietro” (perché evidentemente per qualcuno il nemico può ancora rappresentare uno spauracchio e allora perché non rinfrescare la memoria ai concittadini) ma si punta anche su quanto prodotto, con il ritorno alla gestione pubblica del porto turistico che rimane il fiore all’occhiello da esibire fieramente alla collettività lacchese. Dall’altra parte della barricata, invece, Domenico De Siano ha una straordinaria voglia di vendicare l’atroce sconfitta del 2020, ma stavolta l’atteggiamento è diverso: allora l’ex senatore si diceva convinto di stravincere fino a un’ora prima dell’apertura dei seggi, e forse (anzi, senza il forse) sottovalutò tanto l’avversario quanto gli umori dei lacchesi. Oggi si è mosso per tempo, tiene un profilo basso anche nelle uscite pubbliche, non ha disdegnato i classici giri “casa per casa” e pare insomma non aver lasciato nulla al caso, andando a recuperare anche un rapporto e un filo diretto col territorio che forse aveva un po’ (più o meno inconsapevolmente) smarrito.

Con questo modo di gestire e condurre la campagna elettorale, chi avrà la meglio? Difficile dirlo, e allora andiamo a dare un’occhiata alle liste. Qui la differenza tra i due schieramenti appare chiara e netta: Domenico De Siano prova a vincere di “sistema”, come si dice da qualche tempo a questa parte alle nostre latitudini usando il politichese. Candidati che sulla carta hanno un numero “X” di consensi che sommato dovrebbe portare alla vittoria. Che poi questa non sia sempre un’equazione matematica lo dice la storia, però di norma la base funziona. Dall’altra parte c’è invece Pascale che punta ancora su rinnovamento e ringiovanimento dell’organico, figlio anche di necessità indotte dall’emorragia di soggetti che nel tempo hanno lasciato la maggioranza (ultimi in ordine di tempo Dante De Luise, con tutto quello che ne è conseguito, e Ciro Calise) ma che sperano sul versante de “Il Faro” possa avere la giusta dose di appeal e suggestione verso l’elettorato. Intanto, però, andando ad ascoltare i bookmakers dalle parti di Piazza Santa Restituta, tra i possibili candidati più votati figurano evidentemente soltanto big: da una parte Giovangiuseppe Zavota e Giovanni “Sceriffo” De Siano, dall’altra Aniello Silvio e Antonio Di Meglio, rappresentante della dynasty Polito. Per quanto riguarda il sostegno fornito dall’esterno a questo o quel candidato, beh pure non mancano le indiscrezioni: il “barbiere” Ciro Calise, che pure pareva destinato ad essere neutrale e fare da spettatore in questa campagna elettorale, si sarebbe convinto a sposare sia pure per conto terzi la causa di “Sempre per Lacco Ameno” e avrebbe deciso di sostenere il candidato Mattia Buonocore. Antonio Monti “Pacchiana” punta invece le sue fiches su Dante De Luise, fresco di trasmigrazione. Infine Carmine Monti, grande escluso della competizione elettorale, destinerà il suo tesoretto di consensi ad Alfredo Balestrieri. E adesso la parola passa a palchi e comizi e non soltanto ai social, che per la verità – senza voler sminuire il lavoro di chi tanto si cimenta – raccontano molto poco e continuano ad essere una sorta di teatro dell’effimero peraltro “sgamabilissimo”. Pascale cercherà di riaccendere il paese con l’arte oratoria che certo non gli fa difetto oltre che su quanto fatto (l’impressione è che il “Barone” alzerà i decibel strada facendo, se abbiamo imparato almeno un poco a conoscerlo), De Siano punterà verosimilmente una volta di più non soltanto sul paese fermo ma anche su quanto fatto all’epoca della sua sindacatura quando Lacco Ameno era – come lui stesso l’ha definita – una “bomboniera”. E prima di chiudere occhio all’ultimo dettaglio, anche questo tutt’altro che trascurabile. Parliamo dell’affluenza. Quelli de Il Faro auspicano che sia in linea con il 2020 e cioè che alle urne non si rechino più di 3.000 elettori, un numero che potrebbe consentire di giocarsi la partita. Se però le code ai seggi dovessero “impennarsi”, beh non mancano gli analisti che ipotizzano che questo dato potrebbe essere interpretato come una volontà di cambiamento. Il che, evidentemente, non prometterebbe nulla di buono per gli uscenti. Ma, come si dice in gergo, chi vivrà vedrà. Nel frattempo, buon divertimento…

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