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POLITICAPRIMO PIANO

Lacco Ameno, Pascale “ordina” il silenzio

Il sindaco vara un’ordinanza con la quale vieta emissioni sonore in ogni fascia oraria della continuità. Il provvedimento, che sarebbe stato ispirato dalle lamentele di alcuni cittadini, rende un mortorio in paese in cui già la movida è di fatto assente. Colpita una sola attività, e qualcuno ipotizza una “vendetta”…

In una Lacco Ameno che ultimamente sembra non trovare pace, ci si mette anche la… musica. Ebbene sì, perché dopo le polemiche e le proteste anche plateali e fragorose scattate per la reiterata chiusura del campo sportivo Vincenzo Patalano e per il mancato reperimento di aule scolastiche (con una serie di striscioni e scritte – quelle poco ortodosse – comparse in giro per il paese che certo non rappresentavano un inno all’efficienza dell’amministrazione comunale, per usare un eufemismo, arriva adesso un altro caso destinato a rendere frizzantina l’aria nel Comune del Fungo, più di quanto non faccia già il clima che ormai comincia a non essere più di quelli favorevoli. Nel mirino, stavolta, c’è un’ordinanza firmata dal sindaco Giacomo Pascale nei giorni scorsi e che è passata un po’ sotto traccia (e di cui non c’era nemmeno traccia sull’albo pretorio, se proprio ci passate la battuta). Il dispositivo è il numero 25 e reca il seguente oggetto: “Ordinanza adottata ai sensi dell’art. 54 comma 3 del T.U.E.L., concernente il divieto dell’attività di intrattenimento musicale presso gli esercizi pubblici”. Ora, già a leggere arriva un primo dubbio: in fondo Lacco Ameno neppure in piena estate presenta attività commerciali come quelle ubicate tanto per dire sulla Riva Destra di Ischia o lungo il porto di Forio, insomma certo non siamo davanti a un “tempio della movida”, figuriamoci di questi tempi e sia detto con tutto il rispetto di questo mondo. E allora il quesito sorge quasi spontaneo: che cosa rappresenta un’ordinanza del genere?

Ma su questo torneremo tra poco. Pascale nel provvedimento ordina che “a partire dalla data di adozione della presente ordinanza, e fino a nuova disposizione, al fine di non arrecare disturbo alla quiete pubblica diurna e notturna agli esercizi pubblici di tipologia A e B ubicati nel centro storico del Comune è vietata qualsiasi attività di intrattenimento o accompagnamento musicale (dal vivo, con o senza l’uso di impianti di amplificazione da intendersi quale riproduzione o l’esecuzione di musica di qualsiasi tipologia offerta ai clienti) sia all’esterno dei locali”. Insomma, avete capito bene, la musica non viene disciplinata da una serie di orari ma viene addirittura del tutto abolita. Insomma, anche alle otto di sera non voglia mai che un cittadino debba ascoltare emissioni sonore, sarebbe la fine. L’ordinanza, di fatto, spegne un paese che già di suo è un mortorio ma al netto di tutto questo volevamo capire a chi andasse a colpire al cuore. Non ci è voluto molto per comprenderlo, perché il grido di dolore di quella che presumibilmente è l’unica attività ad essere colpita dalla discutibile decisione del sindaco Pascale non ha mancato di sfogare la propria delusione attraverso i social network.

Sul profilo fb della pizzeria “Il Piccoletto”, appare un avviso che non lascia spazio a dubbio alcuno. Si legge testualmente: “Cari clienti, a malincuore di dispiace avvisarvi che la serata del giovedì come le altre in programma è stata annullata, non da noi, ma il Comune anzi il nostro ‘gentile’ vicinato ci ha vietato con un’ordinanza comunale, mettendo sanzioni e chiusura di locale, di fare musica dal vivo. Ci dispiace ma in questo paese si campa così. Ci abbiamo provato a dare un po’ di vita anche con poco a questo paese ma purtroppo ci sono persone che vivono di ignoranza…”. Fermo restando che è giusto e doveroso che un cronista racconti e lasci al lettore il compito di farsi un giudizio, vista la “chiusura assoluta” imposta dal Barone non ce la sentiamo di non condividere i contenuti dell’avviso diffuso alla clientela. I commenti ovviamente sono tutti per i gestori dell’attività, c’è chi parla di paesi di vecchi, chi sintetizza in due semplici parole (“Che schifo”), chi parla di esagerazione senza tempo e chi ironizza postando una sola parola, nemmeno due ossia “Libertà”. Già, quel termine che in campagna elettorale prima e dopo la vittoria di Giacomo Pascale risuonava in maniera ossessiva nelle strade del Comune del Fungo ma che adesso a conti fatti si sta rivelando un vero e proprio boomerang: libertà di non poter utilizzare il campo sportivo, libertà di non avere una scuola efficiente, libertà di poter ascoltare un po’ di musica (secondo l’ordinanza non lo si potrebbe fare nemmeno alle tre del pomeriggio, veramente un qualcosa di “cavernicolo” e ci siamo andati leggeri).

La speranza è che l’ordinanza non sia stata generata – oltre che dalla protesta del vicinato – anche da considerazioni di natura politica: qualcuno, non sappiamo quanto maliziosamente, fa osservare a bassa voce che il titolare dell’attività che intratteneva i clienti con un po’ di musica non fosse proprio una persona legata alla “parrocchia” dell’attuale maggioranza, contrariamente a chi invece ha “bussato” alla porta del sindaco per non essere disturbato i sensibili timpani. Un sospetto, questo, che non vorremmo prendere nemmeno lontanamente in considerazione (perché rappresenterebbe il punto più basso al quale possono arrivare politica e potere) ma che neppure ci sentiamo di escludere a priori in una realtà territoriale come quella lacchese ormai spaccata a metà tra “guelfi e ghibellini”. Una considerazione finale: contro l’ordinanza sindacale è ammesso come da prassi ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania entro sessanta giorni e al Presidente della Repubblica entro centoventi. Sarebbe simpatico che qualcuno adisse le vie giudiziarie, così giusto per capire se è normale tenere un paese in silenzio h 24. Ma in fondo, se vogliamo, anche questa è “Libertà”. Intelligenti pauca…

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