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Lacco Ameno e il porto dei veleni

Approvazione del “Regolamento dell’Approdo turistico e peschereccio del Comune”. È uno dei due punti all’ordine del giorno nel prossimo consiglio comunale di Lacco Ameno. Un regolamento che, secondo l’opposizione, in alcune previsioni sarebbe stato suggerito dal gestore della struttura, la Marina di Capitello facente capo all’imprenditore napoletano Giuseppe Perrella. Sì, proprio l’attuale concessionario della struttura, che due anni fa lanciò la proposta “project financing” per la “riqualificazione del sistema di ormeggi per la nautica di diporto mediante la concessione della progettazione, dell’esecuzione e della gestione degli approdi del comune di Lacco Ameno”. Una vicenda dalle molte ombre, se è vero che proprio Perrella  e l’ingegner Grasso sono stati oggetto di una richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero Claudio Basso. Più volte abbiamo riportato i motivi che hanno reso questo affidamento molto chiacchierato, oltre che oggetto di veementi contestazioni da parte della minoranza consiliare, che ha  ripetutamente espresso parere negativo sull’opportunità di assegnare il porto alla società di Perrella. Inutile ripeterci. E nelle recenti mosse dell’amministrazione, le forze di minoranza vedono un’ulteriore trattamento di favore nei confronti dell’imprenditore napoletano, ovviamente a danno della comunità lacchese.

«Un regolamento assurdo – è Carmine Monti che parla – quello che saremo chiamati a discutere lunedì in Consiglio comunale. Ho letto il testo, e si evince chiaramente che siamo di fronte all’ennesima lesione dei diritti dei cittadini. Ad esempio, all’articolo 50 si parla delle imbarcazioni da pesca: il gestore sceglierà la tariffa per questa tipologia di imbarcazioni. Ecco, nemmeno i pescatori potranno più star tranquilli. Spero che le associazioni di categoria insorgano. Ieri abbiamo contattato i pescatori per avvertirli di cosa stanno combinando ai loro danni». L’ex sindaco non le manda a dire: « Si tratta di un regresso anche dal punto di vista sociale: quelli che una volta erano diritti acquisiti, d’ora in poi diverranno oggetto di “gentili concessioni” da parte del gestore nei confronti di tutti coloro che sono stati per una vita a lavorare presso l’approdo di Lacco Ameno. Una cosa assurda, un’altra pagina di vergogna di questa amministrazione che non conosce decenza».

Secondo il leader dell’opposizione, la mossa dell’amministrazione è chiara:«Si tratta di una strategia volta a togliere progressivamente i diritti e le possibilità di lavoro ai propri cittadini. Il porto di Lacco Ameno è stato realizzato con finanziamenti pagati dai lacchesi, ma proprio noi lacchesi ci ritroviamo senza alcun diritto sull’intero approdo. Stiamo tornando a livelli medioevali,  da feudalesimo. Giacomo Pascale sembra il vassallo di qualcuno che occupa posti di potere intento a curare i propri interessi». Carmine Monti non si ferma qui, e vede una connessione tra il regolamento che verrà approvato in consiglio e il fatto che nei giorni scorsi siano state depositate due richieste di variazione di concessione demaniale marittima: «Vogliono ottenere ulteriori posti d’ormeggio, anche per imbarcazioni di maggiore lunghezza dal lato orientale, quello per intenderci dove c’è il Fungo. È vergognoso. Una volta che il Comune avrà ottenuto la variazione della Concessione, sicuramente l’amministrazione andrà a variare il Piano ormeggi».

Francesco Ferrandino

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