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Lacco Ameno, Savio: «Non credo che il campionato riprenda»

Non c’è alcun dubbio nemmeno per il centrocampista rossonero, ex foriano, Pasquale Savio: «Se vogliamo sconfiggere quanto prima il virus e tornare alla normalità dobbiamo stare a casa, dobbiamo seguire le regole».

Una situazione questa che anche sull’isola si sta alquanto allarmando considerando gli ultimi casi positivi verificatisi nelle ultime ore. Il mostro invisibile sa veramente mettendo in ginocchio tutto il mondo e su un’isola come Ischia le ripercussioni sia in termini umane che economiche potrebbero essere davvero pericolose. Di questo e altro ne abbiamo parlato con il centrocampista Savio.

Prima di parlare del coronavirus, un commento generale su questo campionato: come te lo aspettavi, com’è stato e come si spera sarà…

«Purtroppo non posso dire molto in quanto sono arrivato a Lacco Ameno nella seconda fase del campionato di promozione, si era all’ultima giornata del girone di andata. Quello che posso affermare con certezza è che senza alcun dubbio è un campionato diviso in due: da un lato due squadre che hanno senza alcun dubbio disputato un campionato a sé, dall’altro le altre compagini che invece lottavano più o meno ad armi pari. Tra queste e non perché ora indosso questi colori ma credo che sia un dato di fatto, spicca il Lacco Ameno che potremmo dire sia stata ed è la sorpresa di questa stagione se consideriamo il fatto che rispetto ad altre società sia dell’isola che della terra ferma, è partita un po’ in ritardo ma grazie all’ottima organizzazione e alla bravura del suo mister, è riuscita a farsi notare».

Un’avventura quella tua con Lacco Ameno, come giustamente hai sottolineato, sopraggiunta in un secondo momento ma che comunque sembra averti dato qualche soddisfazione…

«Si, almeno per le partite che ho giocato è andato quasi tutto bene, abbiamo perso solo l’ultima, quella con l’Ercolano che comunque era una gara molta tosta. Per il resto comunque sono molto soddisfatto peccato aver dovuto interrompere tutto».

Coronavirus, come vi siete organizzati in merito agli allenamenti? State facendo dei lavori individuali in modo da esser pronti nel caso in cui si dovesse tornare a giocare?

«Seguiamo degli allenamenti, esercizi che ci ha dato il mister, ma il calcio è fatto di altro, è fatto di ritmi che sicuramente se si continua così andranno persi. Oramai il campionato è alterato, spero in tutta sincerità che si riescano a finire queste 6 partite, anche se dubito e sono molto scettico vista la situazione che si possa riprendere il campionato, nel caso accadrà, i ritmi saranno molto bassi, ci ritroveremo a disputare un mini campionato di sei gare e sarà un po’ come a inizio stagione».

Quando e se si riprenderà secondo te tra Ischia e Pianura chi avrà la meglio?

«In questo momento forse anche perché sono dell’isola, ma credo che l’Ischia sia la più favorita, ma comunque credo che si stia parlando anche un po’ a vuoto, ogni parola secondo me, parola come ora è superflua. Personalmente sono molto sfiduciato e non credo che possa esserci una ripresa dei campionati, credo che finisca così, anche perché nel caso si dovrebbe dare anche la possibilità agli atleti di prepararsi e non credo che sia possibile».

Secondo la tua esperienza che effetti avrà questo stop obbligato sull’andamento della squadra, della società anche a livello economico?

«L’isola indubbiamente potrà risentirne e essere colpita soprattutto a livello economico, non dimentichiamo che la nostra maggiore forza è il turismo e fin quando la vita non riprenderà come deve i nostri alberghi le nostre strutture saranno vuote. Il turismo e la stagione estiva, le nostre terme danno sostegno anche allo sport, queste sono pagine di storia che stiamo scrivendo e siamo noi a farlo nel bene e nel male, quindi cerchiamo di stare nel bene, cerchiamo di fare la cosa giusta e di stare dal lato giusto, restiamo a casa e osserviamo le regole. Più ligi saremo e prima ne usciremo».

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