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Su Lacco Ameno e il terremoto l’ombra delle spese “allegre”

Basta con l’appoggio esterno. Usiamo un’espressione da Prima Repubblica per illustrare il mutato atteggiamento da parte della minoranza di Lacco Ameno nei confronti dell’amministrazione Pascale all’indomani dell’emersione di alcuni dati relativi alla gestione dell’emergenza dopo il terremoto del 21 agosto. In realtà, la scintilla che ha innescato il cambiamento in quella che inizialmente era stata un’apertura alla collaborazione reciproca è costituita dalla gestione della nettezza urbana, affidata pur tra mille controversie alla Balga. L’opposizione consiliare di Lacco Ameno, guidata dall’ex sindaco Carmine Monti, ha infatti inoltrato una formale richiesta all’amministrazione in carica circa l’eventuale rideterminazione del canone per la raccolta dei rifiuti urbani.

Da quando è stata istituita la zona rossa, nella località Fango, di fatto in quasi un terzo del paese  non si effettua più la raccolta di rifiuti, cioè  nelle aree al momento sfollate e chiuse al normale accesso. «Come consiglieri comunali – spiega Carmine Monti –  pensavamo che il canone mensile fosse già stato rideterminato in riduzione da parte degli uffici competenti. Dopo aver parlato con la segretaria comunale e con l’ufficio ragioneria, che ci ha confermato l’avvenuto pagamento dei canoni di agosto e di settembre in misura piena, abbiamo quindi inviato formale richiesta perché riteniamo sia fondamentale in questo momento ottimizzare le risorse al fine di non sottrarle a coloro che realmente hanno già dovuto subire un grave danno».

In sostanza, secondo l’opposizione, andava rideterminato il ruolo della tassa: chi ha la casa completamente inagibile, o ricompresa in zona rossa, non paga più la tassa sulla spazzatura. «Si tratta di una grossa leggerezza ,quella di continuare a pagare il canone originario alla ditta», continua l’avvocato Monti, «Noi pensavamo che l’amministrazione avesse già provveduto, anche perché, su input della Segretaria comunale, questa circostanza era stata segnalata agli uffici già da un mese. E invece ora constatiamo che gli ultimi due mesi sono stati saldati senza alcuna riduzione».

Una mancanza che segnerà un cambio di marcia nei rapporti tra amministrazione e minoranza: «Inizialmente noi in consiglio abbiamo assunto una posizione solidale – prosegue l’ex sindaco – perché era importante fare fronte unico nel momento dell’emergenza. Tuttavia ci stiamo rendendo conto che, al di là delle belle parole e della propaganda, c’è qualcosa di ben diverso. Siamo riusciti ad avere le schede con le spese di somma urgenza prodotte dal Comune di Lacco Ameno nell’ultimo mese e mezzo, e ora stiamo preparando un documento da inviare ai vari uffici perché vogliamo renderci conto come sia stato possibile che tali spese siano arrivate alle cifre indicate. I dubbi crescono perché a fronte di interventi non certo numerosi si arriva a un totale di circa 450mila euro per la somma urgenza nel solo primo mese». Le cifre che inquietano sono di vario tipo: 24mila euro per il noleggio di un camion: «Vien da chiedersi quante tonnellate di rifiuti siano state trasportate per arrivare a tale cifra, e il noleggio di una motosega viene quantificato in oltre duemila euro. Sono cifre spropositate». L’opposizione vuol dunque vederci chiaro, per capire come si possa arrivare, tramite noli e manodopera, a totalizzare quasi 140mila euro di spese per la ripulitura. Ma soprattutto fugare il dubbio di essere di fronte al tentativo di cavalcare in modo “improprio” questo evento drammatico.

SCUOLE. È stata riaperta da pochi giorni la scuola media della Fundera con un’apposita cerimonia: «Tutto molto bello – commenta Carmine Monti – ma il paradosso è che in realtà noi consiglieri tuttora non conosciamo l’entità effettiva dei danni e quanto è stato speso per riaprire la scuola». Su una scheda vengono indicati circa 180mila euro che comprendono i lavori all’asilo, alle scuole medie e a Villa Arbusto:  «Non vorrei che fossero stati spesi 50-60mila euro per una semplice “mano di pittura” alla scuola della Fundera».

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BILANCIO. Tutto va considerato relativamente alla variazione di bilancio effettuata per dare una copertura di 600mila euro per la somma urgenza: «Il bilancio del Comune non poteva essere modificato, in quanto alcuni fondi erano destinati al dissesto, e che invece sono stati distratti per impiegarli nell’emergenza». Secondo Carmine Monti, la procedura da seguire era un’altra: «Avrebbero dovuto effettuare una sorta di apertura di conto, in cui quelle spese dovevano essere definite imputabili a una partita di giro che sarebbe stata pagata dal Commissario, cosa che non è stata fatta».

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CRITICA. Cambia quindi la posizione della minoranza: «La nostra sta diventando una posizione piuttosto critica, perché al di là dei provvedimenti formali, dietro di essi stiamo iniziando a capire che si nasconde ben altro». Il leader dell’opposizione sembra dunque intenzionato a non fare più sconti all’amministrazione Pascale: «Faremo interrogazioni dettagliate per ogni scheda chiedendo conto di tutte le spese. Per ogni scuola, ad esempio, pretenderemo tutti i computi metri e gli affidamenti relativi». C’è anche un altro indice rivelatore che ha messo in allarme l’opposizione: «Mentre  prima affidavano incarichi e prelevavano somme senza particolari procedure, ora si sono ricordati del “Mepa”, il Mercato elettronica della Pubblica Amministrazione, una piattaforma che può dare contezza di eventuali risparmi, utilizzata per una fornitura di 48mila euro. Probabilmente qualcuno gli avrà suggerito che senza le opportune procedure non avrebbero avuto diritto ai rimborsi da parte del Commissario», prova a ipotizzare Carmine Monti.

SPARTIACQUE. Insomma, il mancato adeguamento del canone della nettezza urbana rappresenterà una sorta di spartiacque nell’atteggiamento dell’opposizione, finora piuttosto collaborativa, ma adesso non più disponibile al silenzio di fronte alle cifre che circolano e ai metodi sin qui adottati dall’amministrazione. «Invitiamo il Commissario Grimaldi a verificare nel dettaglio ogni operazione e le relative somme. Ogni eventuale spreco viene sottratto a chi realmente necessita di quelle risorse: questo è il motivo principale per cui non siamo più disposti a lasciar passare in modo acritico ogni operazione della maggioranza».

Francesco Ferrandino

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