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CRONACA

Lacco dice no alle luminarie, fondi utilizzati per buoni spesa

L’iniziativa è stata resa nota con un annuncio alla cittadinanza dal sindaco del Comune del Fungo, Giacomo Pascale

Il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale dice no alle luminarie natalizie destinando i fondi che sarebbero stati stanziati alla bisogna per finalità di natura sociale. A renderlo noto con un annuncio pubblico ai lacchesi è stato lo stesso primo cittadino con il seguente messaggio: “Cari concittadini, questa pandemia sta mettendo a dura prova tutti noi, soprattutto le fasce più fragili economicamente. Pertanto, la nostra Amministrazione ha deciso di intervenire in modo massiccio per tendere una mano a chi fatica seriamente ad arrivare a fine mese. Come promesso, queste categorie verranno aiutate con dei buoni spesa, frutto dei nostri tagli agli stipendi, della solidarietà di alcuni nostri imprenditori illuminati (e di una professoressa!) e degli stanziamenti del decreto Ristori. Ci siamo mossi per primi e questo ci ha consentito di raccogliere ben 58.500 euro, anche grazie ad ulteriori fondi comunali: infatti, piuttosto che installare le luminarie di Natale, utilizzeremo 15.000 euro per i bisognosi.

Di seguito il sindaco elenca i requisiti di accesso per ottenere i buoni spesa che sono i seguenti: Residenza nel Comune di Lacco Ameno; Il possesso di un titolo di soggiorno in corso di validità per i cittadini stranieri non appartenenti all’UE; Non avere alcuna forma di reddito alla data della richiesta di accesso al sostentamento alimentare, fatta eccezione per il reddito derivante dal possesso di unica abitazione principale, sita in Lacco Ameno e ove si dimori stabilmente; Non essere beneficiari di altre forme di sostegno al reddito e alla povertà erogati dallo Stato”. Pascale aggiunge poi che “risorse residue potranno essere erogate in via subordinata anche ai cittadini che in qualche modo usufruiscono già di misure di sostegno che vanno dal reddito di cittadinanza al Rei, alle indennità di invalidità e di accompagnamento ed altre forme di sostegno pubblico”, prima di concludere: “So che molti di voi non rientrano in questi parametri, ma purtroppo le casse comunali non potevano permettere stanziamenti ulteriori: più di rinunciare ai nostri stipendi non potevamo! Ora si spera che lo Stato e la Regione, unici soggetti competenti, facciano dei passi ulteriori. Noi abbiamo dato il massimo

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