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POLITICA

Lacco e gli abusi, la minoranza chiede una “valanga” di atti

Il sospetto dei consiglieri del gruppo “Sempre per Lacco Ameno” è che nel tempo su vicende analoghe siano stati tenuti comportamenti diversi da parte dell’amministrazione. E adesso Silvio & co. Vogliono vederci chiaro

Troppe ombre, o meglio per farla più semplice l’ombra della malagestio. Nello specifico in quel di Lacco Ameno i consiglieri di minoranza del gruppo “Sempre per Lacco Ameno”, dopo aver messo insieme una serie di tasselli di un complesso e contorto mosaico, hanno maturato la convinzione che all’interno del palazzo municipale l’amministrazione possa fare “figli e figliastri” su un paio di questioni decisamente delicate quali abusi edilizi in alcuni casi commessi anche in zona demaniale.

Di fatto l’interpellanza contiene un elenco lunghissimo di atti – tutti compresi tra il 2019 e il 2020 – tra cui ricorsi pendenti al Tar, ordinanze di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi adottati dal responsabile del settore Urbanistica ed Edilizie, ordinanze di sgombero, ricorsi sulle ordinanze medesime, ma addirittura si va decisamente a ritroso nel tempo

Di fatto, secondo De Siano, Silvio, Vespoli e Di Meglio, l’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Pascale potrebbe essersi resa responsabile di comportamenti difformi per irregolarità analoghe, in alcuni casi intervenendo con forza e decisione e in altri magari voltandosi “dall’altra parte”. Ed è per questo che i consiglieri d’opposizione hanno presentato un’interrogazione avente ad oggetto “Richiesta accesso negli atti amministrativi e rilascio copia atti amministrativi”.

Di fatto l’interpellanza contiene un elenco lunghissimo di atti – tutti compresi tra il 2019 e il 2020 – tra cui ricorsi pendenti al Tar, ordinanze di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi adottati dal responsabile del settore Urbanistica ed Edilizie, ordinanze di sgombero, ricorsi sulle ordinanze medesime, ma addirittura si va decisamente a ritroso nel tempo. Perché gli esponenti politici concludono la loro interrogazione chiedendo “copia di tutte le ordinanze di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi e/o similari adottate dal Comune di Lacco Ameno negli ultimi 25 anni” ma anche “copia di tutte le ordinanze-ingiunzioni di pagamento per la mancata ottemperanza dell’ordine di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi adottate dal Comune di Lacco Ameno negli ultimi 25 anni”.

Tra questi atti i riflettori sono stati accesi anche su un ricorso proposto dalla società che a quanto si apprende gestisce il Parco Termale Negombo: la minoranza vuole vederci chiaro su quanto successo qualche tempo fa quando un sopralluogo compiuto in maniera congiunta dai militari della capitaneria di porto e dall’ufficio tecnico comunale avrebbe fatto emergere alcuni abusi. Dei quali però non sarebbe mai stata chiesta la rimozione o lo smontaggio. E il sospetto che con poveri cristi sia scattata immediata e inflessibile l’inquisizione è un fatto che al movimento guidato dal capogruppo Aniello Silvio proprio non va giù.

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