CRONACA

Lacco e le elezioni rinviate, tutti d’accordo: «Pensiamo alla salute»

Domenico De Siano e Giacomo Pascale condividono l’ipotesi di slittamento delle urne che il Governo sta vagliando

Non c’è ancora l’ufficialità, ma il Governo pensa concretamente a rinviare le elezioni regionali e comunali, previste per la primavera che sta per iniziare. Le misure di prevenzione per combattere il contagio da coronavirus rendono impossibile di fatto l’organizzazione di tutte le attività connesse alla campagna elettorale. Nella bozza di decreto al vaglio dei Ministri, una delle previsioni è quella di prorogare il mandato degli organi elettivi regionali, in scadenza il prossimo luglio, come nel caso della Campania; proroga che allungherebbe tale mandato di tre mesi. Invece, per quanto riguarda i Comuni, si pensa a fissare il giorno delle urne tra il 15 ottobre e il 15 dicembre.

In primavera si sarebbe quindi dovuto votare per eleggere il nuovo Consiglio comunale di Lacco Ameno, dopo che nell’ottobre scorso l’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Pascale era caduta a seguito della sfiducia firmata da nove consiglieri. Con l’inizio del 2020 era sceso in campo il Senatore Domenico De Siano, pronto a tornare alla guida del Comune dove già due volte ha ricoperto il ruolo di sindaco, mentre Pascale non aveva ancora scoperto fino in fondo le carte con cui tentare il mandato-bis. Adesso giocoforza la campagna elettorale slitterà. «Anche un momento importante come le elezioni – ci ha dichiarato il senatore De Siano – sia comunali che regionali, non può prescindere da quella che è la situazione dal punto di vista sanitario. Oggi non è ipotizzabile mettere in piedi il complesso meccanismo della campagna elettorale, con le relative assemblee; insomma, tutte cose che richiedono contatti tra le persone. Dunque mi sembra giusto spostare le date per le consultazioni». Per l’esponente di Forza Italia, il ritardo non avrà grandi ripercussioni: «Dal punto di vista del dibattito politico locale, credo che a Lacco Ameno cambi ben poco: che si voti a fine maggio o che si voti in autunno. La politica e i cittadini adesso sono presi da altre priorità rispetto alle pur importanti elezioni. Per il momento quindi, in quei paesi guidati da esponenti nominati dal Governo, come è il caso di Lacco Ameno, penso che essi debbano limitarsi alla ordinaria amministrazione, senza assumere decisioni che possono coinvolgere e influenzare le sorti del paese per i prossimi anni. La politica spetta agli eletti, non ai funzionari dello Stato. Non mi riferisco soltanto al Piano Urbanistico Comunale, ma anche per esempio all’aspetto organizzativo della macchina comunale: si tratta di decisioni che vanno prese se si è eletti dai cittadini, come prevede la Costituzione. Il funzionario dello Stato deve limitarsi, oltre a gestire l’ordinaria amministrazione, a traghettare il paese alle elezioni. Credo che tutti dovranno attenersi in maniera scrupolosa a questi dettami. Stesso discorso per le Regionali: adesso siamo tutti impossibilitati a spostarci liberamente tra un Comune e l’altro, impossibile ipotizzare una campagna e una consultazione elettorale in questa situazione», conclude De Siano.


Domenico De Siano: «Scelta giusta, impossibile condurre la campagna elettorale con gli attuali limiti imposti dall’emergenza sanitaria. A Lacco il voto autunnale non avrà particolari ripercussioni»

Il suo ex compagno di partito, e ora rivale nella corsa alla Torre dell’Orologio, ha dato una valutazione leggermente più articolata, ma non troppo dissimile: «Il rinvio che si sta profilando era prevedibile: in un momento come questo le elezioni non costituiscono la priorità. La cosa più importante – continua Pascale – è sempre l’incolumità dei cittadini. Dobbiamo superare quella che nei fatti è una vera e propria guerra. Personalmente non credo che questo momento di emergenza passi in fretta: probabilmente, anche dopo il “picco” ci saranno ancora mesi impegnativi, contrassegnati da misure precauzionali dirette a evitare una reviviscenza dei contagi. Tutti noi auspichiamo che questo stato di cose finisca presto, tuttavia dobbiamo essere consapevoli che non sarà breve come si sperava. Ovviamente spero che dopo la fase acuta dell’emergenza arrivino misure per favorire la ripresa, ma presumibilmente talune tempistiche non saranno così rapide. I provvedimenti legislativi cambiano quotidianamente, in base alle evoluzioni del contagio. È lecito pensare che anche dopo la fine dell’emergenza ci sarà un periodo intermedio in cui gli assembramenti saranno sottoposti a limitazioni, prima del pieno ritorno alla normalità».

Giacomo Pascale: «Pensiamo prima a uscire da questo brutto momento, c’è in ballo l’incolumità dei cittadini. Non sarà breve il completo ritorno alla normalità. Bisogna pensare a lavoratori, famiglie e imprese. Poi ci sarà tempo per pensare al confronto politico»

L’ex sindaco non teme conseguenze a livello politico, ma non si nasconde che il ritorno alla normalità potrebbe essere non breve: «Per quanto riguarda le eventuali ripercussioni – prosegue Pascale – non credo che il dibattito politico ne risentirà: semplicemente si andrà a votare con alcuni mesi di ritardo. Lacco Ameno resterà commissariata per qualche mese in più rispetto a ciò che probabilmente qualcuno si aspettava quando è stato fatto cadere il consiglio comunale. L’emergenza è un fatto serio, dobbiamo prestare molta attenzione a preservare la salute dei nostri concittadini. L’augurio è che le recenti polemiche a livello europeo siano presto superate per remare tutti nella stessa direzione con misure efficaci per una ripresa. Bisogna pensare alle famiglie, a mantenere in vita le imprese, lo Stato deve essere vicino a coloro che hanno perso tutto, a chi non lavora, ai dipendenti, alle partite Iva, ai balneari, ai tassisti: alla fine il prezzo più caro lo pagano sempre i lavoratori. In questo panorama, la competizione elettorale può attendere. Le elezioni sono anche un momento di divisione, per quanto democraticamente intesa, mentre la situazione attuale è la meno indicata per alimentare divisioni: al contrario, dobbiamo rimanere uniti, sia la comunità lacchese, che quella isolana, regionale, nazionale ed europea. Una volta usciti da questo incubo, ci sarà tempo per pensare al confronto politico». Dunque, come era prevedibile, l’emergenza sanitaria ha frenato i fermenti politico-elettorali all’ombra del Fungo. Se ne riparlerà dopo l’estate.

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