CRONACA

Lacco, “frenata” sul porto aspettando l’esito del ricorso

Sospeso l’iter per l’affidamento dei servizi portuali ausiliari dopo che il Consiglio di Stato ha fissato al 27 gennaio l’udienza di discussione dell’appello del Comune contro l’ordinanza cautelare del Tar, che ha lasciato la gestione del molo alla Marina di Capitello

Il Comune di Lacco Ameno ci ripensa e preferisce attendere. È stato infatti sospeso l’iter varato con l’avviso per l’affidamento dei servizi portualiausiliari. L’ente lo ha stabilito con apposita determina del responsabile dei lavori pubblici, e la ragione principale è da individuare nella recentissima fissazione dell’udienza camerale dinanzi al Consiglio di Stato per la discussione dell’appello del Comune contro l’ordinanza cautelare del Tar al 27 gennaio prossimo relativa alla controversia col concessionario del porto turistico.L’ente di Piazza Santa Restituta ha quindi deciso, per ragioni di opportunità, di sospenderel’avviso di manifestazione d’interesse per l’affidamento del servizio per il funzionamento dell’approdo turistico per la durata di cinque mesi, dal primo dicembre al 30 aprile 2022. L’avviso era stato varato per far sì che il Comune fosse pronto a garantire i servizi ausiliari, secondari, strumentali e accessori, nel caso in cui il Consiglio di Stato avesse riconosciuto la fondatezza delle ragioni dell’ente, che da tempo sta cercando di vederriconosciuto il diritto a riprendere le redini della gestione diretta del porto turistico, infrastruttura che il Tar per ilmomento ha lasciato in mano alla società Marina di Capitello, nonostante la scadenza della concessionequinquennale.

La società di Perrella aveva anche impugnato l’avviso pubblico del Comune per l’assegnazione dei servizi: il concessionario ritiene che il provvedimento del Comune violi l’ordinanza del Tar

Dunque si attenderà l’esito dell’udienza di fine mese, prima di decidere sul prosieguo dell’iter di affidamento. Fra l’altro, era stata anche fissata al 7 gennaio davanti al Tar l’udienza cautelare di un altro ricorso, proposto dalla Marina di Capitello, contro la determina di avviso per l’affidamento dei servizi portuali: secondo il concessionario, il varo dell’avviso pubblico avrebbe violato l’ordinanza cautelare che aveva “congelato” fino a marzo la situazione attuale: una ragione in più, per il Comune, per decidere di fermare la procedura d’affidamento e attendere altre tre settimane.

L’ente punta infatti a vedere riconosciuta la mancanza di giurisdizione dei giudici amministrativi di primo grado. Gli avvocati del Comune cercheranno di dimostrare che la convenzione con la società Marina di Capitello Scarl, è irrimediabilmente scaduta lo scorso 9 giugno.Convenzione che peraltro era già stata considerata risolta dal Comune durante il mandato del CommissarioPrefettizio, visto l’inadempimento da parte della società, che non aveva versato i canoni annuali all’ente. Ilprovvedimento di risoluzione per inadempimento era stato contestato dalla società, ma dopo due decisionicautelari a favore, il ricorso era stato definito nel merito con la dichiarazione di difetto di giurisdizione daparte del Tar. Visto che la società non ha riassunto il giudizio nei termini di legge, le misure cautelari eranodecadute, quindi la risoluzione per inadempimento era tornata immediatamente ad essere efficace. Anchein virtù di tale risoluzione, che ai sensi del codice civile opera automaticamente, secondo il Comune non cisarebbe stata alcuna possibilità di invocare e applicare il cosiddetto Decreto Cura Italia per concedere unaproroga semestrale alla società concessionaria, consentendole di gestire per un’altra stagione turistical’infrastruttura portuale. Inoltre la Società, pur avendo proposto giudizio arbitrale, non aveva però richiestoal tribunale ordinario misure cautelari per paralizzare l’efficacia del provvedimento di risoluzione per inadempimento.

Il punto focale del ricorso del Comune è quello della sostanzialecontraddittorietà della pronuncia del Tar, che da parte sua aveva già dichiarato con decisione la propriacarenza di giurisdizione, mentre successivamente ha adottato due provvedimenti di sospensione,motivandoli in maniera incoerente e appunto contraddittoria con la precedente decisione. Appuntamento dunque al 27 gennaio.

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