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Lacco, il consiglio approva il bilancio e Pascale “promuove” la Tufano

Via libera al rendiconto di gestione, non senza polemiche tra maggioranza e opposizione. L’avvicendamento nell’esecutivo motivato da precauzioni “giudiziarie”

Nel pomeriggio di ieri il sole primaverile filtrava attraverso le ampie vetrate che cingono le pareti della sala consiliare del Municipio di Lacco Ameno, salutando piacevolmente il ritorno del Consiglio comunale in presenza dopo un inverno caratterizzato dal rispetto delle norme anticovid con le riunioni da remoto. E Il ritorno al dialogo diretto, non filtrato da strumenti digitali, ha favorito anche la ricomparsa di spunti polemici e schermaglie tra i consiglieri della maggioranza e dell’opposizione, essenzialmente impegnati nell’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2020, oltre al riconoscimento di un singolo debito fuori bilancio.

Spunti polemici, dicevamo, ma la seduta inizialmente sembrava piuttosto tranquilla, con l’assessore Giacinto Calise che ha presentato il documento contabile, comprendente tra l’altro un nuovo prospetto degli equilibri di bilancio, in maniera tale da garantire la copertura del piano di disavanzo, mentre il dottor Domenico Barbieri ne ha illustrato gli aspetti più squisitamente tecnici, evidenziando le cospicue somme stanziate per il fondo rischi da contenzioso, e per la massa passiva del dissesto, con un avanzo di amministrazione pari a circa 2 milioni e 250mila euro.

A parte qualche domanda di chiarimento da parte del consigliere Aniello Silvio, in sostanza è emerso che la liquidazione della massa passiva potrà avvenire presto, a percentuali peraltro vantaggiose per le casse dell’ente e per impostare l’immediato futuro. Il riscontrato aumento dei residui attivi è comunque coperto dal fondo crediti di dubbia esigibilità. Non manca il riferimento ai mancati introiti degli ultimi tre anni dal porto turistico, che come noto costituisce uno dei campi di battaglia tra maggioranza e opposizione, oggetto di una ormai lunga serie di contenziosi di varia natura nonostante la prossima conclusione della concessione.

Carla Tufano, assessore ai beni culturali, diventa vicesindaco sostituendo Zavota, che resta in giunta

Ed è proprio quando ci si stava preparando alle dichiarazioni di voto dei gruppi consiliari, sono arrivate alcune scintille tra maggioranza e opposizione: Aniello Silvio ha lanciato accuse di incompetenza senza fare nomi, l’assessore Leonardo Mennella ha invitato il consigliere a farli, ma il sindaco Pascale ha fermato l’incipiente polemica dando la parola al senatore De Siano, che inizialmente intendeva protocollare l’intervento in forma scritta senza leggerlo, ma su invito della dottoressa Maria Grazia Loffredo, segretaria comunale di Barano e Serrara e giunta come di consueto in soccorso alla seduta lacchese, il parlamentare è intervenuto anche oralmente.

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Domenico De Siano attacca: «Classe dirigente scadente, professionisti alle prese con certificazioni contabili spregiudicate e strampalate»

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Un intervento duro, in cui De Siano a proposito del bilancio ha parlato di certificazioni spregiudicate e strampalate, di professionisti che non sanno fare molto e credono di sapere tutto. Inoltre, il senatore ha dichiarato che su tali documenti contabili per enti che hanno attraverso il dissesto sarebbe necessario ottenere l’approvazione della commissione di stabilità degli enti pubblici. Poi l’attacco frontale all’amministrazione, parlando di “classe dirigente scadente” che non provvedo a chiudere anche formalmente lo stato di dissesto, avanzando l’ipotesi che siano stati esibiti “avanzi mascherati”, e che tali interrogativi saranno comunque presto sciolti.

Giacomo Pascale risponde: «Abbiamo funzionari altamente competenti la cui professionalità è stata lodata anche dal Ministero. De Siano deve rispettare il valore della Democrazia e il suo verdetto, che ci ha consentito di essere eletti in Consiglio»

All’attacco dell’opposizione ha risposto dapprima il sindaco Pascale, che ha difeso la competenza e la professionalità dei funzionari comunali, professionalità apprezzata anche dalla Prefettura e dal Ministero. «Classe politica scadente? Lo dirà la Storia», ha dichiarato Pascale, «ma è una classe politica che siede qui in consiglio grazie a un valore quale è la Democrazia, e per essa ci vuole rispetto», poi è toccato al consigliere Giovanni De Siano, che ha puntato il dito verso l’opposizione, ascrivendo ai suoi componenti la responsabilità dello stato di dissesto e respingendo al mittente l’accusa. Anche in questo caso la polemica che stava montando è stata bloccata da un annuncio del sindaco, che dopo l’approvazione del rendiconto a maggioranza ha reso noto un avvicendamento nell’esecutivo, con Carla Tufano nuovo vicesindaco al posto di Zavota. Nella decisione avrebbe pesato il rinvio a giudizio di quest’ultimo insieme al sindaco: nella teorica circostanza di una doppia condanna, la nuova nomina eviterebbe che il Comune rimanesse senza sindaco. Giovanni Zavota resta comunque assessore. Il doppio applauso all’annuncio dell’avvicendamento ha concluso questo primo consiglio comunale nuovamente in presenza, durato circa quarantacinque minuti.

Foto Franco Trani

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