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Lacco, il “palazzo” solidale col Senatore

Di Francesco Ferrandino

LACCO AMENO. Nel paese del Fungo, dove da anni la politica locale (e non solo) ruota intorno al Senatore De Siano, le prime reazioni alla notizia del “terremoto” giudiziario provocato dalle indagini della Procura sono di grande cautela. La maggioranza, come prevedibile, non manca di manifestare solidarietà a colui che, anche senza incarichi formali a livello amministrativo, resta comunque il punto di riferimento dell’attuale compagine che governa il paese.  «Ho letto alcune notizie dalla stampa sul web – a parlare è il sindaco, Giacomo Pascale – ma non conosco gli atti e quindi non posso avere adeguata contezza della situazione. Sono da sempre grande amico di Domenico De Siano, militiamo nello stesso partito e confido che possa dimostrare la piena estraneità alle accuse che gli vengono mosse. Sono notoriamente garantista e lo sono sempre stato anche in altre analoghe occasioni, e sopratutto non lo sono a intermittenza: non sono giustizialista con gli avversari e garantista verso gli amici. Apprendo che il Senatore si è detto pronto a dimettersi per non creare difficoltà al partito: è una dichiarazione che dimostra il suo spessore umano e il suo rispetto verso le Istituzioni e verso le persone che hanno creduto in lui. Quanto alle accuse riguardanti gli appalti, da quel che ho letto riguarderebbero vicende di periodi in cui prevalentemente io ero all’opposizione e sarebbe inopportuno rilasciare dichiarazioni su fatti che non conosco, e la cosa non avrebbe senso.  Chiaramente il mio garantismo si estende a chiunque sia chiamato in causa, compreso il nostro dirigente, Oscar Rumolo, sperando che possa difendersi dalle accuse di dimostrare che non c’entra nulla. I domiciliari a cui è stato sottoposto costituiscono una misura comunque molto dura». L’accusa comprende anche la partecipazione a un’associazione a  delinquere  finalizzata alla corruzione ed alla turbata libertà degli incanti, in pratica la regolarità degli appalti veniva alterata: «Da quel che posso aver parzialmente appreso – riprende Pascale – credo che le accuse più gravi non riguardino Lacco Ameno. Ho anche letto di tessere di partito acquistate a fini “congressuali”, ma davvero non riesco a figurarmi il coinvolgimento di Domenico De Siano. Lo conosco da anni, mi sembra assurdo pensare che il Senatore abbia potuto architettare cose del genere per procacciarsi i voti: non credo proprio che avesse bisogno di mezzi del genere”.

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