CRONACAPRIMO PIANO

Lacco, la guerra del porto diventa un “boomerang”

Ieri mattina l’annunciato accesso agli atti da parte dei difensori della Marina di Capitello Scarl che hanno chiesto di ottenere documentazione relativa all’attività Onda Blu (dei congiunti dell’assessore Calise) che insiste su suolo demaniale

Lo scontro tra la Marina di Capitello Scarl di Perrella e il consigliere di maggioranza Ciro Calise – che rischia di pagare lo scotto di un intero governo – arriva nella fase calda.Tra commissari ad acta, TAR e denunce, gli uffici tecnici comunali vengono passati al setaccio. Ieri il giorno della verità, come annunciato dal nostro giornale. Tutto è partito dalla guerra apertasi sulla gestione del porto turistico. Una contesa decennale che sta stritolando il paese. L’attuale gestore del porto turistico di Lacco Ameno Giuseppe Perrella e il capogruppo di maggioranza Ciro Calise sono i protagonisti indiscussi di una faida cruenta. Una contesa a colpi di concessioni demaniali e ricorsi che sta logorando dall’interno gli equilibri della maggioranza di Giacomo Pascale. Una guerra di “trasparenza” e legittimi interessi che si sta trascinando dietro anche i pubblici uffici .L’obbiettivo del Perrella è ottenere parità di trattamento e fare chiarezza sulla gestione da parte del comune di Lacco Ameno sul demanio marittimo anche ad uso turistico e ricreativo. È qui che entra in gioco il Calise, la cui famiglia gestisce una attività di bar e ristorante proprio in area demaniale non troppo lontano dal porto turistico conteso. La maggioranza di governo difende le scelte amministrative e si trincera dietro le scrivanie. Intanto l’opposizione di Domenico De Siano chiede la sospensione del responsabile dell’Ufficio demanio Enzo D’Andrea per le gravi dinamiche che lo vedo coinvolto.

All’appello tra il materiale raccolto mancherebbero un paio di “Scia” e intanto c’è chi chiede la “testa” dell’architetto Vincenzo D’Andrea: la questione sugli approdi lacchesi, insomma, rischia davvero di mietere diverse “vittime”

Ieri al culmine dell’ultimo ricorso al TAR campania per un accesso agli atti negato si è consumata l’“ irruzione” negli uffici comunali degli avvocati del Perrella in qualità di Legale Rappresentanti della Scarl Marina di Capitello, per avere accesso ai documenti richiesti in ordine alle imprese di Ciro Calise proposto proprio dalla  s.c.a.r.l., difesa dagli avvocati Enrico Angelone e Alessandro Barbieri, contro il Comune di Lacco Ameno rappresentato e difeso dall’avvocato Lorenzo Lentini nei confronti Onda Blu di Calise. I legali della Scarl hanno preso visone ed acquisito gli atti inerenti il provvedimento custoditi presso l’Ufficio Demanio e l’Ufficio Commercio, eccezion fatta per due “Scia” riguardanti l’ apertura ab origine dell’attività commerciale dei Calise. È stato redatto un verbale e i legali hanno concesso ulteriori sette giorni per fornire tutti gli atti al completo.  

Inevitabilmente le vicende demaniali hanno condotto sulla graticola il capo del settore UTC Arch.Enzo D’Andrea.Pesanti le contestazioni mosse a carico del professionista da parte della Marina di Capitello Scarl, affinché lo stesso venga rimosso dal suo ruolo in ordine ai gravi fatti legali e giudiziari che vedono coinvolto il D’Andrea sulla questione demanio e porto di Lacco Ameno. Gli animi si agitano ed è stata richiesta al comune di Lacco Ameno che lo stesso architetto venga sospeso dal suo incarico con effetto immediato. Il tentativo politico, evidente, da parte di Giacomo Pascale&Co di strappare alla Marina di Capitello scarl di Perrella (notoriamente vicino a Domenico De Siano) gli approdi lacchesi affidandosi ad altra società amica, si sta rivelando un boomerang. Una vicenda, ormai, senza piùalcun mistero che oggi giunge a sentenza. “Una procedura ad evidenza pubblica caratterizzata da una serie concatenata di illegittimità — con riflessi anche di natura penale – che impongono l’annullamento in autotutela, in uno alla declaratoria circa la sussistenza di un eventuale conflitto di interessi ein capo al RUP, Arch. D’Andrea Vincenzo, che impongono al RPCT di avocare a sé il procedimento e/o assegnarlo ad altro dipendente con funzioni apicali e di trasmettere gli atti alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Napoli”.

A nulla è valso al D’Andrea, oggi a giudizio sugli affari del demanio lacchese, mettere la parola fine anche all’iter di affidamento ex novo dei servizi portuali. Oggi il tecnico rischia di pagare in prima persona. La difesa è labile:“Fermo la inconsistenza e la infondatezza delle criticità segnalate dalla società Marina del Capitello s.c. a .r.l. nella richiamata nota– sottolinea D’Andrea- che verranno contestate nelle sedi opportune, in attesa delle determinazioni di competenza da parte del Responsabile per la prevenzione della corruzione della trasparenza del Comune di Lacco Ameno in ordine alla presunta sussistenza di un eventuale conflitto di interessi ex art. 6 bis della Legge 241/90 in capo allo scrivente RUP, il procedimento in oggetto è sospeso con effetto immediato“.

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