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Lacco, un paese alla deriva anarchica

Di Marco Della Ragione

LACCO AMENO – Se passeggi per il paese del Fungo, sul corso o per le piazze – da tempo in un’atmosfera surreale di un comune in stato di abbandono – ti può capitare di tutto: o che ti cadono calcinacci e residui di materiale edile sulla testa di case in ristrutturazione o rischi di essere travolto e investito da un motorino sul marciapiede. Tutto in piena normalità, magari sotto gli occhi “distratti” di qualche vigile urbano per puro caso di passaggio, come un’autentica rarità.

Ma rare sono anche le frequentazioni e la presenza di forze dell’ordine in questo paese oramai in stato di abbandono, dove l’unica cosa attiva sembra essere l’avanzamento dei lavori fognari, in corsa per finire in tempi brevi la definizione dell’opera, pena il mancato finanziamento europeo ai lavori. Per il resto tutto è lasciato al caso, agli approfittatori e alla scostumatezza dei cittadini presuntuosi. Come quelli che evadono il pagamento del suolo pubblico per i lavori edili e scaraventano i calcinacci sulla testa dei passanti o quelli che violano il codice della strada, usando i marciapiedi come sede stradale. Qui a Lacco Ameno sembra essere tutto permesso, tutto lecito: anche le illegalità sia quelle diffuse che quelle riservate a poche persone “fortunate”.

Ma questo non è nulla. Sono tante le cose che non vanno e i disservizi quotidiani che stanno facendo addirittura rimpiangere le passate amministrazioni. Nell’aria si sente che manca proprio il senso civico, il minimo indispensabile per una corretta e sana convivenza civile. Lo stato di abbandono, per il centro e per le frazioni e le periferie del paese è vivo ed è palpabile.

L’assenza dell’Amministrazione, e forse anche dell’opposizione che latita, è l’unica certezza che si può toccare con mano. Uno schiaffo non solo per i cittadini per bene, ma anche per quei pochi turisti che popolano Lacco Ameno che restano inorriditi. E costretti a rintanarsi nei pochi alberghi ancora rimasti aperti nel paese e nei comuni vicini, ai quali dovrebbe andare il riconoscimento di tutti per il coraggio e la meritevole perseveranza a tenere aperte strutture ricettive con questo sconquasso cittadino!

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Ma, difronte a chi mostra coraggio imprenditoriale e turistico, si materializza il riscontro di un apparato comunale insipido, senza né capo né coda, con servizi inefficienti o inesistenti e con l’abbandono del territorio lasciato a sé stesso e al trionfo delle illegalità diffuse. Mancato controllo e mancata presenza dell’Amministrazione sul territorio. Ecco perché la sporchizia e i cumuli di immondizia diventano “monumenti” per giorni sulle strade, i marciapiedi diventano sede stradale, le spiagge rimangono sporche per mesi e mesi senza la pulizia dei concessionari, gli addetti alla raccolta della nettezza urbana risultano “distratti” che lasciano per strada sacchetti e rifiuti. Per non parlare poi della raccolta differenziata dei rifiuti, oramai fatta da pochi e rispettosi cittadini che si contano sulle dita della mano: tutto diventa indifferenziato a Lacco Ameno, nella “indifferenza” di chi dovrebbe eseguire controlli e far rispettare le Ordinanze comunali!

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Non solo il rispetto delle regole, ma anche il rispetto del senso civico e del buon senso è oramai una chimera nel bistrattato comune terra di nessuno e del Fungo, ridotto miseramente alla anarchia e a comune fantasma.

 

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