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POLITICA

L’accusa di Scala: Fornitori di serie A e fornitori di serie Z

Il consigliere comunale di minoranza dell’isola di Arturo punge ancora l’amministrazione comunale: stavolta nel mirino finisce il progetto SPRAR

Ad inizio anno ci tocca ritornare sul Progetto SPRAR attraverso il quale, a fronte di un finanziamento pubblico di circa 1.300.000,00 euro, ed un finanziamento comunale di quasi 100.000 euro, il Comune di Procida si impegnava ad ospitare 34 immigrati che, strada facendo, sono diventati 22. Va la pena premettere che, anche per il 2019, l’isola di Procida ha visto un ulteriore incremento di residenti comunitari ed extracomunitari che hanno superato quota 400 cosa che dimostra che l’isola, pur senza pesare sulle tasche dei cittadini, sia una comunità ospitale a prescindere.

Fatta questa opportuna precisazione ritorniamo sull’argomento perché, a fronte della nostra interrogazione abbiamo avuto risposte alquanto incongruenti a partire dalla mancanza dei nominativi (dicono per questione di privacy) dei proprietari di immobili, sembra ben sette, che percepiscono il canone di fitto per ospitare gli immigrati che, sottolineamo, dovevano essere 34 ed invece sono SOLO 22. Sotto questo profilo riteniamo che, così come avviene per tutti i fornitori di beni e servizi che lavorano con la pubblica amministrazione, i cui pagamenti sono RIGOROSAMENTE riportati in atti pubblici pubblicati ON LINE, anche questi debbano seguire lo stesso iter e, se ciò non avviane, oltre ad essere una violazione delle norme presenti, tende a lasciare dubbi sulla trasparenza dell’intera operazione. Vi immaginati, per esempio, se si venisse a sapere che tra i proprietari di immobili che percepiscono ragguardevoli canoni di locazione, casomai dopo aver avuto anche importanti ristrutturazioni, ci sono persone direttamente o trasversalmente collegate con l’amministrazione e con il “cerchio magico”? Tali dubbi, che si fanno avanti sempre con maggior insistenza, potrebbero essere fugati, viceversa, con la pubblicazione dei nomi.

Non sarebbe opportuno far conoscere, pubblicamente, dove dimorano i 34 (oppure 22) immigrati beneficiari del progetto? Non sarebbe opportuno pubblicare i costi (con relativi beneficiari di emolumenti per fornitura di beni e servizi) alla stregua di coloro che effettuano prestazioni per l’Ente comunale? Oltre che per una questione di trasparenza e rispetto delle leggi, i cittadini, coerentemente con i principi espressi, a chiacchiere, da questa amministrazione avrebbe l’opportunità di verificare, concretamente, come si spendono i soldi pubblici!

* CONSIGLIERE COMUNALE GRUPPO “PER PROCIDA”

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