CRONACA

L’acquisto della casa a Ischia e l’agenzia negli alberghi: il ruolo di Capuano

Nell’ordinanza di custodia cautelare che ha spedito il carcere il giudice monocratico della sezione distaccata di Tribunale di Ischia figurano anche episodi che interessano da vicino la nostra isola

Un terremoto giudiziario deflagrato in una maniera tale che era davvero difficile potesse scemare nello spazio di appena 24 ore. L’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Roma nell’ambito dell’operazione denominata “San Gennaro” vive la sua genesi nel novembre 2018 quando viene sporta una denuncia da Claudio Federico. Il quale riferisce di essere stato avvicinato da alcuni soggetti che gli avevano proposto di versare loro una somma di denaro destinata a un magistrato della Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli in cambio della sospensione di una procedura esecutiva pendente in suo danno. Nell’ordinanza di custodia cautelare, il gip De Robbio scrive che “la ricerca di riscontri alla predetta denuncia ha portato in un breve lasso di tempo alla conferma delle veridicità del fatto denunciato e ha consentito altresì di disvelare come la condotta illecita denunciata deve essere considerata uno degli episodi di un vero e proprio sistema di illiceità. E’ emerso infatti che nel Tribunale di Napoli opera un gruppo di soggetti tra i quali (almeno) un giudice del Tribunale di Napoli in grado di influenzare in vario modo la sorte di importanti processi penali pendenti in fase dibattimentale o in Corte di Appello, sospendere procedure esecutive penali e ritardare verifiche dei crediti fallimentari, provocare la scarcerazione di detenuti em il dissequestro dei beni di importanti esponenti della criminalità organizzata fino ad estenere la propria influenza sul concorso in magistratura…”.

Dicevamo della denuncia del Federico, che lamenta un tentativo di concussione in suo danno. Il gip ricorda che lo stesso “premetteva nel suo scritto di avere in corso a proprio carico una procedura esecutiva per la demolizione di un immobile, precedentemente dichiarato abusivo, con sentenza di condanna del Tribunale di Napoli, aggiungendo che la sentenza era divenuta irrevocabile sin dal 2006. Dal momento in cui si svolge un sopralluogo nell’area dove si trova il manufatto da abbattere accadono una serie di eventi fino a quando lo scorso gennaio il Federico contatta un imprenditore edile suo amico, Alfonso Iovine, chiedendogli aiuto. Non è dato sapere con quanta consapevolezza, ma l’uomo agganciava in quel momento il terminale di una rete corruttiva, spiega l’ordinanza, “adusa a piegare in molteplici modi la funzione giudiziaria per fini privati, come meglio si dirà di qui a breve, tra Iovine e il giudice del Tribunale di Napoli Alberto Capuano esisteva da tempo un rapporto fatto di scambi di favori reciproci, di natura lecita e (ciò che più interessa in questa sede) illecita”. Non è un caso, tanto per dirne una, che l’imprenditore avesse messo a disposizione la propria impresa edile per i lavori di ristrutturazione di un centro estetico gestito dalla moglie del Capuano così come il magistrato spese la propria influenza per aiutare Iovine a superare svariati problemi burocratici incontrati nello svolgimento del suo lavoro. Dopo un primo incontro nel quale il giudice consiglia soltanto un legale al Federico nel secondo prende una serie di appunti e nomi e promette il suo personale interessamento. Che, in ogni caso, non arriverà in tempo dal momento che le operazioni di demolizione del manufatto abusivo vengono portare a compimento, ma questo secondo il gip nulla toglie alla condotta corruttiva dell’indagato.

L’ACQUISTO DELL’IMMOBILE A ISCHIA E L’INTERVENTO CON L’UTC

Un capitolo interessante che tocca anche la nostra isola è quello che riguarda i rapporti tra Iovine e Capuano che sembrano fitti e costanti, come dimostrano almeno un paio di episodi. Alberto Capuano secondo l’accusa è intervenuto presso l’Inps che aveva negato a Iovine un DURC positivo e provocato il fermo dei lavori e che dopo il suo intervento gli stessi erano ripresi. Ma l’ordinanza racconta anche di un’ulteriore vicenda legata ad Alfonso Iovine in cui il Capuano è intervenuto indebitamente e questo riguarda l’acquisto di un immobile a Ischia da parte dello stesso Iovine insieme ad un altro soggetto (Vincenzo Anaclerio). “Anche in questo caso – scrive il gip – le intercettazioni dimostrano che Iovine ha chiesto e ottenuto l’intervento del Capuano perché convincesse un funzionario dell’ufficio tecnico a provvedere in loro favore, dopo l’invio di una relazione definita da Iovine non tanto positiva. Iovine ha mostrato la relazione al Capuano il quale, dopo aver espresso un giudizio negativo sull’operativo dell’ingegnere, si impegnava ad intervenire presso quest’ultimo (‘l’ho girata anche ad Alberto e Alberto ha detto non mi piace questa situazione, ma poi in settimana parlo con l’ingegnere’). Successivamente, nel corso della stessa conversazione, Iovine ribadiva che Capuano aveva preso l’impegno di parlare con l’ingegnere per fargli modificare la relazione. Da successive captazioni emerge che effettivamente Capuano si è recato a parlare con l’ingegnere dell’ufficio tecnico del Comune di Ischia, perorando la causa del duo Iovine-Anaclerio”. Nell’ordinanza il gip De Robbio aggiunge anche che “incidentalmente, nel discutere la stessa vicenda, uno dei tecnici di Iovine è stato intercettato mentre chiedeva a Capuano di intercedere altresì presso una cancelliera del Tribunale di Napoli perché provvedesse a liquidare una sua parcella presentata a fronte di una perizia svolta in un procedimento penale, in attesa evidentemente da tempo; il Capuano si è anche in questo caso prestato a fare il favore richiestogli”.

LA DITTA AMICA E LA VIGILENZA DEGLI ALBERGHI DI ISCHIA

La nostra isola compare anche in un altro passaggio decisamente significativo dell’ordinanza di custodia cautelare. Viene riportato che il prosieguo delle indagini ha dimostrato un legame tra i due protagonisti di una serie di vicende corruttive, ossia Antonio Di Dio e il giudice monocratico della sezione distaccata di Tribunale di Ischia, Alberto Capuano. Il gip scrive: “E’ lo stesso Di Dio a rivelarlo in una conversazione intercettata con Antonio Raiola, suo amico e titolare di un istituto di vigilanza privata. Di Dio lo contattava per comunicargli che il Capuano, da lui definito ‘magistrato molto importante’, gli aveva proposta di assegnare alla ditta di Raiola la vigilanza degli alberghi di Ischia. Nell’occasione il Di Dio specificava che il legame con Capuano era risalente e molto stretto: ‘Tu sai che questo è un rapporto che ho da tanto tempo, forte. Quando mi sono deciso a dire la situazione a questo amico che è un magistrato molto importante’”.

In effetti le indagini delle settimane successive dimostreranno che il Di Dio non stava affatto millantando: sono bastati pochi giorni di intercettazione per documentare la commissione di numerosi illeciti commessi in concorso tra i due. “Come rilevato dalla polizia giudiziaria che ha svolto le indagini – sottolinea il gip – tra Di Dio e Capuano non esistono contatti diretti: poiché non solo i due si conoscono molto bene (tra l’altro Capuano riferità in una conversazione intercettata di avere curato personalmente la preparazione al concorso in magistratura della figlia di Di Dio, arrogandosi il merito di averle fatto passare gli scritti grazie a un ‘metodo innovativo’ ma continuano a fare affari e commettere illeciti in concorso tra loro fino a data odierna; l’unica spiegazione per la totale assenza di contatti è dunque che i due si siano accordati per non lasciare traccia del rapporto esistente tra loro secondo una modalità operativa che, come si è visto in precedenza, lo stesso Capuano aveva imposto anche a Federico e che, come è intuitivo, trova spiegazione nella necessità di non lasciare traccia dei contatti illeciti agli eventuali investigatori decisi a disvelare le loro trame criminose”.

GLI INTRECCI TRA INDAGATI E I COMUNI VANTAGGI ECONOMICI

In altra parte dell’ordinanza si parla del ruolo di un altro degli indagati, Valentino Cassini e soprattutto del fatto che quest’ultimo, insieme a Di Dio, si vantassero senza mezzi termini di aver fatto risparmiare almeno 3-400 euro a Capuano nel momento in cui era stata prenotata una vacanza in Colombia. E poi ci sono gli intrecci: “Tale vantaggio economico – recita l’ordinanza – non è del resto l’unico di cui ha goduto il magistrato in cambio del suo attivarsi ‘a comando’ presso i colleghi per verificare di deviare il corso della giustizia; oltre ad avere ottenuto la prestazione di opera professionale del Federico, grazie all’intermediazione di Cassini che ha inserito il fabbro nella squadra degli artigiani impegnati nei lavori di ristrutturazione del centro estetico della consorte del Capuano. Come si è detto, va altresì rilevato che il Cassino ha nel periodo in cui si sono svolte le indagini preliminari prestato la propria opera di tecnico informativo per la realizzazione di un sito web in favore del medesimo centro estetico ed ha altresì lavorato per alcuni servizi informatici in favore del fratello del Capuano”. Da qui la logica conclusione del gip De Robbio: “E’ dunque corretto affermare che, secondo quanto emerso sino a questo momento, tra Cassini e Capuano si è instaurato un ulteriore rapporto sinallagmatico di carattere illecito che si sovrappone a quello operante tra lo stesso Capuano e Di Dio, consistito anche in questo caso nella messa a disposizione dell’influenza e delle conoscenze del giudice tra i suoi colleghi perché questi deviassero dal corretto uso della giurisdizione in cambio di prestazioni lavorative o altre utilità economicamente apprezzabili”.

Nel frattempo si infittiscono i rapporti tra Capuano, Cassini e Di Dio, non soltanto relativamente al concorso in magistratura e all’imminente esame della figlia di quest’ultimo ma anche relativi alla possibilità di avvicinare un magistrato prossimo alla pensione per favorire la scarcerazione di un detenuto. Nell’ordinanza si ricorda come “il 19 aprile Di Dio e Cassini si recavano a casa del Capuano: nell’occasione, Di Dio portava al Capuano una pastiera, una bottiglia di vino e tre tessere omaggio dello stabilimento Arenile di Bagnoli. Durante l’incontro, Capuano e Di Dio parlavano tra di loro dei lavori che si erano scambiati: il Capuano si complimentava per il concorso in magistratura della figlia di Di Dio e prometteva di assisterla durante il tirocinio e nella scelta della sede, Di Dio si offriva di procurare ingressi gratuiti in discoteca per la figlia del Capuano”. Il gip così afferma nell’ordinanza: “E’ dunque provato che il Capuano ha speso la sua influenza (o ha promesso di farlo) presso il presidente della Commissione di Esame per l’ingresso in magistratura per ottenere un trattamento di favore e l’esito positivo dell’esame della figlia del Di Dio ottenendo in cambio delle tessere per uno stabilimento balneare e la promessa di ingressi gratuiti in discoteca. Il legame tra le due prestazioni è palese, tanto che i due discorsi sono portati avanti da entrambe le parti contestualmente, così come inequivocabile è l’atteggiamento del magistrato che si è spinto, come detto, a rilevare di avere esplicitamente reso edotta la presidente della Commissione non solo della necessità di trattare con particolare riguardo la figlia di Di Dio, ma altresì gli argomenti sui quali era preparata e sui quali evidentemente avrebbe dovuto vertere l’esame. La ragazza, dal canto suo, è a conoscenza del piano ordito dai due per favorirla e, pienamente consapevole della illiceità della loro condotta, si è spinta a suggerire al padre degli stratagemmi per eludere le eventuali indagini a suo carico ed ottenere al padre ed al Capuano l’impunità. Appare dunque sussistente una messe di indizi della commissione del delitto contestato dal pubblico ministero nella richiesta di applicazione della misura cautelare”.

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