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L’addio degli ischitani a Bud Spencer

Di Isabella Puca

Ischia – “Con profondo dispiacere, annunciamo che Bud Spencer è volato via per il suo ultimo viaggio” è con questo tweet che il figlio di Bud Spencer ha annunciato la sua morte avvenuta lunedì scorso mentre tutta l’Italia era ferma per la partita della nazionale contro la Spagna. Napoletano, 86 anni, Carlo Pedersoli – questo il suo vero nome – è entrato nella storia del cinema italiano al fianco di Terence Hill con cui ha formato un’irresistibile coppia, protagonista di molti film del genere ‘spaghetti western’, anche in salsa ‘commedia all’italiana’. Tra i suoi ultimi lavori tv la serie “I delitti del cuoco”, girata qui a Ischia nel 2009 per Canale 5. Per tutti gli ischitani cresciuti con i suoi film fu un sogno averlo così vicino. In tantissimi si recavano sul set per poter immortalarsi accanto a lui o scambiare qualche chiacchiera. Da quando si è appresa la notizia della sua morte sono stati ancor di più quelli che lo hanno voluto salutare condividendone il ricordo sul social network con una foto corredata di aneddoti. «Ricordo che fu una settimana davvero incredibile. Lui – ci racconta Gaetano che lo vide sulla sua spiaggia per alcune delle scene –  già sembrava molto stanco e  invecchiato, ma aveva un nutrito gruppo di persone che lo seguiva ed era al suo fianco ogni istante tranne quando girava le scene. Nonostante questo, emanava un’energia incredibile, ed era di una simpatia e disponibilità non comuni per un uomo di spettacolo.  Ero emozionato perfino a stargli vicino. Quando gli chiesi una foto lui con la sua manona, mi diede una pacca sulla spalla. Se avessi dovuto scegliere un attore con cui fare la foto, lui era l’unico per cui avrei pagato». Disponibile con tutti, furono tantissimi gli ischitani che presero parte alla riprese  come comparse conservando un bellissimo ricordo di quell’estate sul set con Bud Spencer che scelse di girare in tutti i luoghi più belli dell’isola. «Era l’estate di 7 anni fa e Bud Spencer era  un omone che già 7 anni fa camminava a fatica, ma non rinunciava a non tornare “di corsa” al tavolo del ristorante dopo ogni “ciak” per divorare ogni ben di Dio che gli veniva servito. – È questo invece il ricordo di Mario –   Non potevamo assolutamente rinunciare a “rubare” una foto con il nostro idolo! E così mi avvicinai e gli chiesi “Signor Pedersoli, possiamo disturbarla per una foto?”. Pur temendo che ci stendesse tutti con un cazzottone dei suoi, lo abbracciammo e ci regalammo questo ricordo indelebile!».

 

 

 

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