POLITICA

L’affondo di Lello Pilato: «Provo sentimenti di vergogna»

Il segretario cittadino del Pd di Ischia torna a parlare della convocazione del consiglio comunale svoltosi lo scorso 13 marzo e non risparmia una serie di frecciate al sindaco Ferrandino

«Avrei preferito zittire in un momento in cui si impone un comportamento di unità, solidarietà, e senso delle istituzioni, ma dopo avere ascoltato le dichiarazioni del Primo Cittadino alla TV Locale a margine del Consiglio Comunale sono stato pervaso da un moto di ribellione e di rinnovata vergogna». Si esprime così il segretario cittadino del Pd di Ischia, Lello Pilato, che dopo l’ultimo consiglio comunale svoltosi lo scorso 13 marzo a Ischia proprio non ha gradito le esternazioni del sindaco Enzo Ferrandino. Lello Pilato è un fiume in piena e parte come un treno, già dal primo quesito che gli poniamo in questa breve ma significativa chiacchierata.

Cosa non l’ha convinta, o meglio non le è andato giù?

«Non solo si impone la celebrazione del Consiglio Comunale in spregio di tutte le regole di buonsenso, contravvenendo alle disposizioni di cautela e di protezione individuale e di comunità, ma si ostenta orgoglio e sicumera e ci si accanisca, bacchettando la Minoranza, che ne aveva chiesto il differimento o in alternativa la celebrazione da remoto affrontando le difficoltà organizzative. Nel mentre si consiglia ai cittadini un comportamento diligente mettendo in campo vigili urbani, auto e diffusori sonori ci si sostituisce al Presidente del Consiglio Comunale invocando, udite udite, motivi di urgenza!».

Insomma, bisognava farne a meno?

«Si aspettava da febbraio il rinnovo del Collegio dei revisori dei conti, non era il caso di aspettare ancora un pò’? Che esempio ne trae una comunità intera, giustamente costretta in casa da un tale ottuso comportamento? E invece assistiamo alla solita politica puerile, muscolare, antidemocratica e cinica che ormai contraddistingue questo sindacato. Che conclamata delusione. Provo solo compassione e commiserazione di fronte a tali atteggiamenti irresponsabili e arroganti in spregio delle più basiche e elementari regole democratiche. Nemmeno la convocazione della conferenza dei Capogruppo, bensì solo il parere (sarà vero?) della Maggioranza ovviamente consultivo e in vincolante, ormai il virus del potere si è impossessato del nostro primo cittadino, in una nazione dove perfino l’attività parlamentare rinviava tutte le sedute al venticinque marzo veniva imposta la convocazione del Consiglio Comunale per il 13 marzo alle ore 19. Ma a quell’ora…».

A quell’ora?

«A quell’ora anche i cani si rifiutavano di uscire per espletare le normali funzioni fisiologiche, è il caso di mettere da parte egoismi e deliri di onnipotenza e coinvolgere sin d’ora con il massimo impegno unitario, e sottolineo unitario, le intelligenze e le energie disponibili tese ad affrontare l’imminente domani per arginare la catastrofe economica alla quale assisteremo.

Voglio ricordare a me stesso che dalle criticità più immani e complesse sono sempre sorte delle buone opportunità, muoviamoci a affrontare i problemi della nostra comunità e a attrezzare proposte per le nostre imprese, i nostri lavoratori stagionali, il nostro comparto turistico tutto che è l’unica nostra fonte di sostentamento. Prendiamoci per mano con umiltà, coraggio e spirito costruttivo, insieme ce la faremo. Insieme riappropriamoci del senso di appartenenza che ormai da tempo abbiamo ignorato e messo da parte, riappropriamoci del nostro orgoglio nazionale, e del senso delle nostre tradizioni e della nostra vocazione di comunità».

Già, il turismo. La situazione non è delle migliori, che fare?

«Agli albergatori, agli operatori turistici, le associazioni di categoria tutte rivolgo un accorato invito a istituire unitariamente e a horas una task force per approntare una sistemica progettualità di rilancio della nostra economica turistica, utilizzando gli strumenti di studi favorevolmente sperimentati altrove del destination marketing and branding magari ripensando e rimodulando e arricchendo la nostra offerta. Ma tutto ciò da subito, oggi è già domani. Non permettiamo alla paura di impossessarsi della nostra anima e del nostro cervello, usiamo la paura e il panico che oggi ci angoscia e ci pervade come strumento di lavoro per reagire e cambiare le cose. Per trasformare il nostro becero individualismo in occasione di crescita collettiva».

Bei propositi, ma bisogna metterli in pratica.

«Questo accade solo se si agisce insieme, attraverso una rivoluzione sistemica, che sia la volta buona? Alla politica di casa nostra una esortazione accorata: riflettete prima di pensare. Ai miei concittadini ricordo di pretendere dalla governance politica, soprattutto quella locale, di dare risposte certe e non demagogiche e nelle future scelte elettorali che siano più preparati e professionali di noi, per affrontare le lobby di funzioni e i ruoli della politica. Vorrei aggiungere un’ultima cosa, la più importante, se posso…».

Prego.

«Restiamo tutti in casa, più siamo ligi alle regole e prima tutto questo finirà».

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