CRONACA

Lagnese “benedice” i turisti: «Benvenuto a Ischia, bella da stupire»

In una lettera diffusa dalla Diocesi il vescovo d’Ischia saluta e ringrazia coloro che sceglieranno l’isola come meta delle proprie vacanze ma dedica un pensiero anche ai lavoratori del settore

“Carissimo/a, il Signore ti dia pace! Benvenuto a Ischia e grazie per averla scelta come meta per alcuni giorni di vacanza. La tua presenza sull’Isola chiama tutti noi che l’abitiamo ad amarla e a rispettarla e, in particolare, sollecita coloro l’amministrano a prendersene cura, perché sia sempre più custodita e valorizzata”. Inizia così il messaggio che il vescovo d’Ischia, s.e. mons. Pietro Lagnese, ha indirizzato a coloro che si recheranno sull’isola verde per un periodo di villeggiatura ma contemporaneamente anche alle migliaia di lavoratori del comparto turistico che con il loro sudore ma soprattutto la loro disponibilità e professionalità consentono all’ospite di conservare un degno ricordo della loro visita a Ischia. Il pastore della Diocesi isolana aggiunge: “È proprio bella la nostra Isola! Quest’anno, percorrendola spesso a piedi a motivo della visita pastorale, l’ho sperimentato ancora meglio. Attraversando il suo variegato territorio l’ho scoperta davvero singolare, unica nel suo fascino, un giardino recintato dal mare. Nell’ammirare la bellezza dell’Isola, spesso mi capita di provare un senso di stupore. E mi viene quasi spontaneo pensare a Dio, alla creazione e a quella esclamazione del libro della Genesi: ‘E Dio vide che era cosa buona’. E anche io mi dico: Ischia è cosa buona!”.

Lagnese poi continua rivolgendosi sempre idealmente al turista: “Ti auguro di poter fare la stessa mia esperienza e dire insieme a me: ‘laudato si per Ischia!’. Vorrei che, stando qui sull’Isola, tu potessi riconoscere l’amore di Dio per la terra, per questo mondo, per le cose create, per le donne e gli uomini di oggi e di sempre; vorrei che tu potessi sperimentare l’amore che Dio ha per la vita! E per te! Ti auguro di sentirti amato. La tua presenza sull’Isola ti aiuti a riscoprirti parte della creazione e a riconoscerti anche tu cosa molto buona! Sì, ciò che Dio disse nel contemplare l’uomo uscito dalle sue mani, vorrei che lo dicessi pure tu di te stesso: ‘sono cosa molto buona!’ E vorrei che lo pensassi per ogni persona. In fondo Dio si è fatto uomo anche per questo! Possano questi giorni di vacanza farti ritornare a casa con un altro sguardo sulle cose, sulla vita, su di te, sulle persone che ti circondano, su quanti ti sono cari o, semplicemente, incontri per strada, E che tu possa dire di ognuno: è cosa molto buona!

È un dono! Sarebbe una rivoluzione! Forse proprio da questa consapevolezza potrebbe nascere una nuova passione per la vita, per il creato, per la costruzione di un mondo più pulito, più giusto, più fraterno e solidale. Se gli altri sono un dono, se sono una cosa buona, allora tutti vanno difesi e rispettati sempre e, sempre e comunque, accolti; allora i muri e le barricate non solo non sono necessari ma possono rendere il nostro mondo soltanto più povero e triste”.

Come detto in apertura di servizio, c’è un pensiero anche alle maestranze del comparto che di fatto regge l’economia isolana ai quali Lagnese si rivolge così: “Nell’augurarti buon soggiorno a Ischia, desidero salutare pure i tanti isolani che lavorano nel settore turistico: anche quest’anno forse saranno sottoposti a turni di lavoro stressanti e per molti sarà difficile la stessa partecipazione alla Messa domenicale. Spero che per tutti ci sia un giusto riposo e una remunerazione equa e regolare. A coloro che non potranno permettersi neppure qualche giorno di vacanza e, in particolare, ai poveri, agli anziani e ai malati assicuro la mia speciale preghiera. Dio ricompensi coloro che, anche in estate, si prenderanno cura di loro! A tutti il mio saluto e la benedizione del Signore”. Parole e auspici al miele, soprattutto quando si parla di “equa e giusta remunerazione”. La speranza è che questo principio possa essere applicato da tutti gli imprenditori. Magari, non ce ne voglia il vescovo, partendo proprio da quelli che la domenica la chiesa la frequentano eccome, battendosi anche il petto.

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