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L’agrario chiuderà i battenti, non ci sono nuovi iscritti

di Isabella Puca

ISCHIA – L’indirizzo di agraria dell’istituto Telese chiude i battenti. Cinque i nuovi iscritti al nuovo anno, troppo pochi per l’ufficio scolastico provinciale. È di quest’ultimo, infatti, la decisione, lo stesso Ufficio che aveva dato l’ok, era il 2014, per l’istituzione di questo nuovo indirizzo che sembrava essere la chiave di volta per un più roseo futuro dell’isola. La doccia fredda è arrivata alla fine di un anno scolastico che, per i ragazzi iscritti al nuovo indirizzo, sembrava essere stato davvero buono. Tante esperienze, laboratori e soprattutto utili nozioni da mettere subito in pratica. I ragazzi e i professori ce l’avevano messa davvero tutta, ma le sorprese per loro non sono finite. Non soltanto è stato cancellato l’indirizzo, ma quelli che a settembre avrebbero dovuto frequentare il secondo anno saranno costretti o a cambiare indirizzo oppure ad andare a Licola, è lì infatti che c’è l’istituto agrario più vicino. Da ieri, tra i ragazzi iscritti al secondo anno e non solo, circola un post su facebook che annuncia la sconfitta di questa battaglia, iniziata, ormai più di due anni fa. “Nella vita non si finisce mai di imparare, e vale anche e soprattutto quando si parla della scuola. Lo scorso anno alcuni ragazzi scelsero l’indirizzo Agrario appena istituito presso l’Ipsar “Telese”.

Tante belle parole, tanti concetti ribaditi: sarete dei pionieri, l’isola, terra con grandi eccellenze agro-alimentari ma anche territorio dalle grandi difficoltà, ha bisogno di figure qualificate, c’è un turismo che si apre a nuove prospettive, con persone che devono avere grande e qualificata conoscenza del territorio. Intanto, tante persone, dentro, fuori e intorno a recitare il solito mantra degli stupidi: “l’agrario è la scuola per zappare la terra”. I ragazzi sono andati avanti, motivati, con i loro docenti e il dirigente, tutti impegnati nello sforzo di offrire una nuova prospettiva. Il comune di Serrara Fontana ha messo a disposizione un edificio scolastico ristrutturato e si è fatto parte attiva nel reperire un terreno dove i ragazzi potessero esercitarsi. Una decina di loro sono stati promossi in seconda, e arriva la prima brutta notizia: il primo anno vanta pochissimi iscritti. E certo, chi vuoi che iscriva il proprio figlio alla “scuola per zappare la terra”…

La seconda notizia è devastante: l’Ufficio scolastico provinciale ha soppresso anche la seconda classe. Per cui si può scegliere, impiccagione o pistola: o i ragazzi devono lasciare l’indirizzo che con tanta motivazione avevano scelto per trasferirsi in un’altra scuola, o devono andare a frequentare un altro istituto in terraferma… ce n’è uno a Licola, a due passi praticamente. Personalmente trovo assurdo che si sopprima una scuola perché ci sono soltanto una decina di alunni, specialmente quando questa scuola rappresenta una prospettiva innovativa e dalla grandi potenzialità. Ma la battaglia è solo all’inizio”. Questa situazione lascia, ovviamente, l’amaro in bocca non solo in quanti hanno investito le proprie forze, ma anche in tutti quelli che ci hanno creduto sin dall’inizio. Ci si interroga dunque su quale è stata la mossa sbagliata: forse è mancata la corretta informazione? Davvero è passato il messaggio che l’agrario era la scuola dove poter imparare “a zappare la terra”? Eppure tra le scuole medie del territorio e i l’istituto Telese la comunicazione è stata fitta e i ragazzi sembravano aver appreso il vero significato dell’istituzione di quest’indirizzo. Peccato, sembrava essere iniziata quella rivoluzione culturale tanto auspicata e invece era solo uno dei tanti falsi allarme.

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