CRONACAPRIMO PIANO

L’aliscafo si ferma a Procida, ischitani beffati

Incredibile episodio venerdì sera, il mezzo veloce della Caremar non ha proseguito per l’isola verde dopo la prima sosta. I passeggeri hanno dovuto ripiegare su un traghetto Caremar che (per fortuna) li ha attesi

Una vicenda che ha davvero dell’incredibile e che la dice lunga sul livello di approssimazione che caratterizza i trasporti marittimi da e per le isole del Golfo di Napoli, diventati ormai un vero e proprio terno al lotto. Se i pendolari hanno ormai maturato l’abitudine di recarsi su un porto e trovare magari una corsa di traghetto o aliscafo soppressa (alle volte per cause anche molto discutibili, ma questo è un altro discorso da approfondire in separata sede), venerdì sera diversi sventurati hanno dovuto provare sulla loro pelle un’esperienza tanto incredibile da apparire quasi surreale. I fatti sono davvero allucinanti. L’aliscafo della Caremar, partito alle 20.05 dal Molo Beverello e diretto a Ischia via Procida, ha raggiunto l’isola di Arturo e poi non è… ripartito per Ischia. Avete capito bene, lo scalo conclusivo è stato di fatto cancellato. Di fatto così tutti gli ischitani presenti a bordo hanno dovuto fare una tappa non prevista in quel di Procida ed hanno dovuto attendere l’arrivo del traghetto partito alle 19.30 da Napoli che – giunto sempre a Procida – li ha finalmente accompagnati a casa ponendo fine ad una assurda odissea. Tra l’altro aspettando il loro arrivo, visto che era già giunto a destinazione. Non finisce qui, però, perché per una incredibile beffa i malcapitati non essendo residenti hanno anche dovuto pagare il biglietto intero. Uno schifo allucinante che meriterebbe l’intervento delle associazioni competenti e magari anche una class action per chiedere i danni: sarebbe un modo, se non altro, per far capire che i cittadini non sono disposti a subire soprusi come quello di venerdì sera, che davvero va oltre la logica del buon senso. Per la cronaca, la decisione sarebbe stata motivata con le pessime condizioni meteo marine.

Va anche sottolineato che, secondo quanto riferiscono alcuni protagonisti di questa disavventura, i passeggeri sono stati messi a conoscenza dell’unico scalo che avrebbe effettuato il mezzo di trasporto soltanto nell’imminenza della partenza. E gli addetti alla biglietteria si sono ben guardati dall’avvertire coloro che ignari si recavano ad acquistare il regolare tagliando di viaggio. Insomma, un’altra pagina nera lungo le vie del mare che conferma una volta di più come questo settore stia pian piano regredendo. Una roba del genere trent’anni fa sarebbe stata impossibile e questo forse dovrebbe far riflettere non poco.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio