L’alluvione di Ischia del 2022: i 1095 giorni di una immane tragedia
Sono passati tre anni da quella maledetta alba che seminò distruzione e morte portandosi via dodici vita umane: un lasso di tempo in cui tanto è cambiato e ancora resta da fare. Il “rewind” di un triennio caratterizzato dalla voglia di rinascita e non solo

Il 26 novembre 2022, alle ore 05:00 circa, a seguito della pioggia torrenziale caduta nella notte (126mm in 6 ore, con picchi di 51mm l’ora), si registrò il distacco di una parte del costone del Monte Epomeo sul versante Nord dell’isola, più nello specifico in località Celario-Santa Barbara del Comune di Casamicciola Terme. Nella notte tra il 25 e 26 Novembre 2022 tra le ore 4.00 e le ore 5.00 caddero sull’isola 126 mm di pioggia in 6 ore. Troppi per un territorio fragile dominato dall’Epomeo: una colata di fango di oltre 300 mila metri cubi di terra si staccò dal versante nord del monte Epomeo, a circa 600-700 metri di altitudine, travolgendo il Celario, nella parte alta del Comune, percorrendo la rete di canyon e canaloni che solcano il pendio ripido, invadendo il piazzale del Gradone, esondando su via Santa Barbara; lì i vari rami si ingrossarono con massi e detriti, confluendo quindi verso piazza Bagni a valle di Casamicciola e Via Monte della Misericordia sino ad arrivare in mare nei pressi del Piazzale dell’Ancora, ove giunsero nell’immediatezza i primi soccorsi. Lungo il suo percorso la frana causò ingenti danni a edifici, strade, automobili, bus, mega bus turistici e territorio, provocando soprattutto 12 vittime, 5 feriti, 462 persone sfollate e 40 abitazioni colpite.56 km su un totale di 8.4 km, oltre a circa 0.1 ettari di parcheggi e piazze, su un totale 19.6 ettari dell’area interessata.
UNA CALAMITA’ COSTATA DODICI VITE UMANE
Si trattò del secondo disastro naturale in Italia manifestatosi nell’autunno 2022, dopo che 12 persone avevano perso la vita nell’alluvione delle Marche del 2022 nel mese di settembre. I dati furono emblematici, perché a partire dal primo mattino di sabato la perturbazione, molto intensa e duratura, rilasciò ben 130 millimetri di pioggia sul monte Epomeo ed altri 120 millimetri su Ischia Porto. Risulta perciò molto probabile che la colata di fango che devastò l’isola fosse stata determinata sia dalla notevole quantità di pioggia caduta sul Monte Epomeo ma anche dalla notevole pioggia di 100 millimetri assorbita dall’inizio di novembre.
SPOSTATI 300MILE METRI CUBI TRA TERRA E DETRITI
Il geologo Nicola Casagli, che nei giorni successivi alla frana ebbe il compito di posizionare sensori per osservare la montagna, stimò che la frana avesse spostato complessivamente 300mila metri cubi tra terra e detriti. Dichiarando l’evento il più violento e complesso mai visto, con zone di accumulo a diversa altezza e tutta l’urbanizzazione «abbastanza diffusa e complessa».
LA MACCHINA DEI SOCCORSI, I MORTI E GLI EVACUATI
I primi soccorsi giunti nell’immediato a seguito delle diverse chiamate di aiuto pervenute al Numero Unico di Emergenza 112, nei pressi dell’Ancora, sul lungomare di Casamicciola Terme. I primi a giungere furono i Carabinieri e i Vigili del Fuoco in servizio sull’Isola d’Ischia, che cercarono di mettere in sicurezza le persone presenti in strada, allertando altresì la Capitaneria di Porto dal momento che diverse autovetture e pullman erano finiti in mare. Nelle ore successive, oltre quaranta Carabinieri e settanta Vigili del Fuoco, provenienti dalla Provincia di Napoli si recarono sull’isola alla ricerca dei dispersi e al soccorso dei civili, lavorando nelle prime ore a mano o con le pale poiché gli escavatori non erano immediatamente disponibili. Dodici persone persero la vita durante la frana, compresi quattro bambini. Una vittima fu trovata morta subito dopo, altre sei ritrovate senza vita il giorno successivo, altri due giorni dopo e altre due il quarto giorno. L’ultima vittima fu ritrovata solo il 6 dicembre. Si trattava di due fratelli e una sorella (di 11, 16 e 6 anni) e i loro genitori; una coppia di 32 e 30 anni e il loro bambino di 22 giorni; una donna di 31 anni e una donna bulgara di 58 anni. Più di 230 persone furono evacuate dalla zona dove si verificò la frana. In tutta la zona era stata interrotta l’energia elettrica e circa 30 famiglie rimasero bloccate nelle loro case a Lacco Ameno.
IL GOVERNO E LO STATO DI EMERGENZA
Il 27 novembre il gabinetto della premier Giorgia Meloni dichiarò lo stato di emergenza per l’area e stanziato 2 milioni di euro per le operazioni di recupero e soccorso. Il 28 novembre la Regione stanziò 4 milioni di euro per far fronte alle più immediate esigenze relative alla frana di Ischia. Un’ordinanza di evacuazione fu firmata da Simonetta Calcaterra alla guida del comune per impedire il ritorno a casa di circa mille persone. Alcune, circa 350, avevano deciso di rimanere nonostante la notifica dei decreti di allontanamento, e sono a rischio di denuncia. Altre 366 furono ospitate negli alberghi. Con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 948 del 30 novembre 2022, il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione sisma Giovanni Legnini venne nominato Commissario delegato per l’emergenza.Lo stato di emergenza per l’alluvione di Ischia del 2022 cessò il 30 dicembre 2024. La fine dello stato di emergenza fu annunciata dal Commissario straordinario Giovanni Legnini, che confermò la chiusura della fase emergenziale e l’avvio della fase di ricostruzione.
L’INCHIESTA DELLA PROCURA: DISASTRO COLPOSO
Il 27 novembre la Procura di Napoli aprì un fascicolo relativo alla frana che devastò il Celario a Casamicciola Terme. Il fascicolo aveva come ipotesi di reato disastro colposo. Carabinieri specializzati della Forestale indagarono effettuando i primi rilievi utili ai pm partenopei.
L’inchiesta iniziale: Il fascicolo fu aperto a carico di ignoti subito dopo l’evento, con l’ipotesi di reato di disastro colposo. I Carabinieri specializzati della Forestale furono impiegati per i primi rilievi e accertamenti tecnici, che proseguirono parallelamente alle operazioni di soccorso. Richiesta di archiviazione: Nel luglio 2025, i pubblici ministeri hanno chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, sostenendo che, nonostante l’inerzia collettiva e gli allarmi inascoltati, non sono state trovate prove di responsabilità penali dirette che avrebbero potuto evitare l’evento, definito in parte imprevedibile nella sua violenza.
Opposizione dei parenti: Come menzionato, i familiari delle 12 vittime della tragedia si sono opposti fermamente alla richiesta di archiviazione. Gli avvocati delle famiglie hanno sottolineato che esistevano atti e segnalazioni che evidenziavano la pericolosità della zona, indicando che l’evento poteva essere previsto e, forse, evitato. Anche il Comune di Casamicciola si è opposto alla richiesta.
Decisione: L’udienza si è tenuta nel novembre 2025 davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) per discutere l’opposizione. Attualmente, il GIP si è riservato la decisione finale sull’eventuale archiviazione o sulla prosecuzione delle indagini.
900 EDIFICI COLPITI E 1.000 SFOLLATI
Il 1° dicembre nell’immediatezza dell’evento con il primo bilancio delle vittime si stimò che fossero 900 gli edifici colpiti dalla frana. A spiegarlo nel corso dell’informativa urgente tenuta nell’Aula della Camera fu il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, dando alcuni dati sulla tragedia: cinque le persone rimaste ferite, di cui una è ricoverata al Cardarelli di Napoli in gravi condizioni. Musumeci sottolineò che con 272 controlli su un totale di 950 unità abitative, erano 45 le strutture risultate danneggiate e inagibili, 56 strutture agibili ma esposte a rischio esterno, 162 le strutture agibili.Il 2 dicembre, quando mancava ancora all’appello un disperso della frana, un’allerta meteo che prefigurava un’ulteriore ondata di maltempo sulla zona della frana costrinse all’evacuazione di più di 1100 ulteriori persone.Nelle settimane successive mentre alcuni cittadini poterono potuti tornare nelle proprie abitazioni mentre altre frane di entità minore costrinsero altri abitanti ad allontanarsi.
DECRETO ISCHIA E STANZIAMENTI
A Gennaio viene approvato dal governo il cosiddetto “Decreto-Ischia” con 40 milioni stanziati. Il Consiglio dei ministri riunitosi il 9 Febbraio a Palazzo Chigi deliberò «l’ulteriore stanziamento di euro 54.200.000 per la realizzazione degli interventi in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nel territorio dell’isola di Ischia a partire dal giorno 26 novembre 2022». Il 23 marzo venne disposto il rientro a casa di circa 60 residenti di Piazza Bagni, a valle della frana, a partire dal 1° aprile successivo.
PIANO DEGLI INTERVENTI STRUTTURALI
Con ordinanza n. 4 del 31 maggio 2023 vengono predisposti i nuovi rientri graduali degli sfollati ed il via libera al Piano degli interventi strutturali urgenti per Casamicciola. Le somme disponibili: circa 60 milioni, di cui 40 milioni già stanziati dal governo con il cosiddetto “Decreto-Ischia” e 20 milioni provenienti dalla contabilità speciale del Commissario straordinario per l’emergenza Ischia. Si tratta del primo Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico. Una serie articolata di 76 interventi che prevedono un investimento complessivo di 176,724 milioni di euro. Gli Interventi per Casamicciola sono 42 interventi, di cui 18 considerati prioritari.
OTTOBRE 2023, DAL GOVERNO ALTRI 25 MILIONI
Il 23 ottobre 2023 vengono destinate ancora risorse per la gestione dello stato di emergenza nell’isola di Ischia. Il Consiglio dei ministri, dopo la illustrazione della proposta da parte del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, deliberò lo stanziamento di 24.930.000 euro, che si aggiunge a quelli precedenti di due milioni, di 54 milioni e di 1.135.000. La legge 30 dicembre 2024, n. 207, “Bilancio di previsione dello Stato per l’annofinanziario 2024 e bilancio pluriennale per il triennio 2024 – 2026 autorizzava la spesa per Ischia di 5.050.000 euro per l’anno 2025.
I NUMERI DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE DANNEGGIATO
-302 edifici danneggiati dalla frana
-630 danneggiati dal terremoto
-195 edifici soggetti a misure di protezione civile con allerta meteo
-Totale edifici distrutti dalla frana circa 50
-31 % edificato di Casamicciola Terme non accessibile
-14% edificato di Lacco Ameno non accessibile
-0,5 % edifici di Forio non accessibile
L’APPROVAZIONE DEL PDRI E DELLO STRALCIO DEL PPR
Con Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 256 del 6 ottobre 2025 è stato approvato il Piano di Ricostruzione dell’isola di Ischia per i Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno, interessati dal sisma del 2017 e dai fenomeni franosi del 2022. Stando al PdRi: 246 edifici in zone a rischio saranno “delocalizzati”. Per i possessori di detti edifici sarà dunque obbligatorio ricostruire altrove, visto che insistono su un’area di rischio massimo, utilizzando i criteri contenuti nel piano stesso, che affronta di petto il rischio sismico e idrogeologico. Per la realizzazione dei nuovi immobili, uno dei criteri che saranno seguiti è quello della riduzione del consumo di suolo, il che significa valorizzare il patrimonio edilizio dismesso, ma già esistente. Al PdRi è collegato il PPR: con Delibera di Giunta regionale n. 745 del 22 ottobre 2025 è stato approvato il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) dell’ambito territoriale identitario dell’Isola d’Ischia. La documentazione, costituente la sezione funzionale del PPR dell’ambito territoriale identitario dell’Isola d’Ischia.
L’ISOLA E LE VITTIME DI FRANA E FANGO DAL 1900 AD OGGI
Ecco nel dettaglio le vittime a causa di colate di fango, frane e alluvioni registrate a partire dal 1900 secondo i dati forniti dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr e divise per località: 24/10/1910 – Casamicciola Terme, 11 morti; 24/10/1910 Lacco Ameno, 4 morti; 3/10/1939, Collina del Montagnone, 1 morto; 18/02/1966, Forio, 1 morto; 07/06/1978 Barano d’Ischia, 5 morti; 03/08/1983 Barano d’Ischia, 1 morto; 23/03/1987, Casamicciola Terme, 1 morto; 30/04/2006, Pilastri, 4 morti; 10/11/2009, Casamicciola Terme, 1 morto; 25/02/2015, Barano d’Ischia, 1 morto; 26/11/2022, Casamicciola Terme, 12 morti.








