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L’altra faccia della crisi, ecco le “ferite”dei commercianti

Il periodo storico che stiamo vivendo ha messo in ginocchio varie attività della nostra isola come gli operatori del terziario che, tra incertezze e timori, tengono duro. O almeno ci provano…

La tempesta dell’emergenza COVID-19 sembra essere passata, ma, come ogni catastrofe, lascia dietro di sé una devastazione che si può toccare con mano. Sono tante le realtà nel nostro paese e nella nostra isola che si trovano in grosse difficoltà, a partire dal settore del turismo che ancora stenta a ripartire. I dati delle attività ricettive per ora non sono incoraggianti e i prossimi mesi sembrano essere un rebus.

I commercianti isolani sono un’altra categoria fortemente penalizzata dal lockdown. Siamo davanti a una situazione che, in effetti, ha del surreale dal momento che molti negozi hanno riaperto da poco. In condizioni normali avrebbero iniziato la stagione con il periodo pasquale, ma ciò non è stato possibile e le perdite di questi mesi sono state ingenti. Da valutare sono poi gli ingressi che arriveranno. Alcuni commercianti muovono accuse al governo per gli aiuti economici che sono arrivati in ritardo, o che in molti casi ancora non sono arrivati, mentre altri denunciano una mancanza di flessibilità da parte delle decisioni della regione Campania. Il problema è che ci siamo trovati tutti travolti da una vicenda più grande di noi e, almeno per adesso, si naviga ancora a vista perché un piano preciso di rilancio non sembra ancora esserci.

Possono essere fattiproclami e promesse provenienti da vari esponenti politici, ma la verità è che ancora troppi commercianti non sono nelle condizioni di tirare una sospiro di sollievo. Alcuni hanno deciso di non aprire perché non conveniente, altri invece stanno stringendo i denti e cercano di salvare quel poco che ancora c’è di salvabile in questa stagione. È un po’ come per gli albergatori, categoria in cui ci sono coloro che hanno deciso di non aprire per evitare spese troppo alte a fronte di ricavi stimati non proprio incoraggianti e altri che, invece, non hanno voluto aspettare il 2021 per poter riaprire i battenti. Ci sono poi settori come quello dei trasporti marittimi che portano fisicamente i turisti sulla nostra isola (aliscafi e traghetti) che da poco si è messo in moto con regolarità e il settore della ristorazione (bar e ristoranti) che sembra essere in affanno per la mancanza di clienti.

Sono da considerare anche gli esponenti del settore degli spettacoli e dell’intrattenimento, categoria ferma da febbraio e che, ad oggi, non ha una regolamentazione ufficiale da Palazzo Chigi e da altri Enti competenti in materia di sicurezza. L’auspicio ovviamente è quello che il 2020 possa dare segnali incoraggianti, almeno nella seconda parte che ci stiamo accingendo a vivere. Nel frattempo che arrivino risposte, abbiamo deciso di sondare il terreno ascoltando gli umori di alcuni commercianti isolani, esponenti delle compagnie dei trasporti marittimi e dello spettacolo che hanno voluto dire la propria opinione sulla situazione attuale e su quello che verrà.

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