L’altra strada dell’isola: un turismo lento, etico e rispettoso dell’ambiente
Ischia green: turismo sostenibile, sentieri rigeneranti e antiche coltivazioni

Di Antonio Iacono
C’è un’isola, nel cuore del Mediterraneo, dove il turismo non è solo relax e mare, ma anche cammino interiore, rispetto per la natura e ritorno all’essenziale. È Ischia, la “verde” per eccellenza, che oggi si racconta in una veste nuova: quella del turismo sostenibile, delle esperienze lente e del contatto diretto con la terra che nutre.
Epomeo: camminare per ritrovarsi
Al centro dell’isola svetta il Monte Epomeo, guardiano silenzioso e spirituale di Ischia. Salire lungo i suoi sentieri antichi, tra rocce tufacee e boschi secolari, è più di un’escursione: è una riscoperta del proprio respiro, lontano dal rumore e dalla fretta. In cima, la vista toglie il fiato e ti riconsegna un senso di pace che solo la natura sa offrire. Molti visitatori scelgono oggi vacanze attive e rigenerative, seguendo percorsi naturalistici, itinerari a piedi o in bici elettrica che attraversano zone rurali, vigneti e terrazzamenti, ascoltando storie contadine tramandate da generazioni.
Orti familiari e agricoltura che resiste
Dietro una siepe, accanto a una vecchia cantina o ai margini di una casa bianca, spuntano gli orti familiari, microcosmi di biodiversità dove si coltivano pomodori cuore di bue, basilico profumatissimo, zucchine dolcissime e varietà autoctone di legumi. Sempre più famiglie ischitane stanno riscoprendo l’agricoltura naturale, spesso in sinergia con piccoli agriturismi che aprono le loro cucine agli ospiti, proponendo piatti “a km zero”, realizzati con ingredienti raccolti all’alba.
Vini eroici e coltivazioni bio
Sulle pendici del monte o affacciate sul mare, resistono le vigne eroiche di Ischia, coltivate a mano su terrazzamenti scavati nella roccia. Il risultato? Vini intensi, minerali, vivi. Cantine biologiche come quelle di Campagnano, Serrara o Panza offrono degustazioni consapevoli, dove ogni calice racconta il lavoro, il sole, la pietra e il vento. E accanto al vino, cresce anche l’interesse per erbe officinali, olio EVO locale, miele artigianale e frutta antica, riportata in vita da giovani contadini coraggiosi.
Artigianato naturale e comunità locali
Il turismo green è anche incontro. In laboratori sparsi per l’isola, mani esperte lavorano ceramiche, tessuti naturali, saponi a base di erbe. Non souvenir qualunque, ma piccoli simboli di un’isola che vuole raccontarsi con rispetto, bellezza e semplicità. Piccoli borghi come Serrara Fontana, Buonopane o Campagnano diventano luoghi di scambio culturale, dove viaggiatori e abitanti si incontrano tra feste contadine, laboratori condivisi e racconti attorno a un bicchiere di vino. In un’epoca in cui il turismo rischia di diventare consumo, Ischia dimostra che esiste un’altra strada. Quella del turismo etico, consapevole, dove la lentezza è un valore e il rispetto per la terra una priorità. Scegliere Ischia in chiave green significa abbracciare un ritmo diverso, entrare in punta di piedi in un territorio che ha tanto da insegnare. Significa anche contribuire, nel proprio piccolo, a un futuro più sostenibile — per l’isola e per noi stessi.





