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“L’altra violenza” di Angelo Pisani: se l’aggressore fosse stato uomo, il caso Sangiuliano-Boccia

L’avvocato Pisani denuncia l’asimmetria della giustizia nei casi in cui la vittima è un uomo. Il caso Sangiuliano-Boccia ribalta i ruoli tradizionali di carnefice e vittima, mostrando come stalking e potere possano intrecciarsi al di là del genere. Quando la giustizia “fa sesso”, perde la sua neutralità

Di Francesco di Meglio

Nel suo ultimo libro “L’altra violenza – Se questo è ancora un uomo”, l’avvocato e scrittore Angelo Pisani affronta un tema spesso trascurato nel dibattito pubblico: la violenza di genere subita dagli uomini. Un testo che, come suggerisce il titolo, richiama con forza il diritto alla dignità e alla protezione di tutte le vittime, senza distinzioni basate sul sesso. Tra i casi raccontati nel volume, spicca quello dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, oggi inviato Rai a Parigi, al centro di una vicenda giudiziaria che ha visto coinvolta la sua ex compagna Maria Rosaria Boccia.

Il caso giudiziario

Secondo quanto riportato dalla Procura di Roma, Boccia sarebbe indagata per stalking, lesioni personali, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione. I pubblici ministeri parlano di condotte “ossessive e di penetrante controllo” che avrebbero provocato a Sangiuliano un “perdurante e grave stato di ansia, forte stress, dimagrimento, pensieri suicidi”, fino a spingerlo a modificare radicalmente le proprie abitudini, rinunciare a incarichi pubblici e isolarsi.

Pisani, nel libro, dedica un capitolo specifico a questo caso, sottolineando la necessità di superare gli stereotipi che associano automaticamente l’aggressore alla figura maschile e la vittima a quella femminile. “La storia di Sangiuliano dimostra che la violenza non ha sesso,” scrive l’autore, aggiungendo che ogni vittima – uomo o donna – ha diritto ad essere creduta, tutelata e difesa.

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Violenza e giustizia: un dibattito ancora aperto

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Il libro di Pisani vuole scardinare l’idea che l’uomo, in quanto tale, non possa essere vittima. E lo fa anche con una provocazione: “Se la Boccia fosse stata uomo,” afferma Pisani, “sarebbe stata subito colpita da una misura cautelare. Invece oggi può difendersi da libera.” Un passaggio che apre un dibattito sulle presunte asimmetrie nei procedimenti giudiziari quando la vittima è un uomo.

Non manca nel testo un riferimento alla giornalista Selvaggia Lucarelli, che – secondo l’autore – avrebbe espresso solidarietà agli uomini vittime di abusi e discriminazioni, e una critica durissima alla recente legge sull’“ergastolo da femminicidio”, definita da Pisani “una norma palesemente incostituzionale”.

Il paradosso della riservatezza

La vicenda ha avuto anche un risvolto mediatico. Maria Rosaria Boccia, infatti, ha recentemente accusato la stampa di “gravi lesioni alla sua riservatezza”, suscitando non poche reazioni critiche. Come fa notare qualcuno, è singolare che a parlare di tutela della privacy sia la stessa persona accusata – tra le altre cose – proprio di interferenze illecite nella vita privata di un altro.

Una battaglia culturale e legale

In definitiva, “L’altra violenza” non è solo una raccolta di storie o un atto d’accusa verso un sistema percepito come sbilanciato. È anche un manifesto politico e culturale che chiede pari attenzione e protezione per tutte le vittime di violenza, superando una narrativa spesso monodirezionale. Pisani non nega l’esistenza della violenza maschile, ma chiede che non venga ignorata quella femminile.

Nel capitolo dedicato a Sangiuliano, l’avvocato invita a riflettere su un altro punto fondamentale: la giustizia, se vuole essere davvero giusta, non può avere sesso.

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Un commento

  1. Sono vittima di violenza bella mia ex . Le è stato assegnato il figlio e la casa coniugale. Adesso, mio figlio subisce ciò che ho subito io: violenza psicologica fino a farlo uscire da casa, oppure andare a mangiarsi il piatto di pasta chiuso in bagno per non doverla sentire mentre mangia. Altre volte, prende la macchina e va a mangiare e a dormire dalla nonna ..

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