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‘L’amica geniale’, stasera la serie dell’anno debutta su RaiUno

Gianluca Castagna | Ischia – Riflessiva, affettuosa, gentile l’una; caparbia, coraggiosa e tempestosa l’altra. L’una bionda e paffuta, l’altra nera e quasi rachitica. Insieme si tengono la mano in un rione popolare di una città, luminosa e miserabile, appena uscita dal dopoguerra. Dove la brutalità è dietro l’angolo e l’odio si tramanda di generazione in generazione. Nei vicoli, fra palazzi scuri e segreti che sembrano galere, due bambine percorrono come possono la strada polverosa della vita. Tra ignoranza, misoginia, violenza, pietre in faccia, padri furibondi che ti scaraventano fuori dalla finestra e madri, anch’esse figlie di un mondo misogino, che affiancano l’amore con l’invidia, la solidarietà con l’impotenza.
Lila e Lenù. Compagne di giochi, ragazzine curiose e ribelli, amiche legate da sentimenti che, come spesso accade, somigliano all’amore, pur nutrendosi di gelosia, competizione, nostalgia e rimpianto.

L’attesa è dunque finita. Stasera per tutti gli appassionati dei romanzi di Elena Ferrante è arrivato il momento di accendere la tv e godersi su RaiUno, in prima serata, le prime due puntate de “L’amica geniale”. Serie evento per la regia di Saverio Costanzo, prodotta da Hbo e Rai Fiction con Tim Vision. Un lancio in grande stile (tutta Napoli è tappezzata da grossi manifesti che ne annunciano la programmazione), nel periodo in cui gli italiani sono incollati davanti al loro elettrodomestico preferito. Scopriremo dunque che faccia avranno due dei personaggi più amati dei lettori di tutto il mondo, come sarà raccontata – per immagini – la loro salvezza e la loro maledizione, come si è trasformata l’Italia in 50 anni intorno a queste due giovani donne le cui vite, così diverse come la loro personalità, resteranno ineluttabilmente intrecciate. A conti fatti, chi delle due è la vera amica geniale? Lettori e spettatori daranno alla fine la propria risposta. Gli isolani, poi, avranno qualche motivo in più per restare inchiodati sulla poltrona: a Ischia sono ambientate alcune scene della serie (girate tra giugno e luglio), come peraltro avveniva sulla pagina scritta. Bisogna però avere un po’ di pazienza. Ischia apparirà infatti solo nel sesto episodio (in onda martedì 11 dicembre), da titolo – inequivocabile – de “L’isola”.
Episodio centrale soprattutto per una delle due ragazze: Lenù. Ospite a Barano di Nella, una cugina della maestra Oliviero, la ragazza ritrova per caso i Sarratore, una famiglia che viveva nel suo stesso rione e che a Ischia sta passando le vacanze estive. L’occasione di poter stare accanto a Nino, il ragazzo di cui è segretamente innamorata, le fa provare emozioni nuove, anche se il giovanotto va avanti e indietro da Napoli e mantiene un rapporto difficile con il resto della sua famiglia. Nino è diverso da loro, silenzioso e pure scontroso, in guerra aperta (e dichiarata) con il padre Donato, uomo ambiguo con velleità intellettuali. Quando Lenù viene a sapere da una lettera di Lila che la sua amica è in difficoltà, decide di tornare a Napoli il prima possibile. E’ il giorno del suo 15esimo compleanno, quando il capofamiglia le chiede di rimanere. Quella notte, nella casa di Barano, è il padre di Nino, a sorpresa, a baciarla e a tentare di stuprarla. La mattina seguente Lenù fugge dall’isola.

Cosa vedremo stasera? Il plot, almeno quanto se ne può raccontare per non incorrere nel reato di spoiler (oggi considerato passibile della pena capitale), ricalca con una certa fedeltà toni e andamento del primo romanzo. Una telefonata annuncia la misteriosa sparizione di Lila. Lenù apre il pc e comincia a scrivere la storia della loro amicizia. Un legame (e un conflitto) destinato a durare nel tempo, tra ciò che le unisce e ciò che inevitabilmente le separa (un diverso destino scolastico sarà la prima, dolorosa ferita).
Saverio Costanzo è consapevole della sfida. «Quando ho letto i romanzi mi sono sentito come sulle montagne russe, non sapendo cosa mi aspettava a ogni svolta. Elena Ferrante stabilisce un rapporto molto fisico con i lettori, abbiamo cercato di mantenerci fedeli a quella densità letteraria».
Intanto, al di là degli esiti televisivi, già si lavora ai prossimi capitoli. Tra le strade e i palazzi del rione Luzzatti, ma anche sui set (naturali?) di un’isola che, nella seconda stagione (“La storia del nuovo cognome”), avrà uno spazio certo maggiore. Ancora con Saverio Costanzo alla regia. «Stiamo scrivendo la sceneggiatura». Con Francesco Piccolo e Laura Paolucci. E la leggendaria Elena Ferrante.

Gli elogi della critica Usa
Con la messa in onda dei primi quattro episodi de “L’amica geniale” sulla rete americana HBO (in dialetto napoletano e sottotitoli), è riesplosa, negli Stati Uniti, la Ferrante-mania. Giornalisti, scrittori, attori e registi hanno promosso la serie tv. Ma come si è espressa, nello specifico, la stampa americana? Per il magazine “Rolling Stone”, la versione tv de “L’amica geniale” è «una bella botta emotiva».
Per il settimanale «New Yorker», più raffinato ed elitario, le otto puntate dirette da Saverio Costanzo sono «uno spot di Prada sul malessere della classe operaia ma con accenti di umile tenerezza. L’adattamento è fedele ma non servile». Applausi arrivano anche dal “New York Times”, che ne parla come di «un intimo poema epico particolarmente riuscito», e da “Entertainment Weekly” che scrive «una saga avvincente diretta benissimo e con un ottime quartetto di protagoniste, una vivida rappresentazione della storia come un incubo dal quale le protagoniste cercano di svegliarsi». Il magazine anticipa anche qualche commento sulla puntata “ischitana” scrivendo che « la vacanza estiva su un’isola diventa il palcoscenico per un flirt adolescenziale che lascia il posto a una sequenza quasi insopportabile in camera da letto».
La CNN ha definito i primi sei episodi «fantastici», mentre il “Wall Street Journal” ne parla di «racconto avvincente, dal quale il pubblico rimane conquistato per via della sua ammirevole intimità» Dal “Boston Herald”, infine, un invito ai telespettatori americani: «Non lasciatevi intimidire dal dialetto stretto. Abbandonatevi al viaggio.» (Gia.Ca)

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