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Lamonica: buona partecipazione, ora intervenga la politica

di Marco Gaudini

 

ISCHIA – E’ sicuramente stata molto partecipata, l’audizione della IV Commissione Trasporti della Regione Campania,  chiesta da più parti, su un tema nevralgico per la nostra isola, che si è tenuta giovedì scorso. Oggetto della riunione: “Audizione sul tema problematiche trasporti marittimi isole della Regione Campania”. Tanti erano gli invitati all’incontro, che è stato fortemente voluto dalla Consigliera Regionale “isolana” Maria Grazia Di Scala, e chiesto a gran voce dalle tante associazioni che si battono per la tutela dei diritti degli utenti del trasporto, e formalmente chiesto con un nota dal  Consigliere, nonché Comandante della Polizia Locale di Casavatore, Antonio Piricelli. Alla Commissione erano infatti convocate: tutte le autorità militari delle isole, a partire dalla Capitaneria di Porto delle isole del Golfo, nonché il Comandante dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Invitato anche il Dirigente del Commissariato di Ischia, gli amministratori delegati delle compagnie di navigazione, operanti nel Golfo partenopeo, le sigle sindacali ed il Direttore dell’Ospedale Rizzoli. Inoltre erano invitate le numerose associazione ed i comitati che in questi anni, si sono battuti e continuano a farlo, in difesa del trasporto pubblico, e per un miglioramento dei servizi della mobilità, che erano tutte presenti. Tra di loro Nicola Lamonica, presidente dell’AUTMARE – Ass.ne Utenti del Trasporto Marittimo del Golfo di Napoli, che ha valutato molto positivamente la grande partecipazione dei numerosi soggetti, inviati a vario titolo:«ritengo che è positiva la partecipazione, ma limitare tutto il ragionamento intorno al piano orario, costituisca un limite di fondo da superare. È positivo, senz’altro, così come si è concluso, giovedì, legare la mobilità non solo ai diritti: lavoro, tempo libero e cultura, ma anche all’economia ed al turismo. Questa che è stata la conclusione del nostro incontro è certamente un punto molto importante. Quindi partiamo, per raccontare questo incontro, da due fatti positivi: partecipazione convinta e tendenza politica a legare la mobilità ad altri importanti aspetti della vita».

 

Bene, sembra un ottimo momento di confronto, ma qual è dal suo punto di vista, l’attuale situazione?

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«Noi abbiamo un mercato bloccato, il caos nel periodo invernale, tempi di percorrenza indignitosi, qualità zero su alcune unità navali, nonché tariffe economiche proibitive, se le rapportiamo ai salari ed alle difficoltà economiche delle tante famiglie. Tenga conto che ogni volta che vado a Napoli per fare attività politica o culturale, o altro, torno sull’isola con venti euro in meno. Ciò significa, che una persona che vuole partecipare alla politica, alla vita culturale e sociale del napoletano, si trova, in qualità di residente dell’isola d’Ischia, in condizioni di “svantaggio”, rispetto a coloro che vengono dalla terraferma. Dobbiamo pertanto puntare sul biglietto terra-mare: ciò significa stabilire una cifra, che ci deve consentire di prendere un autobus sull’isola, giungere al porto, imbarcarsi, arrivare sulla terraferma e prendere, se è il caso, un bus anche lì. In questo modo, sapremo con certezza la spesa da affrontare».

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Quali sono secondo lei le altre esigenze?

«Abbiamo una situazione a terra da “terzo mondo”. In particolare al Molo Beverello, per non parlare di quello che c’è, o meglio non c’è, a Pozzuoli. Positivo tutto quello che si è detto in Commissione su queste vicende, ma adesso andiamo a risolverli i problemi. Ricordiamo infatti, che alcuni di questi sono strutturali, e se non agiamo sulle normative non riusciremo a risolverli. Ad esempio per ciò che concerne le corse residuali e le eventuali gare da fare, esiste un regolamento che va a vantaggio di chi ha già le linee. Questo regolamento va superato, e giovedì in Commissione nessuno ne ha parlato. A me pare che la politica che da tempo sta facendo la Regione Campania, sia precaria, per usare un esempio appropriato, si viaggia a vista. Nessuno infatti, nessuna parte politica, si meraviglia, o si è meravigliata, dell’atto monocratico, con il quale il Presidente De Luca ha privatizzato la Caremar. Atto che sta già determinando i suoi effetti negativi, sul lavoro e sull’occupazione. Per superare questo che ritengo “un atto di arroganza politica” sia necessario che si esprima il Consiglio Regionale. Teniamo conto che l’atto deliberativo, più grave si è fatto con la Giunta Caldoro, quando in piena campagna elettorale, a cinque giorni dal voto, si è fatto un atto per dare 2 milioni circa ai privati. De Luca, non ha fatto altro che avallare quell’atto, che invece andava impugnato, per poi ridiscutere il tutto. Per questo io vorrei che adesso parli la politica. Inoltre è necessario prevedere delle corse veloci da e per Pozzuoli e quindi abbiamo bisogno per legare tutta la mobilità al turismo, di far vivere ai nostri turisti l’area flegrea, con mezzi veloci e dignitosi. Il mio appello quindi è che si riunisca il Consiglio Regionale, che ha il compito di riacquisire il suo ruolo sulla tematica, un ruolo di indirizzo».

 

Come risponde a chi dice che l’atto di De Luca, quello della privatizzazione della Caremar, vista la sentenza del Consiglio di Stato, era praticamente un atto dovuto?

«La sentenza era rispetto alla gara, non alla scelta rispetto alla privatizzazione. Non ha detto che è giusta la privatizzazione, come non ha detto questo la Comunità europea. Proprio in relazione a ciò, in termini di autotutela, De Luca avrebbe dovuto dire, che finché insistono ben quattro ricorsi dinanzi al TAR, io blocco tutto, do la parola al Consiglio Regionale ed applico la Legge Regionale, che invece hanno messo sotto i piedi» – ha concluso Nicola Lamonica.

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