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Lamonica: «De Luca spezzi il “cartello” marittimo nel Golfo»

Di Francesco Ferrandino

downloadISCHIA – Ci risiamo. Un nuovo sconcertante episodio che va ad aggiungersi a vari altri (l’ultimo dei quali solo una settimana fa). Ci è stato infatti segnalato che in relazione alla corsa dell’aliscafo Caremar in partenza ieri alle ore 7:10 da Ischia, la biglietteria abbia rifiutato la possibilità di acquisto del biglietto, e quindi dell’imbarco a una trentina di persone, con la motivazione che i posti rimasti liberi sull’imbarcazione erano riservati agli utenti procidani. Peccato che una volta arrivati a Procida si sia imbarcata una sola persona, danneggiando in tal modo gli utenti ischitani che si sono visti negare la possibilità di raggiungere Napoli a bordo di tale corsa. Un episodio che la dice lunga sulla superficialità e l’approssimazione con cui spesso viene gestito lo strategico settore dei trasporti marittimi del Golfo. «Un episodio inqualificabile – afferma Nicola Lamonica, presidente dell’Autmare – che evidenzia i vantaggi che deriverebbero dal mettere “in rete”, cioè in costante comunicazione con l’utenza,  entrambi gli sportelli di Ischia e Procida: si potrebbe non soltanto ottenere una perfetta coordinazione volta a servire in modo ottimale gli utenti, ma anche per arrivare a deroghe rispetto al normale numero di posti riservati ai procidani. E per coloro che partono da Procida non è impossibile pensare a un minimo preavviso, costituito da quei famosi 20 minuti precedenti la partenza, per esprimere la propria intenzione di prenotarsi tramite sito, e-mail, sms e altri sistemi on line con cui inviare i propri dati per la partenza. Considerando anche gli abbonamenti sottoscritti, si potrebbe avere sempre sotto controllo il numero degli utenti isolani per le singole corse, evitando pasticci come quello segnalato ieri. Lo ripetiamo da tempo: c’è la necessità di mettersi intorno a un tavolo e discutere, magari arrivando anche a stabilire in via definitiva un aliscafo apposito per l’isola di Procida». In generale, però, restano sul tappeto problemi anche più gravi, come la perenne incertezza su orari e corse notturne, di cui si parla in questi giorni: «Noi dell’Autmare abbiamo sollevato il problema. Il quadro orario Caremar è superato, abbiamo proposto di ritoccarlo inserendovi tutte le necessità delle isole di Ischia, Capri e Procida, ma non ci hanno ascoltato. Tutti hanno pensato di far quadrato intorno alla scelta scellerata dell’assessore Vetrella, in base alla quale ci troviamo oggi a incrementare nuovamente il contributo pubblico per questo servizio. Io sono contrario al principio della gara, ma ammettiamo per un momento tale logica: se avessero indetto una gara comprensiva di tali orari notturni, poco profittevoli ma fondamentali, oggi avremmo piena garanzia per i servizi essenziali che assicurano gli approvvigionamenti quotidiani, pur a costo di avere una corsa diurna in meno. Invece ora siamo nuovamente con l’acqua alla gola». In concreto, cosa pensa che succederà nell’immediato? «Il copione è facilmente prevedibile. Per le settimane prossime, tramite il solito gioco al rialzo, si effettuerà una nuova proroga per la Caremar, e ulteriori soldi pubblici finiranno nelle tasche degli armatori privati». Giovanni Lombardi, come portavoce dell’Atec, ha lanciato la proposta di una gara per assegnare in via stabile e definitiva le corse notturne: «Sì, ma Lombardi dovrebbe andare oltre e dire altro, e cioè che in questa gara  una delle condizioni necessarie deve essere quella di escludere tutte le compagnie che fanno parte del “cartello” del Golfo. Si riuscirà a farla in questo modo? Ecco il motivo per cui sono contrario in linea di principio alle gare, perché in un modo o nell’altro se le gestiscono sempre i soliti noti, cioè Snav, Medmar, Alilauro e compagnia. In questo modo nessun nuovo armatore potrà inserirsi e instaurare una vera concorrenza. De Luca è in grado di garantire una gara che sia VERA e non fittizia? Il neogovernatore regionale finora ha fatto annunci, anzi, l’abbiamo sentito addirittura riferirsi alla cessione Caremar come alla “risoluzione di un problema pendente”, senza nemmeno riferirsi alla privatizzazione. Le gare invece si devono fare liberalizzando la competizione imprenditoriale nel Golfo. L’attuale monopolio mascherato deve finire, deve essere spezzato. L’Atec una volta per tutte dovrebbe prendere posizione, affermando di essere a favore di una reale liberalizzazione del mercato, quindi escludendo da qualsiasi gara quegli armatori che sono già dominanti, tramite l’intesa restrittiva di tipo collusivo che ho denunciato al TAR Campania dove giace il ricorso dell’Autmare». Il Professor Lamonica non ricorre a giri di parole per illustrare lo scenario e il comportamento degli attori che lo popolano: «Fin quando il Garante per la concorrenza non renderà pubbliche le sue conclusioni rispetto a  tale “cartello”, è difficile arrivare a qualcosa di conclusivo. Intanto, però, De Luca e Borrelli devono muoversi, passare ai fatti, non possiamo andare avanti con meri annunci e parole. Ci è già bastato Marrazzo, con le sue chiacchiere e i suoi trasformismi. C’è bisogno di gente che non teme la lotta, come Antonio D’Acunto, uno che per anni si è battuto da solo contro il resto del consiglio regionale. Nel frattempo mi auguro che il nostro ricorso, appoggiato anche dai 5 Stelle tramite l’europarlamentare Marco Valli, abbia presto esito positivo». L’Autmare quindi ribadisce la sua posizione a favore di una reale concorrenza di mercato nel delicato settore dei trasporti marittimi del Golfo: «Senza dubbio. Bisogna avere la certezza della piena competizione tra imprenditori, permettendo a compagnie “esterne” al contesto di inserirsi. La prima cosa da fare è la revisione del quadro orario dei servizi minimi essenziali, per liberarci dall’incertezza e dall’emergenza, e dai soliti giochi al rialzo degli armatori, sempre gli stessi anche se sotto mentite spoglie. Alla regione, prima c’erano Vetrella e Caldoro, adesso c’è De Luca: quest’ultimo avrebbe il dovere di affrontare il “cartello” e imporne lo scioglimento, oppure, ripeto, indire una gara che escluda le compagnie di tale raggruppamento, che hanno già un enorme mercato», conclude Lamonica.

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