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Lamonica–Vuoso: ambientalismo selettivo? Il silenzio su Forio che fa rumore

Quando l’ambientalismo diventa selettivo, perde forza e credibilità. E quando il silenzio pesa più delle denunce, il problema non è più l’ambiente, ma chi dice di difenderlo

Vi ricordate gli articoli di qualche mese fa? Quelli in cui denunciavamo una regia precisa dietro l’ondata continua di esposti e segnalazioni contro Casamicciola, spesso con l’effetto – se non proprio l’obiettivo – di rallentare lavori e interventi fondamentali per il territorio.

Vi ricordate le battaglie del duo Lamonica–Vuoso sul cratere del Funnulillo, sulla colmata, sul waterfront a Casamicciola? E ricordate anche le loro risposte? Sostenevano che le loro azioni non fossero attacchi all’amministrazione, né frutto di una regia occulta, ma iniziative a tutela dell’ambiente, portate avanti – a loro dire – in tutta l’isola d’Ischia, senza distinzione.

Eppure oggi, ancora una volta, i fatti raccontano una storia diversa.

Le denunce e le prese di posizione continuano puntualmente quando si tratta di Casamicciola. Si descrivono scenari opachi, si insinuano dubbi, si alimenta un clima di sospetto su ciò che si sta realizzando. Ma quando lo scenario cambia, quando ci si sposta altrove, il copione sembra interrompersi.

Mentre a Casamicciola ci sono denunce a raffica con il sospetto di una strategia mirata a rallentare i lavori. A Forio i cittadini fanno emergere segnalazioni gravi documentate da immagini evidenti. Ma l’assenza totale di proteste e denunce solleva interrogativi pesanti.

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Già in passato avevamo evidenziato una evidente incoerenza: perché il duo Lamonica–Vuoso non interviene con la stessa veemenza anche a Forio? Perché la sensibilità ambientale sembra accendersi solo in determinati contesti amministrativi e spegnersi completamente in altri?

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Oggi questa domanda torna con ancora più forza. A Forio, infatti, si stanno verificando episodi che molti cittadini segnalano come gravi: sversamenti a mare, materiali di risulta – pietre sbriciolate, ferro e altri detriti – depositati a ridosso della costa. Una situazione documentata anche da immagini che parlano da sole.

E allora il silenzio diventa assordante. Dove sono le denunce? Dove sono i sit-in? Dove sono le manifestazioni sotto il Comune? Dove sono gli esposti alla Procura?

Le battaglie del duo Lamonica–Vuoso e la loro difesa: ambientalismo dichiarato senza distinzione. I fatti attuali mettono in discussione la versione fornita in passato.

Una domanda sorge spontanea, ed è la stessa che in tanti si pongono, e che noi stessi abbiamo già posto: può essere che questo silenzio sia legato al fatto che proprio al Comune di Forio, e in particolare all’Ufficio Tecnico, lavorino familiari di Lamonica?

Non è un’accusa, ma un elemento oggettivo che merita chiarezza. Perché chi si propone come difensore dell’ambiente e della legalità ha il dovere, prima di tutto, di essere coerente.

La trasparenza non può essere a senso unico. Non si può pretendere rigore dagli altri e applicare criteri diversi quando le situazioni riguardano contesti più “vicini”.

Per questo oggi torniamo a chiedere: perché a Forio tutto tace? Attendiamo una smentita nei fatti, non a parole. Attendiamo di vedere lo stesso attivismo, la stessa determinazione, le stesse proteste viste altrove. E soprattutto, attendiamo risposte nel merito, non deviazioni, non narrazioni alternative, non tentativi di spostare il discorso.

Qui non è in discussione la storia professionale di nessuno. Qui è in discussione la credibilità di un metodo. Perché alla fine la questione è semplice, ed è impossibile aggirarla: o l’ambiente si difende ovunque, sempre e con lo stesso rigore, oppure non si difende affatto e lo si lascia a chi ci crede veramente nella tutela dell’ambiente.

Dubbi crescenti su un ambientalismo che sembra attivarsi solo in contesti specifici. L’assenza totale di proteste e denunce solleva interrogativi pesanti.

E se il silenzio diventa la regola proprio dove servirebbe alzare la voce, allora quel silenzio non è più neutralità. È una scelta. E le scelte, prima o poi, presentano il conto.

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