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L’antico borgo di ischia ponte vuol rivivere le sue origini e la sua storia “Aenaria Sommersa”, un patrimonio archeologico da sfruttare meglio

AENARIA SOMMERSA E’ UNA BELLA CARTA DA GIOCARE PER IL RILANCIO DI ISCHIA PONTE / tornare a fare turismo con tutte le risorse storiche, culturali, tradizionali ed ambientali di cuI disponiamo. Utilizzarle nel migliore dei modi per attirare sopratutto la clientela straniera. . In realtà Ischia Ponte ha a portata di mano una preziosa risorsa nascosta di cui solo di recente, se ne sta parlando, anche se a intervalli a causa pure del Coronavirsu, con cognizione di causa, I pescatori della zona sono diventati collaboratori subacquei degli archeologi della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli impegnati a riportare alla luce la storia millenaria della città sommersa

Aenaria Sommersa o Antica Ischia Ponte sott’acqua o se volete Vecchio Borgo prima che fosse identificato di Celsa sotto il mare a due passi dal Castello gi Gerone fra i vecchi scogli di Sani’Anna

ANFORA ROMANA IN AENARIA SOMMERSA

E l’antca Torre di Micherlangelo. Tornare a parlarne ed avvertire forte il sapore della storia è importante ed utile soprattutto. Specie ora che crediamo di essere quasi nel dopo-Coronna virus che sta vedendo il paese riprendersi con tutte le sue attività di terra e di mare lentamente con la speranza che si rilanci anche l’economia locale. Un pò di turista sta arrivando e da oggi è pure non obbligatorio indossare la mascheria all’aperto. Quindi il nostro interesse è tornare a fare turismo con tutte le risorse storiche, culturali, tradizionali ed ambientali di cu disponiamo. Utilizzarle nel migliore dei modi per attirare sopratuto la clientela straniera. Aenaria sommersa fra tanto, è una bella carta da giocare.

GRAFICO DELL’ INTERA AREA MARINA
ARCHEOLOGICA ALLA SCOPERTA
DI AENARIA SOMMERSA

In realtà Ischia Ponte ha a portata di mano un patrimonio storico-archeologico-culturale nascosto di cui solo di recente, se ne sta parlando, anche se a intervalli a casa pure del Coronavirsu, con cognizione di causa. A farlo non sono gli ischiapontesi, legittimi depositari a propria insaputa del tesoro “segreto”, ma una Organizzazione operante in loco composta da esperti sub, archeologi sotto marni e studiosi della materia, identificabile nell’Associazione Marina di S. Anna, nell’Associazione Archeologica e nel Consorzio Ischia Ponte. Sigle che conducono ad un unico progetto di portata storico-ambientale, in cui ciascun organismo vanta un suo ruolo individuale attivo.

LA BARCA A SPECCHI PER AMMIRARE I FONDALI

Pare però che i soli cittadini di Ischia Ponte, sotto l’ala protettrice ( ? ) del Consorzio, sono stati o si sentono tagliati fuori da tutte le fasi dell’importante operazione che riguarda la scoperta della propria storia sommersa, di quella che fu la vita in frammenti dell’antica Aenaria, con testimonianze archeologiche dirette di lastricati, opere murarie, oggettistica in ceramica di svariate forme e dimensioni e da ultima del ritrovamento recentissimo di un’ancora dell’era romana. La quale ancora è comparsa tra la sabbia dei fondali, complice l’ultima sciroccata, appena all’esterno dell’area archeologica della baia di Cartaromana, a Ischia.

LA BARCA CON FONDO DI VETRO PER
AMMIIRARE I FONDALI E LE SCOPERTE
DI AENARIA SOMMERSA

E i ragazzi della Marina di Sant’Anna, che da otto anni si occupano, con la regia della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei – del recupero dei reperti della città sommersa di Aenaria, quasi non credevano ai propri occhi. Quindi l’ultimo, sorprendente ritrovamento nel mare che bagna Ischia è il ceppo in piombo di un’ancora romana: la punta di una marra ha catturato l’attenzione di uno degli operatori, Gaetano Lauro. Scoprirla e portarla a galla è stato complesso ed emozionante, come mostra un video di “Navigando verso Aenaria”. Che parte ha Ischia Ponte di fronte a tutto questo ?

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LA BARCA CON SPECCHI PER VEDERE I
FONDALI DI AENARIA SOMMERSA

La nuova sede in Via San Giovan Giuseppe della Croce dove è possibile, a pagamento (le scuole pagano) vedere i filmati, per la verità interessantissimi, di Aenaria Sommersa realizzati nelle operazioni di scavo e di ricerca, non è sufficiente per vedere coinvolto tutto l’antico Borgo di Celsa in prima persona attraverso almeno un gruppo di suoi rappresentanti in grado di promuovere iniziative mirate, affinchè Ischia Ponte e la sua gente insieme possano trarre i benefici auspicati. Senza dubbio suggestiva e misteriosa, è lacittà antica di Aenaria che tra il130 e il 150 d.C venne completamente sommersa a causa di una calamità naturale.

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LA RICOSTRUZIONE GRAFICA AL DIGITALE DELL’ANTICA AENARIA CON CASE, SPIAGGIA MARE E SCOGLI

La città, che affaccia nel cuore della baia di Cartaromana ad Ischia, venne scoperta soltanto nel 1972 da due subaquei ischitani, Rosario D’Ambra e Pierino Boffelli, che durante l’immersione vennero a conoscenza di alcuni reperti sommersi che subito sottoposero all’attenzione del sacerdote archeologo di Lacco Ameno Don Pietro Monti. Recuperare la città portuale da metri e metri di profondità è impossibile, ma da qualche anno è nato un progetto che ha l’obiettivo di riqualificare e valorizzare l’area con alcune visite guidate che conducono i visitatori alla scoperta della zona archeologica sommersa.

L’ARCHEOLOGA ALESSANDRA BENINI
CON UN COLLABORATORE SUB SUL
MOLO DI PAEDRTENZA DELLA
SPIAGGETTA DELLA CPORTEGLIA

A bordo di una barca che è ricomparsa in mare davanti alla spiaggetta della Corteglia proprio ieri mattina, con fondale a vetri è infatti possibile intravedere i resti della città. Un mondo sommerso che ha conquistato anche il quotidiano britannico “The Indipendent”. L’inviato Michael Day lo scorso anno in una sua visita a Ischia fu rapito dalla storia dell’antica Aenaria, ma anche dai tanti “pescatori” della baia. Questi negli ultimi tempi sono diventati collaboratori subacquei degli archeologi della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli impegnati a riportare alla luce la storia millenaria dellsa città sommersa: “Gran parte dei preziosi reperti – spiega Day – sono più nel cuore della piccola baia, a una profondità di sei metri o più, tra il porto sommerso e il castello Aragonese”.

NAVI D’EPOCA

E’ così che la storia di Aenaria, ora uno dei siti archeologici più importanti d’Italia tra quelli scoperti di recente, conquista il mondo. E’ anche grazie ai tanti reperti che consentono di approfondire gli usi e i costumi degli abitanti di quella che possiamo definire la “piccola Pompei sommersa” tra Cartaromana e il Castello. A dirigere l’intera operazione di ricerca e scavo nel fondale è l’archeologa fiorentina Alessandra Benini, la quale è una veterana appassionata nel settore. Il suo impegno nel progetto Aenaria Sommersa è altamente professionale.

antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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