CRONACA

L’appello dei commercianti: «Il governo ci aiuti»

Non si placa il grido di dolore degli operatori del terziario a Ischia e nemmeno l’arrivo dell’alta stagione pare riuscire a dare respiro alle asfittiche casse

di Marco Martone

Hanno riaperto i propri negozi, appena terminato il periodo di quarantena e dopo le chiusure imposte dalle disposizioni anti Covid. Un lockdown che ha messo in forte dubbio la ripresa dell’intero settore. Hanno atteso l’arrivo dei turisti, soprattutto quelli stranieri, sperando in una stagione più o meno soddisfacente. E ancora lottano, per cercare di dare una svolta ad un’estate piena di incognite. Tutti palliativi. La realtà vede il settore del commercio di Ischia Porto in netta sofferenza. Alcuni settori sono in crisi profonda, in molti casi gli esercenti sono stati costretti a chiudere la propria attività. Su via Roma, arteria principale dello shopping del comune isolano, c’è più di una serranda chiusa. Molti annunci di affittasi o vendesi, anche sulle vetrine di alcuni negozi che hanno fatto la storia del commercio isolano. C’è chi non riesce a pagare gli affitti e chi rischia di fallire. Una situazione al limite, per una categoria che comincia a fare i conti con un’estate di grande sofferenza.

“Per alcuni settori è un anno tragico”, ammette Michele Sgambati, vice presidente di Confesercenti Ischia. “Per l’abbigliamento e le calzature è un periodo di grande difficoltà, nonostante l’anticipo dei saldi. Un po’ meglio – prosegue – va per il food, ristoranti e bar. In quel caso c’è una piccola ripresa, anche se le misure di sicurezza, distanziamento e mascherine, non sempre vengono condivise dai clienti”.

L’anticipo dei saldi, scattati il 20 luglio, non ha quindi dato i risultati sperati. La categoria è stata messa letteralmente in ginocchio dalla recessione post Covid.

Si lavora nel weekend, ma in settimana i commercianti spesso trascorrono le giornate in attesa di clienti. In via Roma alcuni commercianti storici lanciano l’allarme.

“Il commercio non esiste più”, dice Annamaria D’Amico, titolare di uno dei negozi storici a due passi dal porto. “Già la scorsa stagione ha fatto registrare numeri negativi. Adesso, con l’emergenza Covid, siamo a pezzi. Speravamo nell’arrivo dei turisti, soprattutto stranieri. Invece la qualità dei vacanzieri arrivata sull’isola non è delle migliori e gli incassi sono minimi, quasi inesistenti”.

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Rabbia, quasi disperazione e impotenza, per una situazione in continua evoluzione, che rischia di portare conseguenze gravissime fino al prossimo periodo natalizio. E forse anche la voglia di protestare viene meno.
“Noi non chiediamo nulla, è il governo che ci deve pensare”, dice Maria De Luciano, altra negoziante di Ischia Porto. “Abbiamo avuto il coraggio ad aprire, nonostante i rischi, perché crediamo nel nostro lavoro e nel Paese. Il governo, però, sa come stanno le cose e ora deve darci una mano”.

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