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L’appello del presidente: «Regine e Del Deo, stringetevi la mano»

Di Francesco Ferrandino

FORIO. La pausa estiva è terminata: con quali iniziative di natura politica e pratica si riparte per Forio?

«Nell’immediato c’è il progetto di riqualificazione di tutta l’area prospiciente il bar “La Lucciola”, il piazzale “Cristoforo Colombo” e tutta la zona di fianco al pontile, il lato che dà sul mare. Esiste già un progetto, ultimato e definitio anche nei dettagli. Stiamo provvedendo ai finanziamenti: il Comune dovrebbe comunque già essere in possesso della somma necessaria a realizzare questa importante opera di riqualificazione, alla quale il sindaco sta lavorando quotidianamente mediante continue interlocuzioni con i vari enti competenti. L’opera finalmente valorizzerà una zona che per troppi anni è stata abbandonata a sé stessa. Parliamo dell’ingresso del paese, fondamentale per l’immagine di Forio, oltre che zona d’attracco per i natanti che arrivano dalla terraferma, specialmente nel periodo di alta stagione. Parallelamente, la realizzazione del progetto garantirebbe non soltanto un maggior indotto economico, ma anche nuove opportunità di lavoro per chi già opera in ambito portuale, e per i commercianti del posto. Ovviamente andranno riaggiornate le norme regolamentari riguardanti l’occupazione di suolo pubblico: sono del parere che vadano tutelati principalmente i lavoratori locali, e dobbiamo dare loro adeguate garanzie. Dovremo comunque studiare bene le linee di demarcazione tra suolo comunale e suolo demaniale, cosa che verrà fatta anche compulsando lo stesso ufficio del Demanio. Non dimentichiamo la stessa spiaggia del porto, completamente inutilizzata da anni a causa dei divieti delle varie autorità».

E’ passato un po’ di tempo ma è impossibile non ritornare su quell’episodio: quali scorie ha lasciato il clamoroso diverbio, chiamiamolo così, tra Mario Savio e Giuseppe Colella?

«È stato uno scontro, sporadico, come talvolta ne accadono durante le discussioni tra consiglieri comunali, in qualsiasi contesto politico-amministrativo. Tuttavia parliamo di due persone mature, e credo che a distanza di tempo abbiano trovato il giusto accordo ricucendo i rapporti, anche perché entrambi stanno lavorando di gran lena per raggiungere gli obiettivi dell’amministrazione che ho poc’anzi illustrato».

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La maggioranza ha perso qualche pezzo per la strada, ma come per incanto ha ritrovato Grazia Parpinel. Anche questa è una vicenda difficile da commentare, magari Le chiedo di farlo per quanto riguarda i risvolti politici, e tralasciando quelli personali…

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«Grazia Parpinel è comunque un consigliere eletto con l’attuale maggioranza, e questo rappresenta un incontestabile dato di fatto. Il fatto che abbia scelto, qualche tempo fa, di uscire dalla compagine guidata dal Sindaco Del Deo è stata una decisione che va rispettata in quanto un consigliere ha pieno diritto di scegliere il percorso politico da effettuare durante l’iter amministrativo. La scelta di rientrare nelle file della maggioranza è un  fatto positivo, anche perché la consigliera Parpinel si è immediatamente resa disponibile per gestire alcune deleghe conferitele dal sindaco, e si è già impegnata a portare avanti alcune iniziative dell’amministrazione, in particolare riguardanti il turismo e l’organizzazione di eventi, lavorando di concerto col vicesindaco, l’avv. Gianni Matarese».

L’approvazione del Puc e la delibera sui condoni che slancio possono dare alla comunità foriana e perché a suo avviso sono finiti entrambi nel mirino?

«Il piano urbanistico di dettaglio è un’iniziativa di vasto respiro, positiva per l’intera cittadinanza. Il piano, che ha già superato il vaglio della Giunta regionale e sarà all’esame del prossimo Consiglio comunale, qualificherà le diverse aree del territorio, con conseguenze favorevoli per i cittadini.  Personalmente non ho capito le critiche che sono state rivolte contro tale iniziativa, nel senso che non si è capito quali fossero i punti negativi o migliorabili. Diciamo che gran parte di tali critiche sono sembrate abbastanza strumentali. Ben vengano le critiche costruttive dell’opposizione, ma tecnicamente non vedo validi elementi a supporto. Fra l’altro, dietro all’iniziativa c’è stato un lungo e ponderato lavoro di programmazione, con l’ausilio di tecnici competenti, che spesso si sono confrontati con i responsabili degli uffici comunali. È un primo importante passo verso la completa regolamentazione della complessa materia urbanistica: mi riferisco in particolare alle innumerevoli istanze di condono che da decenni giacciono in attesa di definizione».

Un dilemma perennemente irrisolto è quello dei camion della Nettezza Urbana. È davvero impossibile trovare una soluzione o impedire comunque quello scempio che si vede ogni giorno dalle parti di Citara?  

«Guardi, io sono pienamente d’accordo con chi si lamenta dell’attuale aberrante situazione. Mi rendo conto che la questione è delicatissima, essendo davvero difficile trovare il bandolo della matassa. La burocrazia e i cavilli legali che frenano l’amministrazione nell’individuare e regolarizzare un’area dove destinare i mezzi sono tanti e difficili da superare. Tuttavia noi ci siamo resi promotori di un’iniziativa che sembrerebbe avvicinarci a una soluzione, nel prossimo autunno o al principio del prossimo anno, per poter individuare un’area dove trasferire gli automezzi, quantomeno per toglierli dall’attuale zona che, e qui sono d’accordo con l’opposizione, dovrebbe costituire uno dei fiori all’occhiello di Forio».

Il caso Torre Saracena e l’azione di responsabilità avviata da Francesco Del Deo: un’altra iniziativa che ha scatenato un bel putiferio. Qual è il Suo punto di vista?

«Quando fu notificato quell’atto, io non ero nemmeno a Ischia: mi trovavo all’estero. Di conseguenza non avevo alcuna contezza dell’atto in sé. Tuttavia posso confermare che l’iter che ha portato a questa azione nasce da una vecchia delibera approvata dalla precedente amministrazione, che disponeva appunto di eseguire l’azione di responsabilità verso gli amministratori della società partecipata “in house providing”. Successivamente, come è stato anche riportato dai media, quest’azione si è resa “necessaria” viste le certificazioni dei revisori dei conti, che nei vari bilanci hanno più volte stigmatizzato questo silenzio dell’amministrazione per quanto riguardo l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori che avrebbero, e il condizionale è d’obbligo, la società in perdita. Personalmente, non voglio scendere nel merito degli eventi che hanno portato alla grave situazione debitoria della Torre Saracena, però ritengo che la questione, al di là delle effettive responsabilità degli amministratori chiamati a rispondere e del mero aspetto di legittimità dell’azione, sia stata già ampiamente affrontata dallo stesso consiglio comunale, che con una delibera si era fatto carico di provvedere al soddisfacimento, laddove previsto, dei crediti pregressi. La Torre Saracena era comunque una “longa manus” del Comune, di conseguenza è soggetta a un controllo analogo, e gli effetti non possono non ricadere sull’ente che deve farsi carico di risolvere la questione».

Quindi l’iniziativa del sindaco Del Deo era un semplice atto dovuto? Non c’era alcun “movente” politico?

«Va assolutamente sfatata questa convinzione. Se davvero il sindaco Del Deo che è il legale rappresentante di un ente, avesse voluto realmente colpire in qualche modo i vecchi amministratori, avrebbe potuto azionare questo giudizio in una fase iniziale del mandato, mentre il tempo trascorso è stato necessario per capire effettivamente quali erano le problematiche che attanagliavano l’azienda, che fra l’altro noi abbiamo già trovato in uno stato di liquidazione, col liquidatore che ha cercato di trovare la giusta sintesi tra creditori e debitore».

Franco Regine, tra le righe, ha già annunciato di essere pronto a dare filo da torcere all’attuale compagine di maggioranza alle prossime elezioni. A volte ritornano, si dice. Lei ci crede davvero? E cosa ne pensa?

«Il dottor Regine non è certo l’ultimo arrivato, ha una lunghissima esperienza amministrativa visto che come sindaco ha governato per dieci anni il paese e per almeno altrettanti è stato ai vertici dell’amministrazione foriana. Credo comunque che la dichiarazione di Regine agli organi di stampa dopo essere venuto a conoscenza dell’azione del sindaco Del Deo, sia stata una reazione impulsiva. Le eventuali responsabilità andranno accertate a mente fredda, ma non c’è stata alcuna intenzione di colpire la persona di Regine per motivi politici. Su questo posso tranquillizzare l’ex sindaco: l’amministrazione in carica non ha agito con motivazioni politiche. Penso sia arrivato il momento che il sindaco Del Deo e il suo predecessore Regine “raffreddino” gli animi, in attesa che la giustizia faccia il suo corso, e mi auguro che non emerga nessuna responsabilità in capo ai vecchi amministratori».

Lei è avvocato di professione: come giudica la vicenda legata all’approvazione del bilancio, con i ricorsi che ne sono conseguiti?

«Sarei di parte, se scendessi nel merito di tale questione, che mi ha visto coinvolto prima come consigliere comunale, e poi come presidente del civico consesso. Tuttavia, come già ho avuto modo di dichiarare, non riesco a capire il senso di quest’azione. Mi è parso un tentativo di far cadere quest’amministrazione mediante un colpo basso, un cavillo tecnico, quindi ben lontano dalle normali regole politiche e democratiche. Un bilancio votato da nove consiglieri sarebbe stato approvato in ogni caso, anche se fossero stati presenti tutti i consiglieri comunali, quindi non si comprendono i motivi di questo attacco».

Nella parte finale di questa consiliatura in quali attività dovrà concentrarsi l’attuale amministrazione per riproporsi al paese con diverse frecce al proprio arco?

«La cosa fondamentale è cercare di uscire da questa politica “dell’emergenza” in cui l’amministrazione si è trovata dal momento dell’insediamento. I problemi sono tanti, la crisi economica continua ad attanagliare ogni livello della vita quotidiana. Dobbiamo innanzitutto uscire da questa atmosfera d’emergenza, e provvedere a regolarizzare l’ordinaria amministrazione: la pulizia, la cura delle strade e delle infrastrutture essenziali. I progetti a lungo termine sono importanti, ma a mio parere l’amministrazione deve prima pensare all’attività ordinaria giornaliera, confacenti a un comune a vocazione turistica che deve fornire ai cittadini e ai visitatori gli elementi indispensabili per la vivibilità e fruibilità del paese».

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