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L’appello della Capitaneria: «Non mangiate quei gamberetti, potrebbero essere pericolosi»

LACCO AMENO – Centinaia, addirittura migliaia di piccoli gamberetti sono stati rinvenuti sabato pomeriggio presso la spiaggia di San Montano a Lacco Ameno. Come vi avevamo già anticipato nell’edizione de “Il Golfo” di domenica, diversi curiosi che si trovavano in zona, hanno notato l’insolito fenomeno condividendo l’ecatombe di piccoli crostacei sui social. In poco tempo il tam tam della Rete ha fatto il resto portando la notizia alla ribalta nazionale.

Il fenomeno è tutt’altro che usuale, Tanto da far scattare l’allarme della Guardia Costiera che sta indagando sulle cause dell’insolito ritrovamento. Sul posto è intervenuto prontamente il personale della Stazione Zoologica Anton Dohrn che ha proceduto al prelievo di alcuni campioni per accertare le cause di questo fenomeno. Allo stato attuale l’evento sembra circoscritto alla sola spiaggia di San Montano. La Guardia Costiera sta effettuando le doverose verifiche di rito per stabilire se il fenomeno è presente anche su altri versanti dell’isola.

«Si raccomanda – dichiara il tenente di Vascello Andrea Meloni – di evitare il prelievo dei gamberetti al fine di consumo umano, non essendo note le cause del fenomeno». Sulla vicenda interviene anche Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi: «Ho chiesto all’Arpac di avviare tutte le procedure di controllo necessarie a stabilire l’eventuale presenza di agenti inquinanti che potrebbero essere all’origine dello  strano fenomeno delle migliaia di gamberetti ritrovati sul litorale di Lacco Ameno”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi.  «Insieme alle indagini già avviate dalla stazione zoologica Anton Dohrn la ritengo, ha conclus Borrelli, una misura necessaria per la sicurezza dei nostri mari e delle nostre tavole».

 

LE POSSIBILI CAUSE DEL FENOMENO

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C’è chi ritiene che il fenomeno vada interpretato come un chiaro ed evidente messaggio giunto direttamente dalle profondità marine che ci ammonisce, ancora una volta, sui danni perpetrati dall’inquinamento. I gamberetti potrebbero essere morti, in massa, intossicati da qualche sostanza tossica. Teoria che però è subito smontata da una chiara evidenza: sulla spiaggia avremmo dovuto trovare anche altre specie che vivono nella baia di San Montano morte a causa della eventuale presenza di sostanze tossiche. Qualcuno invece ci vede la mano dell’uomo. Potrebbe essere il risultato fallito di una sessione di pesca illegale, un carico scottante gettato in mare da pescatori di frodo prima che i controlli della Capitaneria di Porto potessero accertare la presenza a bordo di qualche barca della presenza di materiale illegale.

Le ipotesi si concentrano anche sulla possibilità che il rovinoso spiaggiamento sia stato causato dall’attacco di un predatore che ha portato fatalmente verso la riva l’enorme quantità di piccoli crostacei, conducendoli a morte. Al vaglio delle ipotesi, che gli esperti stanno valutando, anche la possibilità che i piccoli animaletti del mare siano emersi in massa verso la superficie per nutrirsi e abbagliati dal forte sole, che sta baciando questi giorni di gennaio la superficie del mare,  siano stati disorientati e trascinati verso riva.

Antonello De Rosa

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