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L’appello di Mitrione: «Ischia, attenta: puoi far gola alla malavita»

Lunga intervista con il comandante della Compagnia dei carabinieri di Ischia: nel mirino la profonda crisi generata dal covid che mette a rischio di infiltrazioni anche il tessuto economico isolano. Da qui l’invito a non abbassare la guardia

Senza scendere nei dettagli perché è ancora in corso un’attività di indagine, ma vorrei partire dall’ultimo episodio di cronaca dei giorni scorsi. Mi riferisco al terribile incidente stradale di Barano: è giusto affermare che dall’alto qualcuno ci abbia messo la sua “mano”, nel senso che poteva finire molto peggio?

«La drammaticità di quanto accaduto in via Vincenzo Di Meglio è evidente, è davanti agli occhi di tutti. E poi lo testimoniano i numeri: quattro veicoli coinvolti tra cui un motociclo e nove feriti. Certo che poteva andar peggio, con una dinamica del genere potevano trovarsi a transitare in zona ulteriori persone e veicoli. Il bilancio è comunque grave, perché ci sono due persone – una coppia di coniugi – le cui condizioni sono ancora preoccupanti: la donna si trova ricoverata in terapia intensiva all’ospedale Rizzoli, il marito è stato trasferito al Cardarelli di Napoli. Questo lascia intendere come l’isola, una volta ripresa la normalità nella circolazione al termine delle restrizioni più o meno rigide imposte dal covid, si rianimi della circolazione di autoveicoli. Ed è noto a tutti che qui ne sono immatricolati sessantamila, praticamente uno per ogni abitante. L’utilizzo degli stessi, di conseguenza, è frequente e spropositato».

«E’ nostra intenzione capire se a Ischia – in virtù delle considerazioni appena fatte – possono arrivare degli investimenti sospetti. Ma occorre creare un circolo virtuoso. Noi vigiliamo costantemente, i cittadini e le associazioni di categoria devono però sviluppare una critica attenzione al fenomeno e segnalare all’Arma possibili campanelli d’allarme»

Sarò monotono ma in un territorio così circoscritto, come si suol dire, corriamo corriamo ma non si capisce per andare dove. Da osservatore esterno ma da conoscitore dell’isola, che idea si è fatto di questa abitudine di certo malsana?

«Capita che gli utenti della strada commettano sovente una serie di infrazioni qui sull’isola. Penso alla guida utilizzando il telefono cellulare, oppure manovre pericolose, sorpasso in curva, mancanza di utilizzo delle cinture di sicurezza (che ricordo essere un sistema di sicurezza di altissimo profilo). Noi siamo impegnati in maniera costante con i controlli, con la fine del lockdown intensificheremo ancor più l’attività a riguardo su strada. Che, ripeto, hanno una valenza preventiva: elevare sanzioni al codice della strada vuol servire a evitare che accadano episodi come quello dell’altro giorno, se non ancora più gravi».

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L’estate promette di essere molto “sofferta” per le forze dell’ordine e soprattutto sembrerebbe già essere cominciata visti i numeri relativi agli afflussi. Si aspettava tutti questi arrivi e come si muoverà per affrontare l’incremento dei flussi turistici?

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«I 45.000 visitatori registrati a cavallo tra fine maggio e inizio giugno, uniti alla buona campagna mediatica, stanno a significare che in molti sono spinti a scoprire o recarsi nuovamente sull’isola. E questo comporta un aumento di lavoro da parte nostra, sotto tutti i punti di vista. C’è la necessità di diversificare i controlli e le attività su più fronti partendo innanzitutto dai porti con l’intento di prevenire e reprimere fenomeni quali la diffusione di sostanze stupefacenti che per forza di cose arrivano dal mare. Non è un caso che lo scorso fine settimana abbiamo effettuato un servizio straordinario anche con l’unità cinofila. Poi, visto che il covid non è finito, va prestata la giusta attenzione non soltanto ai flussi turistici ma anche agli assembramenti: e qui occorre un impegno forte per evitare di mettere a repentaglio tutto il lavoro fatto dalle istituzioni e dai cittadini».

«L’ordinanza che il Comune di Ischia sta per varare sulle affittanze estive costituisce un ulteriore strumento oltre a quello già previsto dalla legislazione nazionale, per facilitare il controllo da parte nostra, permetterci di regolarizzare il fenomeno e anche impedire quella forma di concorrenza sleale che si crea che nel settore turistico-ricettivo legale e non sommerso»

Certo in un’isola stracolma dover pensare anche al rispetto delle normative anti covid non è roba da poco.

«E’ più difficile, non c’è dubbio, in determinate circostanze e questo in particolare nelle aree di movida. Tra l’altro quando una pattuglia si imbatte in una folla deve valutare con attenzione la strategia e la modalità di intervento da porre in essere, scegliendola anche in base al momento: spesso sfugge che governare una folla può anche generare paura o tensione, sviluppando problemi di ordine e sicurezza pubblica che poi diventano complessi da gestire. Per cui il nostro controllo diventa ancora più difficile e serve un maggiore senso di responsabilità. Sempre in ottica preventiva, facendo intendere ai più giovani che siamo ancora in emergenza e che è lecito divertirsi ma farlo con raziocinio».

Tra poco ci si tornerà ad occupare di affittanze estive. I controlli hanno fatto da deterrente al punto che diversi malintenzionati da qualche anno si sono dirottati altrove per le loro vacanze estive. Adesso arriverà la nuova ordinanza del sindaco d’Ischia che mira a limitare gli “assembramenti” nelle abitazioni che esistevano anche in era pre covid, con addirittura i turni tra adulti e bambini per dormire. Che mano ulteriore darà questo provvedimento?

«Sebbene il fenomeno negli ultimi anni sia in calo rispetto al passato, nel 2021 e a maggior ragione nel periodo di agosto saremo impegnati in maniera intensa contro le affittanze abusive, un fenomeno che da una parte spesso non vede registrati gli affittuari nell’elenco web alloggiati e dall’altro vede i proprietari degli immobili incassare in contanti e dunque al nero quanto dovuto per il fitto. A questo poi si aggiunge il fatto che in questi appartamenti vengono trovati con una certa frequenza numeri di alloggiati davvero notevoli, anche in doppia cifra. L’ordinanza che il Comune di Ischia sta per varare costituisce un ulteriore strumento oltre a quello già previsto dalla legislazione nazionale, per facilitare il controllo da parte nostra, permetterci di regolarizzare il fenomeno e anche impedire quella forma di concorrenza sleale che si crea che nel settore turistico-ricettivo legale e non sommerso».

«La violenza di genere? Il mio invito è quello di di venir fuori. Abbiamo una rete fortissima con le altre forze dell’ordine, con il centro antiviolenza “Non da sola”, con i servizi sociali dei singoli comuni, una rete viva e specializzata con la quale le nostre stazioni collaborano quotidianamente. Insomma, non esitate a denunciare e far emergere il sommerso»

Quanto è auspicabile che questo provvedimento venga adottato anche dalle altre amministrazioni comunali?

«Ben vengano provvedimenti di qualsiasi natura che ci facilitino il controllo e quindi la possibilità di intervento: la finalità è quella di migliorare la qualità del turismo, le condizioni del visitatore anche in ottica di una tutela di chi sceglie Ischia come meta della propria vacanza».

Il covid ha lasciato strascichi ovunque, più che mai una realtà come la nostra che vive di un settore che è rimasto completamente paralizzato quale il turismo. C’è quella sensazione marcata che non manchi chi ha disponibilità economiche e in un momento di crisi cerchi di investire anche a Ischia in abitazioni, attività commerciali, strutture ricettive. L’isola non è fortunatamente mai stata investita da certi fenomeni, ma è il caso di tenere la guardia alta e perché?

«Il covid ha acuito senza dubbio acuito situazioni di crisi economia che magari erano già presenti anche sulla nostra isola. Questo ha comportato una maggiore e ulteriore esposizione di imprese che magari già versavano in condizioni più instabili. L’aspetto in questione può costituire un campanello d’allarme perché soffriamo una vicinanza di natura geografica ad un contesto che presenta diverse tipologie di organizzazioni criminali di stampo camorristico che hanno grandi facilità di guadagno e ingente capacità e disponibilità economica. Attualmente, come ricordava anche il nostro comandante provinciale Canio Giuseppe La Gala, le organizzazioni criminali giocano una doppia partita: da un lato hanno facilità di acquisto, e dunque possono rilevare quote o finanche intere società (soprattutto nel settore turistico alberghiero, per quanto ci riguarda), dall’altro possono partecipare – sempre per il tramite di società di comodo – alla fetta degli investimenti per il recovery fund. Per cui noi come Arma dei carabinieri, con la regia del comando provinciale, stiamo eseguendo un monitoraggio attento delle attività ed economiche del settore turistico della nostra isola».

Ischia può essere dunque una meta appetibile sotto questo punto di vista?

«Beh, è nostra intenzione capire se a Ischia – in virtù delle considerazioni appena fatte – possono arrivare degli investimenti sospetti. Ma occorre creare un circolo virtuoso».

In che senso?

«Noi operiamo e vigiliamo costantemente così come le altre forze dell’ordine, i cittadini e le associazioni di categoria in particolare devono però allo stesso tempo sviluppare una critica attenzione al fenomeno e segnalare all’Arma dei carabinieri (ricordo che abbiamo cinque stazioni operanti sul territorio) possibili campanelli d’allarme».

«Tre anni a Ischia mi hanno arricchito professionalmente. Essere comandante della Compagnia dei carabinieri di due isole è un qualcosa che ti coinvolge anche quando sei libero dal servizio. Sei una figura che spesso il cittadino guarda con attenzione e il mio atteggiamento è sempre quello di approcciarmi in ogni circostanza con la consapevolezza di trasmettere un esempio positivo»

E magari resistere anche a qualche tentazione…

«L’isola storicamente ha dimostrato di possedere una “corazza” molto spessa, in quanto sinora non ci sono mai stati grossi investimenti sospetti, questo lo dice la storia. Per cui confido molto nella realtà locale, nel tessuto dell’imprenditorialità locale. In questo senso sono decisamente fiducioso».

Anche la nostra isola non è purtroppo esente da tristi fenomeni quali stalking, violenza domestica e affini. Pian piano si prende coscienza che ci si può rivolgere tranquillamente alle forze dell’ordine, venendo tutelati dal primo istante, e in questo l’Arma è sempre stata un riferimento sui territori. Che appello lancia a chi vive oggi situazioni particolari e ha timore di denunciare quello che patisce?

«Io dico che la vittima di una violenza di genere è una vittima differente rispetto a quella di un qualsiasi reato predatorio, rendiamoci conto. Chi subisce il furto di un portafoglio, tanto per fare un esempio, corre in caserma a denunciare senza pensarci su un solo istante. Chi patisce invece la violenza di genere è doppiamente vittima, perché da un lato subisce e dall’altro magari si sente anche colpevole perché vittima di una soggiogazione psicologica. Il mio invito è quello di superare questa ritrosia, di venir fuori, perché c’è molto di sommerso. Abbiamo una rete fortissima con le altre forze dell’ordine, con il centro antiviolenza “Non da sola”, con i servizi sociali dei singoli comuni, una rete viva e specializzata con la quale le nostre stazioni collaborano quotidianamente. Insomma, non esitate a denunciare e far emergere certi episodi».

L’esperienza sull’isola la coinvolge ormai da un po’, posso chiederle cosa le ha trasmesso?

«Professionalmente, alla soglia dei miei tre anni di permanenza a Ischia, questa esperienza mi ha decisamente arricchito. E’ stata e continua a essere totalizzante, essere comandante della Compagnia dei carabinieri di due isole è un qualcosa che ti coinvolge completamente e questo non soltanto quando sei in servizio ma pure quando sei libero dal servizio. Sei una figura che spesso il cittadino guarda con attenzione e il mio atteggiamento è sempre quello di approcciarmi in ogni circostanza con la consapevolezza di trasmettere un esempio positivo»

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Carlo

Ischia da anni è una lavatrice. D’estate poi aumenta lo spaccio di stupefacenti, i fitti a nero con 94enni senza scrupoli. Poi per il resto dell’anno prostituzione rappresentato dalle cubane, abusivismo edilizio e cravattari i quali non sono mai mancati. Ischia di sicuro è cambiata in peggio e da diversi anni.

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