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L’appello di Pesce: «Non sparate sempre sui tassisti»

Il noto operatore rinnova l’invito alle istituzioni per un cambio di marcia nella reciproca collaborazione e rivendica il ruolo e la funzione sociale della categoria

Sta per partire una stagione turistica, si spera senza restrizioni: che prezzo ha dovuto pagare la categoria dei tassisti per i due anni di pandemia?

«Si è trattato di un fenomeno devastante. Due anni fa, l’emergenza sanitaria è arrivata come un fulmine a ciel sereno, abbattendosi pesantemente sul nostro settore, che era pronto per la ripresa della stagione turistica, e invece saltarono completamente tutte le occasioni di lavoro, dalla settimana di Pasqua ai ponti della Liberazione e del Primo Maggio. Ogni progetto è svanito immediatamente, non c’è stato più lavoro per mesi. È stato un periodo che definire durissimo è un puro eufemismo: restrizioni sempre più frequente, alberghi e ristoranti vuoti, flussi turistici praticamente azzerati».

Negli ultimi anni questa categoria è stata più volte al centro delle cronache per fatti poco edificanti. Che idea si è fatto?

«Si sa che in ogni settore, in ogni categoria, inevitabilmente c’è sempre la pecora nera, soprattutto se la categoria è numerosa come la nostra. È la legge dei grandi numeri. Ovviamente bisogna “rimettere in carreggiata” tali elementi, per preservare la reputazione del settore. Inoltre si tratta di fatti sporadici, e non spetta a me giudicare cosa è accaduto tra colleghi: ci penseranno le istituzioni competenti. Sono episodi isolati che non ci appartengono e che non vogliamo che lo diventino».

«Siamo pronti a collaborare con il Comune per mettere in campo soluzioni vantaggiose per tutte le parti in causa: dai taxi collettivi alla collaborazione con discoteche e scuole»

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Relativamente alla questione tariffe, finite spesso nel mirino per “salassi” operati a danno dei clienti: un’accusa che conferma, smentisce o che purtroppo in parte rappresenta un vezzo?

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«Guardi, le tariffe non vengono aggiornate da diversi anni. Nel frattempo, come lei sa bene, il costo della vita è aumentato esponenzialmente: dai carburanti alle utenze ai generi alimentari. Solo le nostre tariffe sono rimaste le stesse da tanto tempo. È quindi necessario procedere a un ritocco: spero vivamente che la pur meritevole amministrazione di Ischia riesca ad aiutare la categoria in tal senso, come peraltro è accaduto in altri Comuni. Infatti i Comuni di Barano e di Serrara Fontana hanno accolto le richieste aumentando le tariffe come richiesto dai colleghi: anche Forio si sta muovendo in tal senso. Sarebbe quindi ora che anche le nostre venissero adeguate, visti gli attuali indici Istat».

«La nostra categoria viene spesso attaccata per alcuni episodi isolati, ma in realtà svolge una funzione importante, dando sempre massima disponibilità a dare un aiuto concreto in situazioni d’emergenza»

Perché ad Ischia non entrano in vigore taxi collettivi almeno per i residenti, con tariffe popolari? Voi potreste lavorare tutto l’anno e magari l’isola sarebbe meno caotica e trafficata

«Noi siamo aperti a ogni nuova soluzione e a confrontarci proficuamente con l’amministrazione per elaborarle insieme. Naturalmente la priorità deve essere quella di garantirci le occasioni di lavoro: a noi serve lavorare anche d’inverno. Per questo pensiamo sia opportuno innanzitutto eliminaredai centri abitati la maggior parte dei mega-bus che ora circolano per l’isola: sarebbe un importante primo passo. Si potrebbero predisporre poche e determinate linee che attraversano il centro di Ischia, e in quel caso sarei d’accordo a introdurre i taxi collettivi, agevolando anche gli utenti isolani con tariffe dedicate simili al biglietto dell’autobus. Visto che oggi i taxi sono di ampie dimensioni, la possibilità c’è. Del resto ci sono già alcuni colleghi che adottano il trasporto cumulativo, come per i docenti e i lavoratori scolastici».

Come rinnovereste la categoria e il servizio?

«Cercherei di incrementare le occasioni di lavoro, facendo sì che si potesse lavorare tutto l’anno. Ad esempio, la collaborazione con le discoteche per riportare i ragazzi a casa, contribuendo ad aumentare la sicurezza stradale, esigenza molto sentita alla luce dei tanti incidenti gravi accaduti negli ultimi anni sulla nostra isola, e per dare serenità alle famiglie. Si potrebbero quindi perfezionare questi e altri progetti, anche per le scuole. La nostra categoria dovrebbe essere maggiormente ascoltata: solo nel comune di Ischia siamo circa 120 tassisti, e soprattutto coloro che hanno famiglie con figli ancora piccoli hanno l’esigenza di ampliare le occasioni di lavoro, cosa impossibile con centinaia di autobus in circolazione. Non si tratta di una lamentela, ma di un appello e di un’offerta a collaborare. Fra l’altro, la categoria viene spesso attaccata gratuitamente, mentre invece i tassisti svolgono un’importante funzione, anche in situazioni di emergenza, aiutando nel trasporto di feriti o di persone senza disponibilità economiche. Poi però veniamo attaccati, anche dai media locali, ma vorrei invitare a non far di tutta l’erba un fascio. Un ringraziamento va ai fratelli Valentino, che ci offrono possibilità di ampliare le opportunità di lavoro per la categoria».

«Le tariffe sono bloccate da tanti anni, mentre il costo della vita è aumentato in ogni settore. Auspichiamo che il Comune, come già è successo a Barano e a Serrara, voglia prendere in considerazione le nostre istanze per un ritocco»

Di fronte a una tariffa unica isolana come ti porresti?

«Anche questa è una possibilità percorribile, a patto che ci sia differenza tra residenti isolani e turisti o villeggianti. Per il resto, si può fare tutto: la Regione conferisce una certa quantità di contributi all’Eavbus. Perché dunque non incentivare anche i taxi, conferendo un contributo e facilitando così l’abbassamento delle tariffe, specialmente per gli utenti isolani? In tal modo si incentiverebbero i tassisti a collaborare con le amministrazioni».

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Fabio

Eppure il fatto che un taxi di un comune non puo prendere persone in un altro comune per non tornare a vuoto non viene neanche menzionato. Continuate a viaggiare a vuoto fin che potete.

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