CULTURA & SOCIETA'

L’appello di Raffaella Scotti : «Chiedo ai cacciatori di deporre le armi»

Qualche giorno fa il ritrovamento di un falco pellegrino e di un gufo: quest’ultimo purtroppo non è sopravvissuto

E’ stata ancora una volta Raffaella Scotti, volontaria Ischiana a prendersi cura di due esemplari di uccelli rimasti feriti a causa di un qualche cacciatore cieco. Parliamo di un gufo e di un falco pellegrino siberiano. Quest’ultimo, partito dalla Siberia è arrivato sull’isola d’Ischia a ha trovato sulla sua strada il fucile di un bracconiere interrompendo, così, bruscamente il suo meraviglioso viaggio intercontinentale.

Recuperato ferito nelle campagne del comune di Forio, è stato prima ricoverato in uno studio veterinario dell’isola e poi trasferito, per tramite della volontaria Raffaella Scotti, al Cras di Napoli, dove le radiografie hanno confermato il sospetto di una fucilata, che gli ha causato una frattura all’ala.E da Ischia al Frullone è partito anche un gufo comune ferito, recuperato in un’altra area boschiva dell’isola e per il quale, pero, non c’è stato nulla da fare. I pallini da caccia diffusi nel suo corpo, infatti, gli hanno provocato la morte. Entra così nel vivo la stagione del bracconaggio, da sempre un problema particolarmente sentito sull’isola d’Ischia: i due uccelli sono esemplari di fauna particolarmente protetta, considerata patrimonio indisponibile dello stato. Chi ha sparato – in entrambi i casi si tratta naturalmente di persone ignote – sarebbe punibile, secondo l’articolo 30 della legge 157 del 1992 anche con l’arresto. In un attimo le foto scattate da Raffaella sono divenute virali sui social network insieme a un importante e commovente appello.

“Questi due esemplari sono caduti per mano dell’uomo, nel mentre vivono nella natura, aiutando a mantenere un equilibrio in natura che noi stiamo alterando. Sono molto dispiaciuta – ha detto ancora commossa Raffaella – sento il loro dolore, non dovrebbero stare in una casa. Io chiedo senza fare guerre, senza offendere nessuno, ai cacciatori di deporre le proprie armi. Non c’è più tempo dobbiamo conservare quel poco che abbiamo. Non c’è più tempo di dire che cacciamo perché era una tradizione, perché il nonno era cacciatore. Ischia è il mondo e no un posto isolato e noi la stiamo distruggendo. Dobbiamo essere uniti per far brillare Ischia per noi e il resto del mondo. Si comincia dal piccolo per vedere i grandi cambiamenti. A Ischia ci sono persone stupende, chiedo a chi ha un fucile di poggiarlo per conservare quel poco che ci resta. Non vogliamo fare la guerra, ma questi uccelli sono stati offesi nella loro natura”.Un appello forte quello di Raffaella e al suo si aggiunge quello di tanti altri ischitani che chiedono di abolire l’attività venatoria a Ischia proprio per preservare queste specie che, magari involontariamente, vengono pericolosamente colpite. Sul web sono intervenuti anche gli stessi cacciatori sottolineando che occorre fare una differenza tra chi rispetta le regole e chi, invece, no. Tuttavia, gli unici a pagarne le conseguenze sono questi poveri esemplari che, arrivati a Ischia da lunghi viaggi migratori si trovano a dover fare i conti con la vita. A lamentarsi dei colpi di fucile sentiti anche a ridosso delle case sono invece tanti, un problema che non può passare sottogamba.

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