CRONACAPRIMO PIANO

L’appello: «Procida 2022 è poca cosa, serve un comitato di garanzia»

Clamoroso schiaffo al sindaco Dino Ambrosino ed agli organizzatori del programma che vede l’isola di Artiro nelle vesti di Capitale della Cultura: nella nota, trasmessa a Città Metropolitana, Regione e Ministero dei Beni Culturali, si chiede addirittura l’istituzione di un organismo in grado di fungere da “tutore”. E il primo cittadino sbotta: «Candidatevi alle elezioni»

Un appello affinché Procida sia capitale della cultura non soltanto per l’investitura ricevuta ma anche nei fatti e nella sostanza. E quindi, se vogliamo, anche un chiaro “schiaffo” al sindaco Dino Ambrosino ed all’amministrazione comunale, oltre a tutta l’organizzazione che ruota attorno al programma che vedrà sotto i riflettori l’isola di Arturo. L’appello, dicevamo, che ha un elenco di numerosi e illustri sottoscrittori: si tratta di Adriana Buffardi (sindacalista e già assessore in regione Campania), Oliver Butzbach (docente, Università Campania Luigi Vanvitelli), Melina Cappelli (docente, Università Napoli Federico II), Paola Carretta (dirigente scolastico, Napoli), Arcangelo Cesarano (docente, Università Napoli Federico II), Natalia D’Esposito (dirigente PA), Alberto Di Donato (docente emerito, Università Napoli Federico II), Luigi Finelli (docente, Università Napoli Federico II), Paolo Giugliano (sindacalista CGIL), Paola Izzo (docente, Univ. Napoli Federico II), Elio Marciano (docente, Univ. Napoli Federico II), Franco Antonio Mariniello (docente, Università Napoli, Federico II), Paola Massa (docente, Istituto Diano di Pozzuoli), Luigi Nappa (artista), Matteo Palumbo (docente, Università Napoli Federico II), Raffaele Porta (docente, Università Napoli Federico II), Antonio Saccone (docente, Università Napoli Federico II), Rosario Stornaiuolo (già Presidente Federconsumatori), Maddalena Traverso (docente, Liceo Genovesi Napoli), Guido Trombetti (docente emerito, Università Napoli Federico II), Vera Valitutto (dirigente, Ministero Beni Culturali).

PROCIDA 2022 NON SIA UNA SOLA “MENATA DI CONFETTI”

Ma cosa si propone quest’appello? I firmatari dello stesso spiegano in primo luogo che “intendono rivolgersi alle autorità politiche ed istituzionali, sia locali che metropolitane e regionali, per manifestare, insieme alla grande soddisfazione del prestigioso riconoscimento ricevuto dal Governo nazionale, anche la loro motivata preoccupazione che l’assegnazione del titolo di Capitale della Cultura 2022 possa esaurirsi in una semplice operazione di marketing turistico e che non rappresenti una reale occasione per salvaguardare e valorizzare le specifiche ricchezze dell’isola”. Insomma, per farla breve il timore è che tutto si esaurisca nella canonica “menata di confetti”, per usare un termine tanto in voga.

SOLO EVENTI E PATRIMONIO NON PRESERVATO, SERVE UN COMITATO DI GARANZIA

Il cuore delle perplessità è contenuto in un lungo e articolato passaggio della missiva che – lo ricordiamo – è stato indirizzato a Città Metropolitana, Regione Campania e Ministero Culturale. Che ad onor del vero, come potrete leggere, rappresenta un vero e proprio atto d’accusa: “Ma come è possibile, ci siamo chiesti, non cogliere l’occasione della nomina di Procida a Capitale della Cultura per preservare e valorizzare tutta questa ricchezza? Sono forse sufficienti a tal fine i 44 progetti ed i 150 eventi previsti dal programma ufficiale? E’ davvero bene indirizzata la spesa dei cospicui finanziamenti (circa 20 milioni di euro) messi a bilancio dagli Enti locali (Regione Campania in massima parte) e dal Ministero di competenza? La nostra risposta è decisamente no. Perchè troppa poca attenzione è stata dedicata alla ‘salvaguardia ed alla valorizzazione’ delle indubbie ricchezze dell’isola. Secondo noi è necessario, anzi indispensabile (e siamo convinti che si è ancora in tempo) procedere con urgenza a redigere in proposito un vero e proprio ‘Piano Strategico’ dell’isola, un programma di cose sia concrete che immateriali da progettare ed iniziare a realizzare, indirizzato alla protezione ed al recupero dei beni di Procida e ad un suo complessivo sviluppo ‘sostenibile’. Un programma corredato di piani particolareggiati che ne prevedano per ogni sua specifica “particolarità” (Marina, Terra Murata, Chiaiolella, Corricella, Olmo, Cottimo, Vivara etc.) tempi e modalità di possibili specifici recuperi e migliorie. Un programma ampiamente partecipato dalla cittadinanza attraverso proposte e suggerimenti avanzati in forma organizzata e trasparente. Noi riteniamo, inoltre, utile che le istituzioni competenti, amministrazione comunale in primis, si dotino di un Comitato Consultivo e di Garanzia, costituito da personalità locali nazionali ed internazionali di indiscusso valore per le loro specifiche competenze e motivate da un autentico e disinteressato amore per l’Isola, che sia in grado di vigilare e dare impulso al Piano Strategico da redigere e realizzare”.

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SVILUPPARE IL TURISMO ECOSOSTENIBILE, ECCO LA PRIORITA’

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Insomma, di fatto si parla di avere un tutore per Dino Ambrosino e per tutto lo staff di Procida Capitale e la cosa non è affatto piaciuta al primo cittadino che tra l’altro ha replicato per le rime al Corriere del Mezzogiorno («creassero una lista, racimolassero consensi e si candidassero alle prossime elezioni amministrative», la piccata replica). I firmatari dell’appello, in ogni caso scendono nei dettagli e riportano tra l’altro: “La nostra preoccupazione si basa sulle caratteristiche topografiche e storiche di Procida che la rendono profondamente diversa non solo dalle altre due isole del golfo di Napoli, ma anche da altre comunità nazionali ed internazionali note per la loro vocazione culturale. Basti ricordare che Procida è un’isola di appena 4 Kmq, per il 90% piatta e, pertanto, visitabile da tutti in tutti i suoi siti facilmente in bicicletta, grazie a semplici moto e autoveicoli elettrici, ed anche a piedi. Luogo ideale, quindi, per un turismo specificamente ecosostenibile. Inoltre, seppure di dimensioni estremamente limitate, Procida ospita ben 11mila residenti di 47 diverse nazionalità, un numero che diventa almeno il triplo nel periodo primaverile ed estivo. Solo nel 2021 (anno caratterizzato peraltro dalla pandemia) Procida ha registrato oltre 250mila sbarchi (si tenga presente che l’isola è ancora priva di un pronto soccorso di primo intervento in specialità quali l’ortopedia e la pediatria)”.

UN PATRIMONIO DA PRESERVARE, EPPURE PASSATO IN SECONDO PIANO

Poi gli intellettuali che hanno mostrato di non gradire la gestione dell’anno da Capitale della Cultura aggiungono: “Ma, seppure di dimensioni estremamente limitate, Procida possiede ben tre porticcioli: il primo fondamentalmente approdo di traghetti ed aliscafi provenienti dalla terraferma e porto turistico per grandi imbarcazioni (la Marina Grande), il secondo dedicato esclusivamente all’ormeggio di barche da diporto (la Chiaiolella), mentre il terzo (la Corricella) è un antico borgo di pescatori costellato di case colorate, di botteghe di Maestri d’ascia e di depositi di reti ed altro materiale presenti sulla banchina; esso ospita oggi solo piccole imbarcazioni da diporto, restando al contempo depositario delle tradizionali barche da pesca dell’isola (le cianciole). Un’ampia porzione del mare che bagna Procida è parte del Parco Marino denominato Regno di Nettuno, uno specchio d’acqua ricco di Posidonia oceanica che è stato creato per proteggere e preservare la flora e la fauna marina. Vivara, un’isola nell’isola, immersa nel verde e totalmente disabitata, ne rappresenta l’assoluta incontaminazione. Sull’unica sommità di Procida (la Terra Murata) è presente un antico borgo che circonda un palazzo cinquecentesco (il Palazzo d’Avalos), sede dei governatori di Procida fino al ‘700 divenuto poi uno dei Palazzi Reali dei Borbone che lo trasformarono, nel 1830, in un carcere che è continuato ad esistere fino al 1988 e che è attualmente oggetto di un recupero solo parziale. Per non parlare, infine, degli orti procidani, famosi in tutto il mondo per i tipici limoni giganti che producono, dei vefi procidani, caratteristici balconi coperti da volte ad arco policentrico di derivazione araba, delle grancie, eredità dell’antica toponomastica procidana e, infine, di tutti i racconti, leggende e manifestazioni storico-culturali di cui Procida è espressione (la Graziella, i Misteri del Venerdì Santo, l’Isola di Arturo, etc.)”.

ECCO COME SFRUTTARE IL TRAINO DELL’EFFETTO CAPITALE

Vengono poi anche citati alcuni capitoli del piano individuati dai promotori dell’appello che riguardano tutto quanto segue: “Un target turistico di tipo ecologico e culturale con iniziative ed eventi programmati nel corso dell’intero anno; un sistema integrato e differenziato di accoglienza (hotel de charme, alberghi, pensioni, b&bs, ostelli, agriturimi, case vacanze); creazione di un Pronto Soccorso di primo intervento; un rilancio di tipo cooperativistico (mediante finanziamenti e agevolazioni fiscali) dei settori della marineria, della pesca e della nautica; una transizione ecologica con piano di trasporti che limiti l’uso di veicoli privati mediante: a) piccoli autobus elettrici con frequenza ogni 5 minuti in grado di raggiungere i diversi angoli dell’isola; b) cooperative di servizi differenziati di taxi; parcheggi di interscambio sulla terraferma riservati innanzitutto ai residenti e ai turisti; – messa in sicurezza di tutti i costoni tufacei e delle spiagge; una definizione del numero e della localizzazione e tipologia degli esercizi commerciali e di svago nelle varie aree dell’isola; una rivitalizzazione del Parco Marino protetto (Regno di Nettuno); una valorizzazione internazionale di eventi tradizionali (Graziella, Premi Elsa Morante e Concetta Barra, Festival del Cinema, Venerdì Santo e Misteri); Terra Murata (Palazzo d’Avalos, Conservatorio delle orfane, Convento domenicano, Abbazia di San Michele): a) valorizzazione delle attuali summer school e attivazione di nuove scuole di formazione professionale in settori specifici (nautica; pesca; maestri d’ascia; artigianato; gastronomia; organizzazione di eventi ed esposizioni artistiche tradizionali); b) creazione di un unico Museo civico dell’isola (settori: Storia, Archeologia, Repubblica Partenopea, Mare, Graziella, Misteri, Carcere); individuazione di piccole e medie sedi congressuali; realizzazione di percorsi gastronomici tipici”.

LA CHIAMATA ALLE ARMI PER L’ADESIONE AL PROGETTO

I promotori della nota trasmessa alle autorità ed istituzioni competenti hanno anche lanciato un appello ai cittadini di Procida, specificando che la “chiamata alle armi” va oltre le convinzioni politiche. Ciò che conta è amare l’isola indipendentemente da ogni altra cosa. Chi volesse condividere tutto quanto riportato può inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica appelloperprocida2022@gmail.com, scrivendo nell’oggetto “aderisco” e nel testo nome, cognome e professione.

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