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L’appello: «Si intervenga per tutelare gli isolani sul trasporto via mare»

C’è un diritto alla mobilità per chi vive sulle isole che va salvaguardato ed anche i diritti dei cittadini campani che sono residenti sulle isole del golfo di Napoli vanno rispettati e tutelati. Le istituzioni a tutti i livelli devono intervenire per tutelare il trasporto via mare. I Procidani non possono essere considerati residentioppure turisti a seconda dell’orario in cui vanno a Napoli. Se ci vanno e tornano una ragione deve pur esserci, e certo non è quella di andare a farsi un bagno sugli scogli di Mergellina.

Il principio della continuità territoriale sancito dalla nostra Costituzione e dalle normative europee implica che i collegamenti fra la terraferma e le isole (ovvero fra isole) debbano svolgersi a condizioni – anche economiche – quanto più possibile equivalenti, e dunque non discriminatorie, rispetto a quelle riscontrabili per collegamenti analoghi sulla terraferma. Di norma, per l’aggiudicazione delle rotte in regime di continuità territoriale, viene bandita una gara europea e tali rotte vengono concesse in esclusiva a chi si aggiudica la gara in base agli standard tariffari, qualitativi e quantitativi richiesti. In Regione Campania non è stato possibile tutto ciò per scelte politiche ed anche a seguito di una sentenza TAR per cui ad oggi solo la Caremar è tenuta al rispetto del contratto di servizio stipulato con la regione.

A questo punto, visto che le compagnie private fanno e possono fare quello che vogliono anche in base alla regolamentazione regionale in vigore, per evitare di restare isolati a seguito di soppressioni di linee e costi di biglietti assurdi, bisogna immediatamente rivedere il quadro orario della società Caremar che deve garantire all’ isola di Procida i servizi necessari alla comunità nelle ore di maggior afflusso e di maggiore esigenza per pendolari, utenza, operatori commerciali e dei servizi. Una Regione che punta al trasporto via mare per lo sviluppo turistico del territorio garantendo collegamenti via mare con il Cilento piuttosto che con la Penisola Sorrentina dovrebbe pensare prima a garantire la mobilità necessaria per chi vive con le pacche nell’acqua visto che risiede su un’ISOLA e certo con il canotto non può spostarsi.

Giuseppe Giaquinto

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