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L’Asl annuncia nuovi tagli, torna l’incubo a Villa Mercede

ISCHIA. Lo scorso primo febbraio era arrivata la positiva svolta nella dolorosa vicenda relativa ai mancati stipendi per il personale in servizio a Villa Mercede, la residenza sanitaria assistenziale di Serrara Fontana. Com’è noto, l’Asl Napoli 2 Nord aveva annunciato il versamento di gran parte delle somme dovute ai lavoratori, che da ben otto mesi non venivano pagati. Tuttavia le nubi non si sono completamente diradate. La stessa Asl, pochi giorni dopo il tavolo tecnico che aveva sbloccato la situazione, ha infatti comunicato al Consorzio Nestore, cui fa capo la Società Cooperativa Sociale Onlus Civitas, che avrebbe proceduto “motu proprio” a effettuare un “taglio” delle prestazioni economiche rese dalla cooperativa (già fatturate e ancora non pagate): l’Asl inoltre ha invitato il consorzio a ridurre gli importi da fatturare, utilizzando il parametro dell’effettiva occupazione dei posti letto.

 

La comunicazione dell’Asl ha messo in allarme il Consorzio per le conseguenze che tale decisione potrà avere sul prosieguo dell’attività, in quanto si andrebbero a modificare sostanzialmente i parametri su cui era stata determinata la base d’asta della procedura di gara che il consorzio si era aggiudicato, creando uno squilibrio delle condizioni contrattuali a tutto svantaggio della cooperativa. Infatti, come stabilito dall’articolo 3 del Capitolato speciale d’appalto aggiudicato alla società ccoperativa, era stato stabilito che «per le prestazioni di cui al presente disciplinare e quelle di cui all’Offerta tecnica, l’impresa aggiudicataria, riceverà una retta mensile pari a un sessantesimo dell’importo di aggiudicazione, a seguito di attestazione mensile di regolare svolgimento del servizio rilasciata dalla direzione sanitaria della residenza assistenziale sanitaria». In altre parole, l’importo dell’aggiudicazione era fisso e invariabile, visto che i corrispettivi dovevano essere riconosciuti a prescindere dall’effettiva occupazione dei posti letto/giorno, ovviamente dopo l’attestazione della regolare esecuzione del servizio.

Nel successivo capitolato speciale della gara indetta dell’Asl alla scadenza del servizio espletato dal consorzio Nestore, infatti, contrariamente alla precedente disposizione, viene sancito che «i corrispettivi all’aggiudicatario saranno riconosciuti per l’effettiva occupazione dei posti letto». Tuttavia, come si legge nel documento inviato dal legale di fiducia del consorzio Nestore, è stato solo grazie alla “vecchia” disposizione che si era riusciti a garantire l’attuale livello occupazionale, con il mantenimento in servizio di tutte le figure professionali occorrenti per il funzionamento della struttura a pieno regime, anche nei casi in cui tutti i posti letto non fossero stati occupati.

La conclusione è chiara: se davvero l’Asl Napoli 2 Nord modificherà il sistema di corresponsione dei pagamenti stabilito dal “vecchio” bando di gara per applicare invece quello sancito dalla “nuova” formula, secondo cui i “corrispettivi all’aggiudicatario saranno riconosciuti per l’effettiva occupazione dei posti letto”, il Consorzio si vedrebbe costretto a licenziare parte del personale, mantenendo in servizio le sole figure professionali occorrenti al numero di posti letto effettivamente impegnati. Improbabile pensare a contratti “a fisarmonica” per gli addetti impiegati presso la struttura.

Inoltre, e qui l’ “invito” diventa esplicitamente una “diffida”, il consorzio avverte che «in nessun caso possono essere d’improvviso decurtate somme già fatturate secondo la precedente formulazione contrattuale e per la quale Nestore Consorzio di Cooperative Sociali Società Cooperativa Sociale Onlus ha salvaguardato il livello occupazionale di tutto il personale impiegato nella Rsa Villa Mercede a prescindere dal numero di occupanti la struttura». Il seguito è ancora più esplicito: «pertanto, ove l’Asl Napoli 2 Nord volesse effettivamente procedere ad attuare la “nuova” formula contrattuale, dovrebbe indicare quali figure professionali allontanare dal servizio e, quindi, licenziare». Una eventualità che fa riaffiorare nuove concrete preoccupazioni per il personale di Villa Mercede, già durissimamente provato da annose vicissitudini.

 

 

 

 

 

 

 

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