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CRONACA

L’assessore Mennella: «Ecco i motivi del ricorso al Consiglio di Stato»

L’avvocato delegato al contenzioso dell’ente chiarisce i paradossi che finora hanno consentito al privato di mantenere il controllo del porto nonostante la concessione scaduta e i canoni non pagati

L’assessore Leonardo Mennella, delegato al contenzioso dell’ente, segue costantemente la vicenda relativa al molo turistico di Lacco Ameno, ed è a lui che abbiamo chiesto di illustrare gli aspetti salienti di un caso davvero paradossale: «È da un anno – spiega l’avvocato Mennella – che siamo impegnati in un contenzioso che, in realtà, prosegue su tre fronti. Uno civilistico davanti al giudice ordinario, un altro davanti a un collegio arbitrale, e infine il lungo contenzioso amministrativo con distinti ricorsi sui vari provvedimenti emessi dal Comune. Abbiamo predisposto una serie di difese di altissimo livello giuridico e siamo assolutamente soddisfatti del lavoro finora svolto dai nostri avvocati.

Il principale motivo – continua l’assessore – su cui si baserà il ricorso è dato dal fatto che secondo l’ente il Tar, come già aveva riconosciuto nel 2020, non abbia la giurisdizione per potersi occupare dell’inadempimento contrattuale verificatosi, e della conseguente risoluzione del contratto che il Comune ha intimato al privato concessionario. Di conseguenza riteniamo che tutti questi provvedimenti cautelari non potevano essere emessi dal giudice amministrativo, il quale al massimo avrebbe dovuto demandare al giudice ordinario la questione relativa all’inadempimento da parte del privato, che a noi per la verità sembra un fatto evidente. Dall’altra parte riteniamo che, proprio a causa dell’inadempimento e del fatto che il vincolo contrattuale si era sciolto, non poteva nemmeno applicarsi la proroga che il decreto-legge sull’emergenza sanitaria aveva assicurato anche alle concessioni pubbliche.

Comprensibilmente, a molti può sembrare strano ed inspiegabile che il Comune non sia ancora tornato ad avere la disponibilità del porto, proprio perché non conoscono la complessità e le difficoltà della vicenda dal punto di vista giudiziario e normativo, e quindi appare sorprendente alla cittadinanza che un concessionario che non paga, per di più con una concessione scaduta, possa mantenere la gestione del porto. Quindi va fatta chiarezza: il punto focale è che l’inadempimento viene contestato dal privato, il quale sostiene di essere stato danneggiato, e parallelamente la normativa-covid ha assicurato – nonostante la scadenza – la proroga delle concessioni pubbliche, prima dell’esame di merito che avverrà a marzo. Noi comunque prima di allora siamo convinti di poter ribaltare in sede cautelare la decisione, perché è vero che l’inadempimento del concessionario è in corso di accertamento, ma è altrettanto vero che nessun giudice ordinario ha mai sospeso l’efficacia della risoluzione di inadempimento: un’opposizione da parte del privato non può bloccare l’azione del Comune. Noi riteniamo invece che la proroga-covid non si applichi a questa concessione, ma anche se così fosse, il fatto che il privato sia stato inadempiente ha determinato lo scioglimento del contratto, sicché il Tar (giudice amministrativo) non avrebbe potuto mantenere in vita un contratto che già non è più vigente».

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